Sono un po' sgangherato

Come da oggetto, io come il blog appena rinnovato, in questo periodo sono un po' sgangherato.

Alcune notti dormo almeno 8 ore, altre notti dormo appena 3.

Una volta, non so come, ne parlai con Vincenzo, il quale la prese allegramente e mi stritolò in un affettuoso abbraccio paterno vergognosamente rubato al vero proprietario.

Oggi ne parlo col blog, riconoscendo in effetti che lo status di sgangherato debba essere al più presto allontanato, prima che diventi patologico.

KKNNNNN!!!

tassoman ha postato una foto:

KKNNNNN!!!

Cicu gneco coccode sghibi

Ti voglio bene!

Ultimamente sul blog scrivo raramente. Non che non abbia nulla da dire, perché di cose ne sono successe nell'ultimo mese e passa, anzi il fatto è che proprio non me la sento né di scrivere cazzate né di gridare al mondo il mio malessere; tanto non gliene frega un cazzo a nessuno.

E poi in fin dei conti anche dopo averlo fatto sarei sempre qui a dover districare la matassa con meno tempo a disposizione. Per questo mi sento piuttosto stravolto.

Nessuno mi vuole bene!

Un breve riassunto dell'umore odierno, si può tranquillamente riassumere in uno di quei film tragi distruttivi dove scoppia tutto e i protagonisti sopravvivono, ma il primo che muore è sempre il pianista.

  • Moriremo tutti!
  • È l'inizio della fine!
  • Non aprite quella porta!
  • Allontanatevi dalle finestre!
  • Spegnete tutte le luci
  • AAAAAHH!
  • AIUTOOOOOO!
  • Presto di qua!
  • Più svelto!!!
  • Ci sta raggiungendo!
  • Lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo!
  • Sarà il filo rosso?

Ho dimenticato qualcosa?

Sono ufficialmente vecchio

Già da diverse settimane Silvia mi ha trovato alcuni capelli bianchi. Completamente bianchi. Alla veneranda età di 29 anni sono diventato ufficialmente "vecchio".

Sono ingrassato, ho sempre più bisogno di dormire e dimentico le cose. Inoltre son diventato molto più liberale che progressista. Il che presuppone un avanzamento precoce della fase Umarell.

Comunque c'è chi sta peggio di me, ovvero i miei genitori. I quali sono in pensione già da anni e per aggrapparsi alla vita si lasciano sedurre dai computer e dai dispositivi altamente tecnologici rimanendo chiusi tra le sbarre della propria abitazione.

Se avessi a disposizione tutto il loro tempo libero viaggerei l'italia, visto che l'estero necessita di lingua inglese.

Da un lato mi piace l'idea di pensare che continuo a non capirli; mi permette di sentirmi molto teenager. Dall'altro li invidio per la quantità di tempo libero che possono sprecare.

Il blog, langue

È successo un fatto deplorevole. La barra laterale è più lunga di quella dei contenuti.

Non mi accadeva in nessun sito da almeno cinque anni, se non in fase di testing.

Si direbbe che in questo periodo manco di contenuti, piuttosto mi pare di esser carente di tempo e di conseguenza di organizzazione. È una questione di priorità che elenco in un modo, poi faccio in un altro.

Scrivere sul blog finisce sempre in fondo. Ora che sono forzatamente scollegato dal mondo internet mi accorgo che cambiano le priorità e cambiano i bisogni. Tipo ho bisogno di dormire almeno sette ore per notte, prima delle 8 di mattina.

Il proiettore è rinato da solo

Agli inizi di luglio il mio proiettore Sanyo PLV-Z1 ha smesso di funzionare: l'accensione durava pochi secondi, e nel mentre, al posto di vedere il solito schermo blu, apparivano righe orizzontali, come se il pannello LCD fosse difettoso o mal collegato.

Dopo aver chiamato l'unica assistenza tecnica per i proiettori Sanyo in tutta italia conveniamo che sia il caso di imballarlo e spedirlo in riparazione, al costo minimo di 70€ e massimo di 300€. Sopra i quali chiamano per il preventivo.

Il tecnico addita subito la lampada. Anche se mi par strano: dovrebbe fare 3000 ore circa e personalmente non credo di averne fatte più di 2000, in modalità basso consumo. Film e Mondiali FIFA 2006 compresi.

Ieri sera stavo per procedere all'imballaggio, quando mi son detto: «proviamo prima di di spedire, non si sa mai».

Ovviamente è ripartito come se non fosse accaduto nulla. Anzi adesso mi pare funzioni anche meglio di prima, quando mi pareva ci fosse un alone centrale ed i colori erano più sbiaditi.

Mah misteri della tecnica. Speriamo che duri finché dura.

Ehi ma c’ho anche un blog!

La febbre da posting m'è passata di nuovo. Come un anno e mezzo fa sono in preda ad un vuoto cosmico di contenuti bloggosi. Bisogna aspettare che passi.

Dopo essere usciti dal tunnel dell'abbandono, Martin ha perso definitivamente lo stimolo ed ha ammesso di mettere soltanto video.

Frank invece non sente più il bisogno di aggiornare il suo blog e gliel'ha definitivamente data su. Tant'è che è pure sparito.

Silvia invece spinge sull'acceleratore ed ha cambiato la grafica.

KingFreak cavalca l'onda della notizia perché a Bologna quest'estate andavano di moda i crimini sull'autobus. Sdaure ed umarell, gli abituali avventori del bus, volevano leggere e quindi gli è stato dato. Foto, articoli e links al blog dell'autista degli autobus di Bologna.

Sempre per rimanere in tema di lavoratori bloggatori, la settimana scorsa si è svolta la presentazione del libro di Commessa Frustrata.

La manifestazione si è svolta in un contesto libroso durante una serata alle terme di Riolo. L'arena danzante pullulava di rigenerati vecchietti di ogni città, che ristorati dalle cure termali e consapevoli della loro veneranda età portatrice di saggezza non temevano di certo atteggiamenti arroganti del tipo "corsa al tavolo per prendere i posti migliori", anche perché inconsciamente... il tempo stringe.

Il clima freddo e poco ospitale nei confronti della commessa frustrata, quindi non ha permesso ai più di poter apprezzare le caratteristiche ironiche dell'autrice e dello stesso libro, quindi.

Unica persona degna di apprezzamento è stata una ex commessa solidale, che per manifestare solidarietà e immedesimazione nella causa ha acquistato più di una copia del libro.

Il dischetto sopravvive nella pubblica amministrazione

Nell'epoca delle memorie USB e del networking gli anziani dischetti floppy dovrebbero essere oramai un ricordo del passato.

Chi di voi come me gli ridà una seconda vita come ferma porta, recuperando anche quelli illeggibili, si sarà sicuramente fermato a pensare a chi invece li usa ancora per memorizzarci dati e magari anche importanti!

L'antinformatico, appunto, una persona refrattaria alle innovazioni. Nella pubblica amministrazione è l'elemento base del lavoro impiegatizio.

Attualmente l'età dell'antinformatico è pressapoco sui 40 anni, il che fa ben sperare per le generazioni successive ma ci sono casi tragici anche di elementi al di sotto dei 30 anni.

L'antinformatico si riconosce per la presenza di dischetti floppy dai colori sgargianti sulla propria scrivania accanto al computer.

Pur passando la maggior parte del tempo su internet alla ricerca di informazioni, egli ignora completamente il concetto di network, di condivisione delle risorse ed anche dell'esistenza di memorie USB. Anche se di queste bisogna dire che vengono fatte sparire dagli impiegati tecnologicamente sviluppati.

Quando l'antinformatico ha iniziato a lavorare come impiegato, probabilmente i computer non erano lo strumento principale del proprio lavoro che egli svolgeva tra macchine da scrivere, da cui deriva la necessità di avere almeno una stampante collegata al computer, o nei casi più fortunati di quella "al piano".

Fino agli anni '70, gli anni dell'emancipazione in generale, ed anche quella informatica, l'invenzione del primo dischetto floppy gli permetteva di condividere fisicamente gli stessi files con altri colleghi: si estraeva il dischetto, si infilava in una busta e si portava fisicamente in un altro posto.

Ora succede esattamente la stessa cosa, solo che i dischetti sono di mille colori, opachi, lucidi, trasparenti. Costano molto meno alla pubblica amministrazione, e "sono gli stessi che usiamo da trent'anni".

Per l'antinformatico è il sublime: può tenerlo tra le mani, infilarlo fisicamente in un altro ufficio, concedendosi nel frattempo qualche chiacchiera durante il tragitto, qualche chiacchiera per il recupero dei vecchi dischetti imprestati e volendo, anche un caffé.

Ma come fare con gli enormi files PPT? Come trasferire le antiche regole cinesi tramandate dal saggio, o i saluti Indù della sacerdotessa buddista? Lo si invia per email! Ma come fare quando questa poi torna indietro? Beh semplice.

Si fa un CD. Costa sempre poco alla pubblica amministrazione e mantiene tutti i benefici appena elencati. Per fortuna i più accorti usano CD riscrivibili anche se si tratta della minor parte.

La pubblica amministrazione fa incazzare il cittadino. Vista da fuori è incomprensibile. Vista da dentro non ci capisce.

Per me infatti è incomprensibile lo spepero di denaro in licenze software proprietario. E non ci capisce quando le parliamo di software libero.

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