ssh
Se si dispone di un hosting in cui è stato installato e reso disponibile python2.4 si può procedere all’installazione del sistema di versioning Bazaar (BZR).
Il sistema distribuito di versioni Bazaar è disponibile per qualsiasi sistema operativo tra i più diffusi: Linux, Mac, ed anche Windows.
Se non si dispone di un hosting con console remota, si può chiedere un preventivo a Bologna Informatica, offre hosting professionale per le piccole e medie imprese. Oppure registrarsi su DreamHost approfittando dello sconto offerto dal codice invito: BOINFO07
Prendiamo come esempio DreamHost come sistema di hosting. Ma credo che un qualsiasi altro hosting con console SSH possa andare bene.
- Prima di tutto è necessario preparare l’ambiente creando le directory utente necessarie:
cd
mkdir bin
mkdir lib
mkdir lib/python
mkdir man - In secondo luogo è necessario istruire la console remota ad utilizzare le proprie directory utente con priorità su quelle di sistema:
nano -w ~/.bash_profile
nel file ~/.bash_profile vanno inserite le seguenti variabili.export PATH=$HOME/bin:$PATH
export MANPATH=$HOME/man:/usr/share/man
export PYTHONPATH=$HOME/lib/python:/usr/lib/python2.4:/usr/local/lib/python2.4:/usr/include/python2.4Su DreamHost $PYTHONPATH e $MANPATH non sono definite quindi vanno forzate. Per sapere se le vostre variabili sono già definite:
echo $PYTHONPATHNel caso in cui siano già definite, è meglio riprenderle ed inserire il valore a quelle esistenti come ho fatto in $PATH che appunto era già definita.
- Dopo aver controllato che tutte le variabili siano di sistema, bisogna crearsi un link simbolico che punta esplicitamente a python2.4 perché su DreamHost di default è installato python2.3.
cd ~/bin
ln -s /usr/bin/python2.4 python
Per controllare la versione di python: python -V - Se i percorsi sono corretti e le variabili configurate a dovere dovreste avere la versione 2.4.x. Lanciate python e provate ad includere qualche modulo default per essere certi che tutto funziona
- Se tutto funziona allora è possibile scaricare le librerie necessarie per usare Bazaar tramite SFTP (ssh):
Scaricare i sorgenti delle librerie in una directory di appoggio. Estrarre i files usando tar zxf. Il comando per installare la libreria è il seguente:
cd pylibrary-0.1.2
python setup.py install --home=$HOMELe librerie saranno compilate ed installate nella home directory: /home/username/lib/python. Per accertarsi che siano correttamente caricate:
python -c "import Crypto"
python -c "import paramiko"
python -c "import cElementTree"Se non si verificano messaggi di errore tutto funziona correttamente. Se il messaggio di errore segnala la mancanza della libreria, controllate che la variabile $PYTHONPATH sia corretta.
Per ripetere l’installazione dei moduli python:
rm -rf ~/lib/python/*Per ogni libreria inviare il comando:python setup.py clean - A questo punto rimane da installare BZR, effettuate il download dei sorgenti di Bazaar nella directory di appoggio, ed inviate il comando di installazione. Potrebbe mancare il modulo Pyrex, nel caso installate anche quello.
- Test finale:
cdSe ricevete il riepilogo dei comandi, tutto funziona correttamente. Se ricevete qualche messaggio di errore che reclama librerie… Le variabili Path non sono corrette.
bzr help
Buon divertimento con Bazaar! Nel prossimo articolo vi scrivo come usarlo brevemente dopo di che… DIY!
Bazaar (bzr) è un recente distributed versioning system sviluppato da Canonical per lo sviluppo del codice sorgente di Ubuntu.
Tra le caratteristiche che lo differenziano dal famoso Subversion (SVN) che a sua volta ha soppiantato Concurrent Versions System (CVS) ci sono: la facilità di installazione e manutenzione delle “repository”, possibilità di gestire versioning non centralizzati e la leggerezza dei programmi scritti in Python.
Come sviluppatore autonomo ho preferito usare BZR per gestire i miei repository in modo da trovarmi su ogni mio PC il lavoro che non avevo concluso su un altro come mio solito.
Con poche operazioni è possibile installare Bazaar sulla maggiorparte degli hosting che permettono di avere un terminale remoto SSH. Come gli hosting professionali offerti da Bologna Informatica. Ma questa questione tecnica l’affronteremo nel prossimo articolo.
Potrebbe accadere a chiunque di voler accedere a directory remote, come se fossero delle “condivisioni”, ma più propriamente directory sul proprio computer.
Potrebbe accadere che la necessità ci colga nel bel mezzo di un aeroporto (?), oppure in un internet café, insomma in un posto con accesso ad internet poco sicuro.
Per chi usa linux, il problema si risolve facilmente con FUSE e SSHfs e Fullo ci spiega come.













Commenti recenti
16 ore 19 min fa
1 settimana 20 ore fa
1 settimana 20 ore fa
4 settimane 2 giorni fa
4 settimane 6 giorni fa
6 settimane 4 giorni fa
6 settimane 6 giorni fa
7 settimane 1 giorno fa
9 settimane 3 giorni fa
23 settimane 20 ore fa