Internet Explorer 8 sarà compatibile col futuro

La buona notizia di oggi è che IE8 supporterà di default la modalità super attinente agli standard web.

Il dubbio era se rendere questa funzione un optional oppure no pensando alle migliaia di siti web non attinenti agli standard che risulterebbero visualizzati in modo scorretto. gha!

Mentre l'ottica del web semantico e degli standards web è improntata alla compatibilità col futuro, c'è ancora chi si fa scrupoli per la compatibilità col passato.

Per fortuna qualcuno deve aver fatto capire bene ai dirigenti Microsoft cosa in realtà ci spinge ad essere attinenti agli standard, e che interoperabilità non significa privilegiare il web in disuso rispetto al web che non avrà mai problemi finché lo standard sarà uguale per tutti.

Il software proprietario è davvero una grossa piaga della società delle informazioni, ma questo "venire in contro" alle necessità degli utenti sviluppatori, di cui Google è il pioniere e precursore, induce le grandi industrie del software a sembrare meno antipatiche e contemporaneamente a farsi concorrenza diretta sul campo.

Sembra che le informazioni ne stiano traendo giovamento. Anche se comunque preoccupa il fatto di avere pubbliche amministrazioni che scrivono documenti di proprietà pubblica su software proprietario e che poi li condividano con i propri colleghi tramite comodissime interfacce web di altra proprietà.

Verrà un giorno in cui ognuno sarà in grado di servire autonomamente le proprie informazioni, sfruttando il software libero a sua disposizione, su sistemi gestiti autonomamente, che non dipendano da terzi? Questa è l'idea di Stallman, che teoricamente è lo stato delle cose come dovrebbero essere, ma in pratica: siete in grado di configurare un servizio web in modo che serva informazioni in modo sufficientemente sicuro ed inattaccabile? E non mi riferisco a ISS7 ... Okkiolino

Gli eroi sono qui: evento lancio di Windows 2008 server a Milano

Questa settimana Microsoft ha lanciato il suo nuovo sistema operativo Windows 2008 server (aka Longhorn).

La presentazione del sistema operativo ha principalmente mostrato i notevoli vantaggi resi dalla virtualizzazione dei datacenter (oramai palesi anche ai topi che li infestano), dopo di che ha mostrato quanto sia semplice ed immediato installare questo o quell'altro servizio "con pochi click".

Ogni volta che lo dicono un brivido ed un tremore mi prendono, tanto da dover far ricorso alla memoria a lungo termine, pensando a qualche utile ed ostica regola iptables per riprendermi.

Ho apprezzato che il concetto di monopolio sia odiato da Microsoft quasi quanto lo odio io proprio perché loro odiano soltanto quello della concorrenza. Su questo possiamo concedergli una attenuante, se si fosse trattato di un'altra software house proprietaria non sarebbe successo diversamente.

Nonostante si parlasse di virtualizzazione, area in cui Microsoft fa capolino soltanto adesso, l'unica volta che si è sentito il nomr del vero monopolizzatore (n.d.T. VMWare) è stato per voce di uno dei partner esterni a Big M. Inoltre si è sentita dire anche la parola Linux, almeno due volte ma non si tratta proprio di una novità: si è letta anche nella press release di Ballmer di pochi giorni fa, relativa alla famigerata interoperabilità per la quale proprio in questi giorni sempre Big M ha preso una sonora multa. Insomma, se lo dice il capo... Si può dire.

Comunque mi ha deluso che abbiano scambiato Linux per il sistema operativo libero GNU, nel senso che dicevano "Questo è Linux", poi nei grandi schermi si vedeva il desktop virtualizzato di Gnome.

A meno che non intendessero specificatamente il Kernel Xen prodotto da Novell (l'unico che certificano al supporto tecnico), devono essersi sbagliati, visto che Linux è soltanto uno dei Kernel del sistema operativo GNU. Il più famoso.

Ho apprezzato la bella presenza delle hostess ma soprattutto l'eleganza dei partecipanti nello sfoggiare cappottini da Project Manager e l'elevato numero di persone al cellulare durante le pause intente a delegare questo o quel compito.

Ad un certo punto si è formato un piccolo capannello di telefonisti mobili nei dintorni del torpedone navetta: appena si è messo in moto il rombo li ha fatti scappare come un nugolo di mosche allontanate dal piatto.

Al pomeriggio era previsto un aperitivo con buffet, al quale per caso mi sono trovato un'ora prima dell'inizio e quindi in pole position.

A tutti i partecipanti è stato rilasciato in licenza il kit con Visualstudio e Windows Server 2008, per giocherellare coi pochi click e managerare quindi un bel project da presentare ai propri clienti, o al proprio superiore del reparto IT con tante bellissime slide.

Nel pacchetto era presente anche tantissimo materiale cartaceo patinato, di grammatura non inferiore ai 170gr che elogiava le caratteristiche fuffose dei partner Microsoft. Il tutto finito nel cestino dell'IC+ che mi riportava a Bologna.

Documentazione gratuita sulle API di Microsoft

Con una conferenza stampa Microsoft ha annunciato quello che loro definiscono una "svolta epocale" verso l'interoperabilità nelle strategie di business notoriamente piuttosto chiuse e monopolistiche.

Entro breve termine prevedono di rilasciare gratuitamente alla comunità di sviluppatori (MSDN) tutta la documentazione delle API dei prodotti largamente diffusi, in particolare Office2007, in modo da garantire il massimo della trasparenza ai produttori di software di terze parti.

Proprio come Google prima, e Yahoo poi e vista oramai la inesorabile tendenza di massa a creare API per qualsiasi software per allungarne la longevità, anche Microsoft ha deciso di aprirsi agli sviluppatori, ammettendo in un certo modo inconscio di volersi aprire verso l'utente finale.

Nella conferenza si è parlato anche dell'open source (ma mai del software libero), in particolare è stato fatto esplicito che in Microsoft non intendono minimamente rinunciare ai brevetti software acquisiti e che soltanto i brevetti coinvolti nel progetto di interoperabilità (quelli collegati all'uso delle API) non saranno minimamente fonte di grattacapi per la comunità open source in quanto la licenza d'uso dei brevetti sarà rilasciata gratuitamente a chi li sfrutterà in modo non commerciale.

Al contrario si è fatto notare che i progetti software commerciali dovranno procurarsi le relative licenze d'uso dei brevetti incriminati, come già hanno fatto grandi nomi citati: Novell e Turbo Linux.

In particolare mi ha colpito la frase di Ballmer:

STEVE BALLMER: Patents will be, not freely, will be available.

Già durante un acceso dialogo avvenuto l'anno scorso durante la cena del phpDay2007 con Pietro Brambati, egli m'aveva accennato dell'inversione di tendenza strategica di Microsoft, allora ero piuttosto scettico, e ad oggi lo sono ancora.

Scrivere software libero, o anche solo open source è piuttosto diverso di che scrivere la documentazione per le proprie API e renderla gratuita.

Anche se si tratta di un piccolo passo per avvicinarsi alla comunità di sviluppatori, doveroso per rimanere al passo con la concorrenza (che proprio non ne vuol sapere di essere fagocitata, vedi acquisizione mancata di Yahoo); l'avvicinamento è rivolto solo alla propria comunità, non di certo a quella internazionale del software libero che per'altro non è stata nemmeno citata durante la conferenza (Ballmer è uno dei più accaniti avversari del software libero).

Avremmo modo di approfondire l'argomento la settimana prossima alla presentazione di Windows Server 2008. Fullo ed io saremo presenti allo spettacolo in qualità di rappresentanti della comunità Free Software, naturalmente le consulenze saranno available, not freely but available... Okkiolino

Quel che è nuovo per te non è detto che lo sia anche per me

L'altra mattina pensavo a quando le grandi software house sfornavano innovazioni. Quando Internet Explorer prima di essere insinuato dentro a Windows era davvero una innovazione, installabile e scaricabile separatamente (versione 2 e basta) quando lo era anche Netscape... E tante altre innovazioni che le imprese di software commerciale proponevano.

Poi mi sono soffermato a pensare a cosa succede adesso: Windows Vista è nato indietro, effetti 3D già visti da mesi su tutte le distribuzioni Linux, navigazione a tabelle, già vista da anni su Firefox, filesystem crittati già in opera dalla notte dei tempi. Oggi è il turno di Apple, che propone un Changelog di 300 "novità" che poi così nuove non sono...

  • Ensure that your edits aren't lost. Have TextEdit automatically save copies of your document at a specified time interval.
  • OpenDocument and Office2007 formats
  • Make your document look more professional with curly (“smart“) quotes. TextEdit can automatically substitute smart quotation marks for straight quotation marks as you type.
  • Combine all your open Terminal windows into a single window with multiple tabs
  • Customise the look and feel of Terminal with new window settings. You can set the background colour, text colour and opacity of your windows.
  • Empty the Trash from the Trash itself with the Empty Trash button.
  • You may be able to gain disk space without losing data. If a volume is running out of space, simply delete the volume that comes after it on the disk and move the volume's end point into the freed space.

Va be basta mi sono già annoiato. Sentite, ma chi volete prendere in giro? Forse l'utente medio di Windows Vista, che per quanto ne so è dentro al target del 50enne medio "point and click" piuttosto "clueless", per il quale già il mouse è una novità.

La comunicazione alle masse, per quanto riguarda l'innovazione, cerca di ignorare completamente quello che sta fuori dal mercato del software proprietario. Per loro il software libero non esiste.

Esiste invece, ed è un buon esempio, però quando si tratta di prendere ispirazioni a piene mani e copiare codice sorgente!

Forse significa che il software libero sta diventando davvero un problema. Siamo quindi nella situazione dell' "ignoriamo il problema" e vediamo se sparisce; quella che precede la fase "estirpiamo il problema alla radice".

Le persone importanti non lo possono dire perché sono sotto gli occhi di tutti, ma io che sono soltanto un tuttologo sapientone, posso ancora permettermi di insinuare che le "innovazioni" che Apple e Microsoft spacciano per nuove, oramai sono spudoratamente copiate dal software libero, sbandierate con una mano e protette con la pistola dei brevetti nell'altra mano.

L'avete sotto gli occhi la pubbicità dei bambini che non vendono nemmeno una fetta di torta ad 1€ mentre invece ne vendono in sequenza soltanto mettendo il cartello "Trionfo di Mele 10€".

Abbiamo il software libero come bene non rivale e non escludibile, di proprietà della collettività, tutto fatto per tutti. Funzionante, libero, gratuito e la gente lo snobba dicendo: "A cosa serve installare un nuovo sistema operativo se ho già questo?".

Quando non sarà più utile, il software libero sarà debellato ed estirpato tramite le cause giudiziarie relative ai brevetti software. Quando non ci sarà più nulla da copiare non sarà più necessario lasciarlo sopravvivere e saranno fatte esplodere tutte le bombe "brevetti software" piazzate in questi anni.

Ma il software libero ha alla base il potere di Wikipedia, l'enciclopedia che ha rivoluzionato il concetto del sapere. Alla cui base ci sono le persone che stanno all'interno della massa, il cui potere ne deriva dalla solidarietà sociale che riescono ad instaurare tra loro.

Sarà difficile distruggerlo a meno che non si voglia sparare sulla folla e colpire anche i civili inermi. Che seppur inutili dal punto di vista della programmazione, favoriscono la causa anche soltanto inserendo nuove idee dentro ai progetti e segnalando errori prima d'ora sfuggiti all'occhio degli sviluppatori.

Arriva il leopardo!

Entro la fine di questa settimana si annuncia la distribuzione del nuovo sistema operativo di Apple: OSX Leopard, stamani una newsletter commerciale si presentava così1:

Il nuovo Mac OS si installa facilmente e funziona con tutti gli applicativi e gli accessori che già utilizzi rendendo la tua vita digitale più semplice, produttiva e divertente!

Ehi! Ma è l'esatto opposto di Windows Vista!

Microsoft open source

Dopo i recenti attacchi di Steve Ballmer all'open source, atti di certo provocatori nello stile del famoso personaggio, Microsoft è entrata seriamente nel mondo open source suo malgrado o no.

Di recente OSI ha approvato due licenze di Microsoft come effettive licenze open source.

Si inizia quindi a preparare il campo di battaglia per combattere ad armi pari la conquista delle pubbliche amministrazioni a sorgente aperto, un campo altrimenti impraticabile dalla software house più potente del mondo.

Silverlight e Moonlight contro Flash

Pietro mi segnala che l'impresa per cui lavora ha da poco rilasciato Silverlight un plugin cross-browser per contenuti multimediali, diretto concorrente di Flash.

Tale plugin è già disponibile in versione Mac e Win e presto sarà affiancato dalla versione open source per GNU/Linux sviluppata da Novell: Moonlight.

Dopo che Adobe ha acquistato la Macromedia, facendo man bassa della maggior parte dei migliori programmi per grafica (sia editoriale che web), molto probabilmente Microsoft si è rimasta un po spiazzata e soltanto ora sta assestando i colpi per cercare di acquistare credito in una fetta di mercato di cui non si è mai interessata fin'ora (un po' come è successo l'open source). A tal proposito è nata la collezione di software denominata Expression.

L'alleanza Novell e Microsoft, oltre che essere un patent-sharing (una condivisione di brevetti), ha quindi sortito il primo risultato concreto. Per ora non mi pare ci siano né vincitori, né vinti ogni parte in causa ottiene la sua fetta di vittoria e nessuno rimane tagliato fuori.

Aspettiamoci quindi di ottenere in tutta risposta da Adobe il plugin Flash open-source. In modo che il divario sia colmato, e che l'unico vincitore vero e proprio sia il sorgente aperto e la chiarezza nei confronti degli utilizzatori.

Indovina chi viene a cena

L'evento phpDay 2007 per me in realtà è iniziato un giorno prima.

Dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro, Fullo ed io siamo arrivati all'hotel, ci siamo rifocillati ed abbiamo iniziato a preparare le sale per l'imminente evento.

Ad attenderci c'erano già alcuni inquetanti scatoloni con nastro da pacchi firmato Microsoft.

In serata sono arrivati anche "quelli di Microsoft", inteso come i dipendenti, che sono stati accolti nel mentre dell'ultima fase dei preparativi, dopo di che ci siamo dati appuntamento nella hall dell'albergo per dirigerci verso la meta della serata: un piacevole Jazz Club (wine bar) nel centro di Verona.

Quella sera ero proprio a pezzi dalla stanchezza accumulata durante i preparativi, e dallo stress per la dura giornata seguente. Senza nemmeno accorgermene ho raggiunto il tavolo per ultimo, senza la possibilità di scegliermi il posto finendo proprio vicino a "quelli di Microsoft".

Vestito della maglietta con Tux in fronte ed il testo della GPL sul retro, acquistata al banchetto di Debian dello scorso GNU/Linux Day mi sono cautamente seduto in attesa degli sviluppi della serata.

Forte dell'esperienza passata, vissuta durante uno degli incontri per rivenditori di apparecchiature informatiche, mi sono preparato al peggio.

Come Sun Tzu insegna: "conosci il nemico, conosci te stesso".

Dapprima, grazie qualche battuta di consueto small talk ho scoperto che "quelli di Microsoft" oltre che ad essere dei dipendenti di una famosa impresa, sono persone, hanno un nome, dei sentimenti, e la loro copia di Windows crasha come a tutti.

Tranne che a Pietro, che a suo dire, Windows Vista sul suo PC pur viaggiando con 512 Mb di memoria non ha mai presentato lo schermo blu della morte.

Dopo pochi minuti, il dialogo tra le ideologie agli antipodi era già caldo e scoppiettante.

L'unica pausa concessa di comune accordo è stata per apprezzare la gustosa tagliata di manzo, dopo di che ci siamo rituffati a capo fitto nel dialogo tanto da estraniarci dal resto del gruppo.

Pietro diffonde il verbo di .NET nelle università e nelle facoltà di informatica. Io vendo computer senza software proprietario.

Ancora mi meraviglio di come abbiamo fatto ad evitare di azzuffarci, nonostante le frecciatine velenose e le bordate di ironia, la serata si è conclusa con il sorriso.

Per quanto riguarda il software libero ho presentato la metafora dello zucchero: se un tuo vicino venisse a casa tua per chiederti lo zucchero perché l'ha finito, rifiuteresti dicendogli "vattelo a comprare come ho fatto io?", consapevole che prima o poi finirai la carta igienica quando più ne avrai bisogno?

Pietro di tutta risposta ha esposto la sua idea di software come prodotto sottolineando metaforicamente una associazione tra un programma ed una automobile (non ruberesti mai una automobile!?), al che gli ho fatto notare che il software non è solamente un prodotto, ma è una idea, un concetto e come tale per progredire ha bisogno d'essere condiviso.

Per quanto riguarda invece i prodotti Microsoft, ho battuto ripetutamente il chiodo della innovazione.

L'interfaccia grafica Aeroglass è copiata da OSX, la partizione crittografata è copiata da GNU, rimane ReadyBoost, che pare una trovata originale, molto probabilmente brevettata. Una trovata utile solo per chi è in possesso di hardware (penne usb) Vista compatible con supporto a ReadyBoost. Ovvero poca roba per ora sul mercato.

Ma considerato che parliamo di un sistema operativo di cui la maggiorparte degli utenti lamenta la lentezza rispetto alla precedente versione (XP), non si direbbe proprio una novità ma una specie di uovo di Colombo USB. Nulla di più.

La vera novità sta in Office 2007: il quale oltre che all'interfaccia stravolta, che invoglia al passaggio su OpenOffice, introduce finalmente l'uso del formato aperto e leggibile.

Un passo indietro di Microsoft nei confronti dell'apertura al mondo, anche in funzione del fatto che le pubbliche amministrazioni stanno preparando la rivoluzione digitale libera e trasparente (forse nel 2010 grazie a normative europee in via di sviluppo).

OpenXML. Non è OpenDocument ma è già un passo avanti rispetto ai criptici file doc di inizio millennio.

Tutti i file che finiscono in x (.docx, .pptx, xlsx) sono in realtà dei file zip che contengono al loro interno i nostri file multimediali inseriti dentro al file di Office, immagini suoni, filmati, conditi da uno o più files xml che ne descrivono l'involucro. Nel frattempo Novell stà producendo un plugin per OpenOffice che permetterà di leggere i files OpenXML e trasformarli in OpenDocument veri e propri.

Sul finire della serata Pietro mi ha promesso una copia del famigerato Windows Vista in salsa Ultimate. Congedandoci ho promesso che l'avrei installato sul mio ex PC: Lumaco (Athlon XP 2600 con 1GB di Ram e Nvidia 6600GT), dovrebbe essere la configurazione minima per "non aver problemi", detto questo gli ho promesso che l'avrei chiamato a qualsiasi ora del giorno o della notte non appena avrei ricevuto il mio schermo blu della morte. ghghgh

Bill Gates va in pensione

L'uomo più ricco del mondo ha deciso di andare in pensione, l'evento è previsto nell'estate del 2008.

Il suo successore sarà Ray Ozzie.

Bill Gates si dedicherà anima e corpo nella fondazione umanitaria che porta il suo nome e quello di sua moglie. Così oltre che ad essere il più ricco, potrà essere il più buono e risparmiare sulle tasse, visto e considerato che le donazioni e le beneficenze si scaricano dalle tasse.

Microsoft detta legge

Microsoft detta legge, infatti trattandosi dell'industria finanziariamente più potente nel mercato informatico non potrebbe essere altrimenti, in senso figurato.

Ma da oggi Microsoft detta legge anche nella realtà: Lo stato dell' Oklaoma (USA) ha infatti chiesto espressamente a Microsoft scrivere una legge contro la pirateria informatica.

Ne è uscita una legge che punisce i cittadini che fanno uso di virus o tecniche di attacco informatico con multe impossibili, e fin qua nulla di nuovo ma la vera novità è che la legge legalizza l'appropriazione dei dati personali del cittadino e le "contromisure correttive", a favore delle grandi imprese del software proprietario.

Le cattedrali del software quindi potranno entrare nei computer degli utenti che a loro avviso si stanno comportando "male" ed acquisire informazioni (tipo leggere emails), ed eventualmente cancellare i dati giudicati dannosi.

Non si tratta di futura fantascenza, ma del presente. Infatti questa intrusione legalizzata nella vita privata delle persone è possibile grazie alla tecnologia di Trusted Computing che già è stata inserita nei computer di ultima generazione come ad esempio i nuovi Mac con processore Intel, tutti i prossimi computer "nati" per Windows Vista, o semplicemente qualsiasi computer annoveri tra le proprie funzioni misteriose ed affascinanti tecnologie crittografiche per la sicurezza.

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