L'evento phpDay 2007 per me in realtà è iniziato un giorno prima.
Dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro, Fullo ed io siamo arrivati all'hotel, ci siamo rifocillati ed abbiamo iniziato a preparare le sale per l'imminente evento.
Ad attenderci c'erano già alcuni inquetanti scatoloni con nastro da pacchi firmato Microsoft.
In serata sono arrivati anche "quelli di Microsoft", inteso come i dipendenti, che sono stati accolti nel mentre dell'ultima fase dei preparativi, dopo di che ci siamo dati appuntamento nella hall dell'albergo per dirigerci verso la meta della serata: un piacevole Jazz Club (wine bar) nel centro di Verona.
Quella sera ero proprio a pezzi dalla stanchezza accumulata durante i preparativi, e dallo stress per la dura giornata seguente. Senza nemmeno accorgermene ho raggiunto il tavolo per ultimo, senza la possibilità di scegliermi il posto finendo proprio vicino a "quelli di Microsoft".
Vestito della maglietta con Tux in fronte ed il testo della GPL sul retro, acquistata al banchetto di Debian dello scorso GNU/Linux Day mi sono cautamente seduto in attesa degli sviluppi della serata.
Forte dell'esperienza passata, vissuta durante uno degli incontri per rivenditori di apparecchiature informatiche, mi sono preparato al peggio.
Come Sun Tzu insegna: "conosci il nemico, conosci te stesso".
Dapprima, grazie qualche battuta di consueto small talk ho scoperto che "quelli di Microsoft" oltre che ad essere dei dipendenti di una famosa impresa, sono persone, hanno un nome, dei sentimenti, e la loro copia di Windows crasha come a tutti.
Tranne che a Pietro, che a suo dire, Windows Vista sul suo PC pur viaggiando con 512 Mb di memoria non ha mai presentato lo schermo blu della morte.
Dopo pochi minuti, il dialogo tra le ideologie agli antipodi era già caldo e scoppiettante.
L'unica pausa concessa di comune accordo è stata per apprezzare la gustosa tagliata di manzo, dopo di che ci siamo rituffati a capo fitto nel dialogo tanto da estraniarci dal resto del gruppo.
Pietro diffonde il verbo di .NET nelle università e nelle facoltà di informatica. Io vendo computer senza software proprietario.
Ancora mi meraviglio di come abbiamo fatto ad evitare di azzuffarci, nonostante le frecciatine velenose e le bordate di ironia, la serata si è conclusa con il sorriso.
Per quanto riguarda il software libero ho presentato la metafora dello zucchero: se un tuo vicino venisse a casa tua per chiederti lo zucchero perché l'ha finito, rifiuteresti dicendogli "vattelo a comprare come ho fatto io?", consapevole che prima o poi finirai la carta igienica quando più ne avrai bisogno?
Pietro di tutta risposta ha esposto la sua idea di software come prodotto sottolineando metaforicamente una associazione tra un programma ed una automobile (non ruberesti mai una automobile!?), al che gli ho fatto notare che il software non è solamente un prodotto, ma è una idea, un concetto e come tale per progredire ha bisogno d'essere condiviso.
Per quanto riguarda invece i prodotti Microsoft, ho battuto ripetutamente il chiodo della innovazione.
L'interfaccia grafica Aeroglass è copiata da OSX, la partizione crittografata è copiata da GNU, rimane ReadyBoost, che pare una trovata originale, molto probabilmente brevettata. Una trovata utile solo per chi è in possesso di hardware (penne usb) Vista compatible con supporto a ReadyBoost. Ovvero poca roba per ora sul mercato.
Ma considerato che parliamo di un sistema operativo di cui la maggiorparte degli utenti lamenta la lentezza rispetto alla precedente versione (XP), non si direbbe proprio una novità ma una specie di uovo di Colombo USB. Nulla di più.
La vera novità sta in Office 2007: il quale oltre che all'interfaccia stravolta, che invoglia al passaggio su OpenOffice, introduce finalmente l'uso del formato aperto e leggibile.
Un passo indietro di Microsoft nei confronti dell'apertura al mondo, anche in funzione del fatto che le pubbliche amministrazioni stanno preparando la rivoluzione digitale libera e trasparente (forse nel 2010 grazie a normative europee in via di sviluppo).
OpenXML. Non è OpenDocument ma è già un passo avanti rispetto ai criptici file doc di inizio millennio.
Tutti i file che finiscono in x (.docx, .pptx, xlsx) sono in realtà dei file zip che contengono al loro interno i nostri file multimediali inseriti dentro al file di Office, immagini suoni, filmati, conditi da uno o più files xml che ne descrivono l'involucro. Nel frattempo Novell stà producendo un plugin per OpenOffice che permetterà di leggere i files OpenXML e trasformarli in OpenDocument veri e propri.
Sul finire della serata Pietro mi ha promesso una copia del famigerato Windows Vista in salsa Ultimate. Congedandoci ho promesso che l'avrei installato sul mio ex PC: Lumaco (Athlon XP 2600 con 1GB di Ram e Nvidia 6600GT), dovrebbe essere la configurazione minima per "non aver problemi", detto questo gli ho promesso che l'avrei chiamato a qualsiasi ora del giorno o della notte non appena avrei ricevuto il mio schermo blu della morte. 