Automobilista indisciplinato, ora sei una star

Non ho potuto non fare a meno di notare che ultimamente la pubblicità ha infranto un'altro tabu: l'automobilista indisciplinato che infrange il codice della strada.

Infatti le pubblicità di automobili ultimamente sfoggiano i peggiori comportamenti scorretti, più o meno volontariamente mal celati.

La serie è stata aperta dalla renault, che mostrava una donna gravida correre nel traffico accelerando, sorpassando a destra, per andare a mettere al mondo lo sfigato che se la sarebbe beccata come madre, e come esempio di vita.

BMW Mini: due sfigati fanno gara a schivare i moscerini a 180kmh. Almeno sono nel deserto, la strada è sgombra, e compare una scritta "non imitateli".

Fiat punto: La macchina corre per una strada, fa volare la polvere e sposta cose con l'impatto dell'aria. Troppo veloce.

Renault: La macchina zigzaga agilmente nel traffico, sorpassa contromano e a destra. Finchè non incontrerà me, che le farò la fiancata.

Volkswagen (?): la sfigata di turno, la moglie, stà in casa a lavare i panni sparsi (anche in macchina), mentre il maritino se la spassa con il bungee jumping ed i suoi amici finocchi; poi torna a casa e dà la colpa al cane.

Opel (?): Un padre compra la macchina al figlio, quest'ultimo non ha nemmeno un anno di vita e sua madre non esiste. In un'altra versione dimenticava il figlio da qualche parte.

Nissan: Il bambino distrugge lo scheletro di un dinosauro al museo, si spiegano le forze di polizia per cercare il malfattore, e la madre al posto di prendersi le responsabilità lo aiuta a scappare in macchina.

Le altre sinceramente non le ricordo, comunque diciamo che di esempi negativi ce ne sono fin troppi.

Webstandards café

Gli standard web si incontrano davanti ad una tazza di caffè.

Un po' come i Dadaisti facevano poco più di un secolo fa al Café de la Terrasse di Zurigo, oggi ci si incontra in un café e si parlotta più o meno filosoficamente a riguardo degli standards web.

Il prossimo incontro ufficiale sarà ad Utrecht, in Olanda. A quando un incontro bolognese? Magari al bar Otello. O al circolo della bocciofila Benassi... Okkiolino

Fenomeno flickr

Flickr sta diventando sempre più una moda più vorticosa nel panorama del fighismo italiano.

La digitalizzazione permette a chiunque di diventare fotografo con un click, programmi di fotoritocco permettono di manipolare colori e dimensioni in pochi attimi, e le arti visive vanno a farsi friggere.

Chiunque per quanto mediocre, per quanto non abbia nulla da raccontare diventa fotografo, creativo, alternativo, diverso; ma non unico.

Perché, assecondato dalla comunità di simili che lo circonda, l'utente, per quanto si sforzi di essere creativo, lo sarà sempre quanto gli altri, con un gusto condiviso di un autoincensamento degno di una qualsiasi community, anche di programmatori C#.

Ha ragione la mia professoressa di tecnica pubblicitaria: "se non hai nulla da raccontare, non importa come lo racconti, non avrai comunque raccontato nulla".

La moda di pubblicare foto su flickr infatti esula dal raccontare qualsiasi cosa, se non un millesimo di secondo, colorato col fotoritocco, fine a se stesso, vettore di figosità, senza la necessità di raccontare nulla, ma di apparire.

È per questo che il mio account di flickr, registrato più di sei mesi fa, non ha una dico una foto. L'ho capito fin da subito dove si voleva andare a parare.

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