Strumenti e applicazioni Gnome GNU/Linux per aumentare la produttività

L'altra sera ero a casa di Simon, ed ho sfogliato brevemente il suo Psicanalista portatile, il quale in modo molto sbrigativo mi ha consigliato di tenere una veloce lista delle cose da fare, per risolvere alcuni problemi di priorità.

In principio ho scelto Remember The Milk che è un servizio online, sincronizzato con Astrid che è una applicazione per Android. Utilissimo e centralizzato, d'accordo, ma secondo me un po' troppe opzioni.

Per GNU in particolare su Ubuntu, sono disponibili alcuni software che possono aiutare ulteriormente la produttività.

gToDo si occupa di fare quel che ho appena descritto, senza la parte complicata e senza la sincronizzazione online.

Dia permette di generare diagrammi di flusso per generare una rappresentazione grafica ed avere il colpo d'occhio di un processo produttivo.

VYM è l'acronimo per View Your Mind e permette di creare rappresentazioni grafiche di mappe mentali, associazioni di concetti ed idee.

Se tutto questo non dovesse bastare, allora forse è il caso di procurarsi una grande lavagna, o nei casi più estremi uno psicanalista, non portatile.

Come ascoltare le web radio (105, deejay, ecc) su GNU/Linux Ubuntu

In questo articolo viene brevemente spiegato come inserire i canali di streaming delle famose web radio all'interno di GNU/Linux Ubuntu.

Per farlo, è necessario visitare il sito delle radio preferite, catturare la URL di streaming ed inserirla all'interno del programma Rhythmbox.

Se si ha a disposizione l'estensione AdBlock per Mozilla Firefox le cose sono facilitate, perché l'estensione permette di avere una linguetta «blocca» che contiene esattamente la URL del contenuto.

Pertanto, senza bloccare effettivamente la url di streaming, è possibile fare un semplice copia incolla della url di streaming.

Gli streaming Microsoft Media Stream (mms), icecast/nsv, ogg/vorbis funzionano tranquillamente. Per la codifica realaudio (usata da radiorai) ci sono alcuni problemi di funzionamento che non ho approfondito.

Radio Deejay, Radio 105, Radio Capital funzionano tranquillamente. È possibile ascoltarne tranquillamente il palinsesto, la pubblicità e la musica commerciale.

Ma alla fin fine è meglio trovarsi la musica preferita su Last.fm e prepararsi la propria playlist.

Come installare lo scanner Mustek Scanexpress 1248ub su GNU/Linux Ubuntu

Scanner usb Mustek Scanexpress 1248UB

In questo articolo spiego quali accorgimenti prendere per installare lo scanner Mustek Scanexpress 1248UB su GNU/Linux Ubuntu Hardy.

Innanzi tutto, prima di acquistare uno scanner vi consiglio di visitare l'elenco dei prodotti supportati dal progetto SANE.

Ho scelto Mustek Scanexpress 1248UB perché è completamente supportato ed economico. Per caricare foto in internet è più che sufficiente.

Infrarecorder: il programma opensouce per masterizzare CD e DVD su windows

L'icona di infrarecorder

Che nome di programma vi viene in mente se si parla di masterizzare CD e DVD su windows? Nero!

Perché Nero Burning Rom è così famoso, oltre al fatto che il nome è piuttosto breve e facile da ricordare, fino alla versione 5 quel software proprietario per masterizzare è diventato famoso per via dell'interfaccia intuitiva. Dopo di che è stato vittima di stravolgimenti di ogni tipo per rimanere al passo con la concorrenza (che allo stesso prezzo offriva più caratteristiche).

Darwiinremote, il telecomando per il tuo Apple

Darwiinremote per controllare il mac con il wimote

Speravate di trovare il telecomando Apple Remote nella confezione del vostro nuovo Macbook? Giammai! Apple ha fatto dietrofront e dalla seconda serie di MacBook, il telecomando è un optional.

Un optional che costa 19€ mentre il wiimote sui 39€; però quest'ultimo è molto più versatile ed utile: contiene al suo interno un puntatore a raggi infrarossi, diversi bottoni e tre sensori accelerometri, uno per ogni asse (x,y,z). Gli manca solo il gps.

L’evoluzione dei software per blog

Prima di conoscere Silvia non sapevo nemmeno cosa fossero i blog, anche se inconsciamente già ne avevo uno. All'epoca sentivo l'esigenza che una homepage dovesse contenere delle news raggruppate per giorno, e quando uno se la sentiva poteva scrivere poche righe o immensi paragrafi.

All'epoca il programma prescelto fu Greymatter, il concetto era di automatizzare la creazione delle pagine html inserendo il contenuto tramite interfaccia web, graficizzato secondo una maschera (template) prestabilita.

Era anche il periodo in cui di PHP non conoscevo nulla. Ma esclusivamente alcuni rudimenti su CGI di PERL (upload ascii in cgi-bin, chmod 775 e via).

Dopo venne Movable Type, che pur non essendo software libero, all'epoca era ancora gratuito. Il concetto di ricostruzione del sito in CGI diventava più complesso e laborioso, al punto da richiedere diversi minuti di lavorazione nel caso si cambiasse qualche minima cosa nel layout. Si doveva ricostruire tutte le pagine del sito.

La procedura di ricostruzione completa era lenta e laboriosa, ma garantiva una indicizzazione perfetta nei motori di ricerca per via della generazione vera e propria di files html.

Quindi si pensò di "dinamicizzare" la cosa. Così facendo, si passò ad usare PHP, gli indirizzi URL diventarono inaccessibili e ci volle un po' per ritornare a standard elevati di performance.

PHP4 iniziava ad essere di moda ed anche io iniziai a studiare. Era l'epoca in cui B2 Cafelog creò lo status "trendy" dei blog software.

Lo sviluppo di B2 ad un certo punto si bloccò di punto in bianco e la comunità di pioneri blogger rustici rimase piuttosto spaesata. Nacquero quindi B2evolution, che offriva caratteristiche migliori di B2 e WordPress che inizialmente era semplicemente un editing di B2 piuttosto attraente.

Ovviamente quel che salta all'occhio sono le apparenze. WordPress iniziò quindi la sua scalata delle classifiche di gradimento ma soltanto dalla versione 1.5 divenne tecnicamente realmente appetibile, più di B2evolution (che non ha mai raggiunto livelli di notorietà, pur gestendo i multi blog da anni).

Arriviamo quindi al presente, in cui WordPress si afferma tra i software per blog per le caratteristiche che hanno reso celebre anche Firefox: la presenza di API potenti, la possibilità di personalizzare il software con (oramai migliaia di) plugins, ed una buona documentazione per sviluppatori.

Attualmente credo che WordPress sia oramai arrivato allo status di software maturo che si affaccia quindi alla fase di declino. Per quante novità possano essere inserite, l'architettura è oramai ben definita: blog, links e pagine.

Blog link e pagine oramai al blogger pioniere vanno strette. Ha sempre più spesso la necessità di inviare multimedia, di creare contenuti sempre più particolari.

Installare WordPress con decine di plugin e dover poi mantenere tutto aggiornato, non è proprio il mio passatempo preferito, anche perché non riesco a trovare tempo per scrivere nel blog.

Il blogger pionere quindi ora evolve in una sorta di distributore di contenuti di ogni tipo, ed ha bisogno di un CMS degno della sua elasticità.

Drupal 6 è stato rilasciato in questi mesi e la nuova versione promette bene. Ancora poche settimane per avere l'aggiornamento alla nuova versione di due dei moduli più potenti: CCK e views.

Poi un'altro capitolo della dell'evoluzione dei software per blogger sarà concluso.

Bazaar: software per gestire il controllo di versione distribuito

Bazaar (bzr) è un recente distributed versioning system sviluppato da Canonical per lo sviluppo del codice sorgente di Ubuntu.

Tra le caratteristiche che lo differenziano dal famoso Subversion (SVN) che a sua volta ha soppiantato Concurrent Versions System (CVS) ci sono: la facilità di installazione e manutenzione delle "repository", possibilità di gestire versioning non centralizzati e la leggerezza dei programmi scritti in Python.

Come sviluppatore autonomo ho preferito usare BZR per gestire i miei repository in modo da trovarmi su ogni mio PC il lavoro che non avevo concluso su un altro come mio solito.

Con poche operazioni è possibile installare Bazaar sulla maggiorparte degli hosting che permettono di avere un terminale remoto SSH. Come gli hosting professionali offerti da Bologna Informatica. Ma questa questione tecnica l'affronteremo nel prossimo articolo.

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