Con Drupal, il blog dei desideri

Ho sempre sognato un blog pieno di cazzate... Solo che produrne a rotella, un'enormità è impresa ardua.

Soprattutto quando ci sono decine di altre cose da fare prima, ed ogni tanto ci si perde a vedere questo video o quella gallery fotografica.

Quindi ho deciso di raccogliere tutti i video e le foto preferite che settimanalmente mi capita di vedere online tramite il mio social network di pseudo amici, sconosciuti e amici veri e propri.

Il blog è in essere. Sta rinascendo lentamente dalle ceneri, giorno per giorno, proprio come me.

Wordpress come se piovesse

Oramai la notizia di un nuovo WordPress non interessa più nessuno. Comunque ieri è uscita la più recente: 2.5rc1.

Col supporto di grandi nomi del webdesign internazionale è stata modificata l'interfaccia sempre di più blog based.

Credo proprio sia giunta l'ora di passare a Drupal. Sul server di sviluppo ho già affinato la tecnica di migrazione. Appena sarà fatta anche in via definitiva vi spiegherò come migrare da WordPress a Drupal senza perdere articoli, pagine, commenti, utenti e tags.

L’evoluzione dei software per blog

Prima di conoscere Silvia non sapevo nemmeno cosa fossero i blog, anche se inconsciamente già ne avevo uno. All'epoca sentivo l'esigenza che una homepage dovesse contenere delle news raggruppate per giorno, e quando uno se la sentiva poteva scrivere poche righe o immensi paragrafi.

All'epoca il programma prescelto fu Greymatter, il concetto era di automatizzare la creazione delle pagine html inserendo il contenuto tramite interfaccia web, graficizzato secondo una maschera (template) prestabilita.

Era anche il periodo in cui di PHP non conoscevo nulla. Ma esclusivamente alcuni rudimenti su CGI di PERL (upload ascii in cgi-bin, chmod 775 e via).

Dopo venne Movable Type, che pur non essendo software libero, all'epoca era ancora gratuito. Il concetto di ricostruzione del sito in CGI diventava più complesso e laborioso, al punto da richiedere diversi minuti di lavorazione nel caso si cambiasse qualche minima cosa nel layout. Si doveva ricostruire tutte le pagine del sito.

La procedura di ricostruzione completa era lenta e laboriosa, ma garantiva una indicizzazione perfetta nei motori di ricerca per via della generazione vera e propria di files html.

Quindi si pensò di "dinamicizzare" la cosa. Così facendo, si passò ad usare PHP, gli indirizzi URL diventarono inaccessibili e ci volle un po' per ritornare a standard elevati di performance.

PHP4 iniziava ad essere di moda ed anche io iniziai a studiare. Era l'epoca in cui B2 Cafelog creò lo status "trendy" dei blog software.

Lo sviluppo di B2 ad un certo punto si bloccò di punto in bianco e la comunità di pioneri blogger rustici rimase piuttosto spaesata. Nacquero quindi B2evolution, che offriva caratteristiche migliori di B2 e WordPress che inizialmente era semplicemente un editing di B2 piuttosto attraente.

Ovviamente quel che salta all'occhio sono le apparenze. WordPress iniziò quindi la sua scalata delle classifiche di gradimento ma soltanto dalla versione 1.5 divenne tecnicamente realmente appetibile, più di B2evolution (che non ha mai raggiunto livelli di notorietà, pur gestendo i multi blog da anni).

Arriviamo quindi al presente, in cui WordPress si afferma tra i software per blog per le caratteristiche che hanno reso celebre anche Firefox: la presenza di API potenti, la possibilità di personalizzare il software con (oramai migliaia di) plugins, ed una buona documentazione per sviluppatori.

Attualmente credo che WordPress sia oramai arrivato allo status di software maturo che si affaccia quindi alla fase di declino. Per quante novità possano essere inserite, l'architettura è oramai ben definita: blog, links e pagine.

Blog link e pagine oramai al blogger pioniere vanno strette. Ha sempre più spesso la necessità di inviare multimedia, di creare contenuti sempre più particolari.

Installare WordPress con decine di plugin e dover poi mantenere tutto aggiornato, non è proprio il mio passatempo preferito, anche perché non riesco a trovare tempo per scrivere nel blog.

Il blogger pionere quindi ora evolve in una sorta di distributore di contenuti di ogni tipo, ed ha bisogno di un CMS degno della sua elasticità.

Drupal 6 è stato rilasciato in questi mesi e la nuova versione promette bene. Ancora poche settimane per avere l'aggiornamento alla nuova versione di due dei moduli più potenti: CCK e views.

Poi un'altro capitolo della dell'evoluzione dei software per blogger sarà concluso.

Chi ha il framework più sviluppato?

Eccomi di ritorno dalla PHP Conference di Francoforte. Ho assistito a diverse conferenze con tema PHP, ma la cosa che mi ha colpito di più è stato il successo che ha riscosso il dibattito intitolato "Frameworks, yes or not?".

La sala era gremita, tutti volevano ascoltare i rappresentanti dei più famosi framework attualmente in circolazione: Zend, Ez Components e Symfony.

I tre framework più sviluppati, contemporaneamente nella stessa stanza, in carne ed ossa! Incredibile. La gente ha quindi assistito ad un dibattito che in realtà non è mai esistito, perché "quale framework usare?" è una domanda retorica, come lo è: "Qual'è il framework migliore?" e tutti erano d'accordo su "yes".

Insomma una sega mentale collettiva, che ha visto i protagonisti elogiare i propri prodotti da una parte, e dall'altra il pubblico che rivolgeva domande con incluse almeno due parole "clients" o "customer", nel senso che chissenefrega se ce l'avete ben sviluppato il framework. Noi dobbiamo guadagnare soldi con PHP.

Wordpress 2.3

L'ultimo aggiornamento di WordPress sta creando diversi grattacapi a chi vuole aggiornare all'ultima versione. Ad esempio il plugin Spreadshop ha smesso di visualizzare le opzioni pur continuando a salvarle correttamente.

Deve esserci stato qualche cambiamento nella funzione get_options('optionName').

Wordpress 2.3 a fine settembre 2007

Durante il mese di settembre è prevista la fase finale di sviluppo della milestone 2.3 di WordPress. Pronti ad aggiornare tutti i vostri blog quindi! Anche se credo che sia già arrivato il momento di buttare l'occhio su Habari.

Antispam Contact Form

Antispam Contact Form is a WordPress useful to enable custom email forms into your blog.

This lets your visitors send email to a certain address of your choice. It's born with anti spam security checks in mind since first release.

Security checks done by Antispam Contact Form plugin against spam are the following (in sequential order):

  • Akismet support if already enabled with the wordpress installation
  • Check against e-mail injection headers
  • DNS status check against sender's domain name (must exist and must be working)
  • Check if the sender's mailbox is effectively exists at his mail server host

More, Antispam Contact Form WordPress plugin is template driven. You could easily create your custom templates for contact forms with a bunch of input tags, then use and reuse them into all entire your website.

Finally Antispam Contact Form WordPress plugin is multi language ready. It uses gettext support enabled by WordPress APIs for translators.

The project Antispam Contact Form is fully hosted into Google Code repository for open source software.

Indovina chi viene a cena

L'evento phpDay 2007 per me in realtà è iniziato un giorno prima.

Dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro, Fullo ed io siamo arrivati all'hotel, ci siamo rifocillati ed abbiamo iniziato a preparare le sale per l'imminente evento.

Ad attenderci c'erano già alcuni inquetanti scatoloni con nastro da pacchi firmato Microsoft.

In serata sono arrivati anche "quelli di Microsoft", inteso come i dipendenti, che sono stati accolti nel mentre dell'ultima fase dei preparativi, dopo di che ci siamo dati appuntamento nella hall dell'albergo per dirigerci verso la meta della serata: un piacevole Jazz Club (wine bar) nel centro di Verona.

Quella sera ero proprio a pezzi dalla stanchezza accumulata durante i preparativi, e dallo stress per la dura giornata seguente. Senza nemmeno accorgermene ho raggiunto il tavolo per ultimo, senza la possibilità di scegliermi il posto finendo proprio vicino a "quelli di Microsoft".

Vestito della maglietta con Tux in fronte ed il testo della GPL sul retro, acquistata al banchetto di Debian dello scorso GNU/Linux Day mi sono cautamente seduto in attesa degli sviluppi della serata.

Forte dell'esperienza passata, vissuta durante uno degli incontri per rivenditori di apparecchiature informatiche, mi sono preparato al peggio.

Come Sun Tzu insegna: "conosci il nemico, conosci te stesso".

Dapprima, grazie qualche battuta di consueto small talk ho scoperto che "quelli di Microsoft" oltre che ad essere dei dipendenti di una famosa impresa, sono persone, hanno un nome, dei sentimenti, e la loro copia di Windows crasha come a tutti.

Tranne che a Pietro, che a suo dire, Windows Vista sul suo PC pur viaggiando con 512 Mb di memoria non ha mai presentato lo schermo blu della morte.

Dopo pochi minuti, il dialogo tra le ideologie agli antipodi era già caldo e scoppiettante.

L'unica pausa concessa di comune accordo è stata per apprezzare la gustosa tagliata di manzo, dopo di che ci siamo rituffati a capo fitto nel dialogo tanto da estraniarci dal resto del gruppo.

Pietro diffonde il verbo di .NET nelle università e nelle facoltà di informatica. Io vendo computer senza software proprietario.

Ancora mi meraviglio di come abbiamo fatto ad evitare di azzuffarci, nonostante le frecciatine velenose e le bordate di ironia, la serata si è conclusa con il sorriso.

Per quanto riguarda il software libero ho presentato la metafora dello zucchero: se un tuo vicino venisse a casa tua per chiederti lo zucchero perché l'ha finito, rifiuteresti dicendogli "vattelo a comprare come ho fatto io?", consapevole che prima o poi finirai la carta igienica quando più ne avrai bisogno?

Pietro di tutta risposta ha esposto la sua idea di software come prodotto sottolineando metaforicamente una associazione tra un programma ed una automobile (non ruberesti mai una automobile!?), al che gli ho fatto notare che il software non è solamente un prodotto, ma è una idea, un concetto e come tale per progredire ha bisogno d'essere condiviso.

Per quanto riguarda invece i prodotti Microsoft, ho battuto ripetutamente il chiodo della innovazione.

L'interfaccia grafica Aeroglass è copiata da OSX, la partizione crittografata è copiata da GNU, rimane ReadyBoost, che pare una trovata originale, molto probabilmente brevettata. Una trovata utile solo per chi è in possesso di hardware (penne usb) Vista compatible con supporto a ReadyBoost. Ovvero poca roba per ora sul mercato.

Ma considerato che parliamo di un sistema operativo di cui la maggiorparte degli utenti lamenta la lentezza rispetto alla precedente versione (XP), non si direbbe proprio una novità ma una specie di uovo di Colombo USB. Nulla di più.

La vera novità sta in Office 2007: il quale oltre che all'interfaccia stravolta, che invoglia al passaggio su OpenOffice, introduce finalmente l'uso del formato aperto e leggibile.

Un passo indietro di Microsoft nei confronti dell'apertura al mondo, anche in funzione del fatto che le pubbliche amministrazioni stanno preparando la rivoluzione digitale libera e trasparente (forse nel 2010 grazie a normative europee in via di sviluppo).

OpenXML. Non è OpenDocument ma è già un passo avanti rispetto ai criptici file doc di inizio millennio.

Tutti i file che finiscono in x (.docx, .pptx, xlsx) sono in realtà dei file zip che contengono al loro interno i nostri file multimediali inseriti dentro al file di Office, immagini suoni, filmati, conditi da uno o più files xml che ne descrivono l'involucro. Nel frattempo Novell stà producendo un plugin per OpenOffice che permetterà di leggere i files OpenXML e trasformarli in OpenDocument veri e propri.

Sul finire della serata Pietro mi ha promesso una copia del famigerato Windows Vista in salsa Ultimate. Congedandoci ho promesso che l'avrei installato sul mio ex PC: Lumaco (Athlon XP 2600 con 1GB di Ram e Nvidia 6600GT), dovrebbe essere la configurazione minima per "non aver problemi", detto questo gli ho promesso che l'avrei chiamato a qualsiasi ora del giorno o della notte non appena avrei ricevuto il mio schermo blu della morte. ghghgh

Tiriamo le somme del phpDay 2007

Questo weekend si è svolto il quarto phpDay, quello del 2007, hanno partecipato più di duecento visitatori e l'associazione italiana Gruppo Utenti Svilppatori e Programmatori PHP ha aggiunto 38 soci tra le proprie fila iscritti personalmente dal sottoscritto.

Sempre il sottoscritto Tassoman, community manager dell'associazione, nonché receptionist dell'evento, ha accolto i partecipanti, gli ampi consensi, ed alcune critiche alla la manifestazione.

Le osservazioni sono già al vaglio del vertice direttivo dell'associazione, nel frattempo ringrazio tutti i partecipanti, gli sponsor, ed i relatori che hanno partecipato all'evento.

Tra i partecipanti ho potuto incontrare anche amici "in real", i corrispondenti internettiani di questa o quella mailing list, di questo o quel forum; ma soprattutto i soci dell'associazione che sono diffusi in tutta Italia.

La manifestazione si è svolta come previsto. Tutto è andato per il meglio grazie al supporto logistico e morale del direttivo.

I partner principali della manifestazione erano Microsoft e Zend.

Pur essendo partito prevenuto nei confronti della nota casa produttrice software, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla squisitezza dei ragazzi di Microsoft, accorsi per "evangelizzarne" i linguaggi di programmazione, elogiarne le caratteristiche dei prodotti e le discutibili innovazioni. Sara, Chiara e Pietro sono approdati al phpDay con tanta pazienza e cordialità.

In particolare ci tengo a sottolineare la pazienza di Pietro Brambati il quale pur non essendo riuscito a portare alla scettica platea abbastanza informazioni interessanti, è risultato comunque tra i migliori relatori.

L'intervento di Gabriele Lana è stato come al solito entusiasmante.

Appuntamento quindi a tutti, quanto prima, al prossimo phpDay!

Tipi di programmatori

Sul blog di Fullo è apparso il suo risultato per quanto riguarda il questionario "che programmatore sei?".

Naturalmente da buon geek, partecipo volontariamente a questa catena di San't Antonio non scritta, o meglio non istigata e pubblico il risultato del questionario:

Your programmer personality type is: PLSC

You're a Planner.
You may be slow, but you'll usually find the best solution. If something's worth doing, it's worth doing right.

You like coding at a Low level.
You're from the old school of programming and believe that you should have an intimate relationship with the computer. You don't mind juggling registers around and spending hours getting a 5% performance increase in an algorithm.

You work best in a Solo situation.
The best way to program is by yourself. There's no communication problems, you know every part of the code allowing you to write the best programs possible.

You are a Conservative programmer.
The less code you write, the less chance there is of it containing a bug. You write short and to the point code that gets the job done efficiently.

©MMVIII Bologna Informatica - p.i. 0123456789