mare
Persone, spazi e tempi generano i momenti unici della vita, indimenticabili, se piacevoli o al contrario da rimuovere dalla testa.
Il “fascino dell’inatteso” è il risultato della combinazione dei tre elementi e può essere vissuto soltanto una volta sola.
Potrebbe sembrarvi una banalità ma per me non lo è affatto. Sono assuefatto da internet e dalla comunicazione mediatica che tende ad annullare gli spazi ed anche i tempi. Si perde la capacità di assaporare i momenti unici che compongono la vita stessa; inoltre, ora che internet è pure social, anche le persone tendono ad essere annullate.
Quest’estate in vacanza da me stesso, come l’anno scorso, ho vissuto tanti momenti unici condivisi con persone a me molto care che hanno reso la vacanza fantastica.
Qualcuno s’è meravigliato che fossi l’unico a non leggere libri durante la tintarella, ho passato infatti maggior parte del tempo ad osservarmi intorno. Ad osservare l’ambiente stupendo che mi circondava: il Salento. Ad osservare i loro movimenti, gli sguardi e immagazzinando nella mente i loro dettagli. Ho respirato il profumo del mare che ho desiderato tanto proprio prima di partire da Bologna.
Forse, come succede a me, questo racconto fa sorridere ma questo è quanto.
Ed è stato sufficiente per farmi uscire definitivamente un periodo buio durato anni, che mi aveva segnato nel carattere negativamente.
Al culmine delle vacanze salentine, mi prendo qualche minuto per scrivere sul blog. La cultura della taranta, della pizzica è la linfa pulsante delle vacanze pugliesi anche se, sfogliando il giornale locale si leggono pagine di cronaca che narrano di disservizi e malfunzionamenti. Effettivamente la puglia descritta nella canzone di Caparezza c’è e si sente.
Mi hanno colpito le sagre della taranta, dove le ragazze scatenate nei balli a piedi nudi, non trovano partner all’altezza della loro carica sensuale. La tradizione si sta diluendo nel commerciale che va di moda, ogni anno dopo l’altro bisogna soddisfare sempre più turisti con le stesse infrastrutture.
Mi ha colpito l’irriverenza nei confronti dell’istituzione, nonostante in vari comuni sia messo a disposizione wifi gratuitamente, il senso civico non è la caratteristica dominante di tutti.
Onore e rispetto corrono sulla linea di mezzeria, il traffico ha dinamiche particolari, forme e consuetudini dall’odor di codice della strada ma che di regolamentato hanno ben poco. Come mi faceva notare Pino: “La loro macchina è troppo preziosa per essere rovinata, col tuo corpo”.
Arriva l’estate, tempo di vacanze. Prima di partire per le vostre mete marittime, procuratevi un veicolo anfibio.
C’è il quadriciclo che si trasforma in una moto d’acqua che con lo stesso motore va a 50 miglia sia sull’acqua che sul terreno e si trasforma in cinque secondi, spingendo solo un bottone.
Così non dovrete più mettervi le scarpe con i piedi ancora insabbiati.
C’è anche l’automobile acquatica che potrà evitarvi il fastidioso problema della sabbia sui tappetini.
Ma se proprio volete essere originali vorrete sicuramente procurarvi il delfino otto cilindri che va sott’acqua.
Per gli onnipotenti è consigliabile invece il mezzo a propulsione umana, che vi permetterà di camminare sulle acque.
Altrimenti accontentatevi della maschera con visuale quintuplicata comoda per raccogliere cinque volte in più ricci di mare e cozze patelle.













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