Il dischetto sopravvive nella pubblica amministrazione

Nell'epoca delle memorie USB e del networking gli anziani dischetti floppy dovrebbero essere oramai un ricordo del passato.

Chi di voi come me gli ridà una seconda vita come ferma porta, recuperando anche quelli illeggibili, si sarà sicuramente fermato a pensare a chi invece li usa ancora per memorizzarci dati e magari anche importanti!

L'antinformatico, appunto, una persona refrattaria alle innovazioni. Nella pubblica amministrazione è l'elemento base del lavoro impiegatizio.

Attualmente l'età dell'antinformatico è pressapoco sui 40 anni, il che fa ben sperare per le generazioni successive ma ci sono casi tragici anche di elementi al di sotto dei 30 anni.

L'antinformatico si riconosce per la presenza di dischetti floppy dai colori sgargianti sulla propria scrivania accanto al computer.

Pur passando la maggior parte del tempo su internet alla ricerca di informazioni, egli ignora completamente il concetto di network, di condivisione delle risorse ed anche dell'esistenza di memorie USB. Anche se di queste bisogna dire che vengono fatte sparire dagli impiegati tecnologicamente sviluppati.

Quando l'antinformatico ha iniziato a lavorare come impiegato, probabilmente i computer non erano lo strumento principale del proprio lavoro che egli svolgeva tra macchine da scrivere, da cui deriva la necessità di avere almeno una stampante collegata al computer, o nei casi più fortunati di quella "al piano".

Fino agli anni '70, gli anni dell'emancipazione in generale, ed anche quella informatica, l'invenzione del primo dischetto floppy gli permetteva di condividere fisicamente gli stessi files con altri colleghi: si estraeva il dischetto, si infilava in una busta e si portava fisicamente in un altro posto.

Ora succede esattamente la stessa cosa, solo che i dischetti sono di mille colori, opachi, lucidi, trasparenti. Costano molto meno alla pubblica amministrazione, e "sono gli stessi che usiamo da trent'anni".

Per l'antinformatico è il sublime: può tenerlo tra le mani, infilarlo fisicamente in un altro ufficio, concedendosi nel frattempo qualche chiacchiera durante il tragitto, qualche chiacchiera per il recupero dei vecchi dischetti imprestati e volendo, anche un caffé.

Ma come fare con gli enormi files PPT? Come trasferire le antiche regole cinesi tramandate dal saggio, o i saluti Indù della sacerdotessa buddista? Lo si invia per email! Ma come fare quando questa poi torna indietro? Beh semplice.

Si fa un CD. Costa sempre poco alla pubblica amministrazione e mantiene tutti i benefici appena elencati. Per fortuna i più accorti usano CD riscrivibili anche se si tratta della minor parte.

La pubblica amministrazione fa incazzare il cittadino. Vista da fuori è incomprensibile. Vista da dentro non ci capisce.

Per me infatti è incomprensibile lo spepero di denaro in licenze software proprietario. E non ci capisce quando le parliamo di software libero.

Cosa fare col TFR?

Il 30 giugno è l'ultimo giorno utile per decidere come gestire il TFR.

La scelta è tra previdenza privata (tacito assenso, o scelta volontaria) ed il mantenimento del TFR maturando presso il datore di lavoro.

Beppe Grillo consiglia di scegliere il mantenimento presso il datore di lavoro.

In TV passano spot che mostrano persone portare la loro moneta presso le banche.

Ccercando brevemente alcune parole chiave relative al tfr è spuntato il blog di Liborio Butera che segnala l'inchiesta di Report in merito al TFR.

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