Bazaar: software per gestire il controllo di versione distribuito

Bazaar (bzr) è un recente distributed versioning system sviluppato da Canonical per lo sviluppo del codice sorgente di Ubuntu.

Tra le caratteristiche che lo differenziano dal famoso Subversion (SVN) che a sua volta ha soppiantato Concurrent Versions System (CVS) ci sono: la facilità di installazione e manutenzione delle "repository", possibilità di gestire versioning non centralizzati e la leggerezza dei programmi scritti in Python.

Come sviluppatore autonomo ho preferito usare BZR per gestire i miei repository in modo da trovarmi su ogni mio PC il lavoro che non avevo concluso su un altro come mio solito.

Con poche operazioni è possibile installare Bazaar sulla maggiorparte degli hosting che permettono di avere un terminale remoto SSH. Come gli hosting professionali offerti da Bologna Informatica. Ma questa questione tecnica l'affronteremo nel prossimo articolo.

Home server casalingo fanless in una scatola da scarpe

Avere un mini server in casa, acceso 24 ore su 24 è un must per ogni geek rispettabile.

Dopo la tragica morte di cubotto, il mini server mac Cube G4, ora ho riciclato la mini-itx acquistata per il progetto CarPC che ho definitivamente archiviato. Con 300€ si trovano dei bellissimi DVD player doppio DIN, senza sbattimento.

Per un server fanless, silenziosissimo, di solito è bene usare qualche scheda mini-itx, ma quando i fondi monetari non lo permettono, riutilizzare vecchio hardware riposto in soffitta può risolvere comunque il problema.

Cercando informazioni sul Pentium III Coppermine in definitiva è emerso che down cloccando al minimo la ram ed il FSB della scheda madre, la temperatura si attesta su un onorevole 30-40°C. di cui abbiamo una foto:

Pentium III coppermine downcloccato: 30-40° C.

Le prestazioni non sono notevoli, ma l'unico rumore che si sente è quello dell'hard disc che essendo piuttosto vecchio fa un discreto ronzio, comunque ci sono ampi margini di miglioramento.

Altra fonte di rumore è l'alimentatore ATX. Per avere l'alimentatore più silenzioso, o si spendono soldi (inutilmente per un Pentium III) comprando un alimentatore fanless, o con ventolazze enormi che vanno a velocità ridotta.

L'ideale invece è recuperare un vecchio alimentatore ATX, smontarlo e rimuovere la ventolina malefica. Se l'involucro di metallo non dispone di sufficienti aperture è necessario farle con un trapano, a volontà.

L'alimentatore ATX fanless va tenuto in una posizione ventilata dove ci sia ricircolo di aria, con i fori verso l'alto. Non eccedete con la potenza, potrebbe non bastare. Io ho usato un vecchio 250W.

Il server casalingo fanless a costo zero quindi serve i soliti servizi: DHCP, DNS, PROXY e FILES; in più ho installato anche il server di boot over network in modo da poter inviare la distribuzione MiniMyth alla mini-itx riciclata dal progetto CarPC in PVR per avere la media box casalinga libera e silenziosa. Ma questo è un altro articolo...

Listen music player e iPod su GNU/Linux Ubuntu

Listen Music Player sta a Gnome come Amarok sta a KDE.

Per abilitare Listen Music Player a riconoscere il lettore di MP3 iPod della Apple, è sufficiente aggiungere le librerie libere usate per gestire il lettore sulla vostra installazione di GNU/Linux Ubuntu: sudo aptitude install libgpod-common libgpod2 python-gpod libgpod-common

Listen Music Player permette di indicizzare tutti i propri MP3 tramite gli ID3 tags in essi contenuti. Risulta quindi facile mantenere un ordinato database musicale, con statistiche di ascolto, copertine, testi (lyrics), e documentazione sugli artisti raccolta da Wikipedia.

Gli stessi ID3 tags sono quelli che danno il nome agli MP3 contenuti dentro al vostro iPod e le stesse copertine scaricate da Listen Music Player sono quelle che appaiono nel "Now playing" del vostro iPod.

È possibile modificare i tag ID3 direttamente dentro Listen Music Player, ma quando il gioco si fa duro, ci aiuta EasyTAG, che ad esempio permette di scrivere i tags in automatico leggendo il nome del file che li contiene.

Attenzione però! Gli ultimi iPod in vendita (quelli orrendi, quadrati), non sono supportati! In questi ultimi infatti il database musicale interno è stato crittografato da Apple!

Massimizzare la velocità di Ubuntu

Ubuntu, come ogni sistema basato su Debian che si rispetti, configura il sistema per la massima compatibilità con i più vari sistemi e dispositivi hardware. Questo si traduce in calo di prestazioni, ma in un aumento della compatibilità.

Una volta installato il sistema operativo libero di base quindi risulta sicuramente utile effettuare alcune modifiche ai files di sistema, in modo da migliorare le prestazioni.

Ecco un elenco delle cose utili a massimizzare la velocità del sistema operativo GNU/Linux Ubuntu:

Processi paralleli al boot (Parallel Booting): Tramite questa procedura la sequenza di boot non si esegue in modo seriale, ma in modo parallelo per il numero di CPU a disposizione del sistema, in linea teorica il tempo di boot è inversamente proporzionale al numero di CPU.

Modificare il valore della stringa CONCURRENCY nel file /etc/init.d/rc come segue:

CONCURRENCY=shell

Disabilitare il supporto ipv6: nella maggior parte dei casi non si usa mai ipv6.

Aggiungere "off" alla riga già presente alias net-pf-10 ipv6 nel file /etc/modprobe.d/aliases alias net-pf-10 ipv6 off

Abbassare la swapposità (swappiness): si intende, in percentuale, quanto usare la memoria sul disco per allocare la memoria cache del sistema. Per aumentare la velocità l'ideale sarebbe non accedere al disco per ottenere memoria, quindi avere lo 0% di swappiness. Ma non è il caso di essere estremisti, specie se si dispone di molta ram. sudo sysctl vm.swappiness=10

Fermare i servizi inutili al boot: Su Ubuntu Gutsy è stato inserito il comodo Boot-up Manager il quale aiuta a gestire i servizi da attivare e disattivare al boot. Fate molta attenzione nel bloccare i servizi, potreste privarvi di parti essenziali del sistema. Un elenco interessante si trova sul forum ubuntu.

Quel che è nuovo per te non è detto che lo sia anche per me

L'altra mattina pensavo a quando le grandi software house sfornavano innovazioni. Quando Internet Explorer prima di essere insinuato dentro a Windows era davvero una innovazione, installabile e scaricabile separatamente (versione 2 e basta) quando lo era anche Netscape... E tante altre innovazioni che le imprese di software commerciale proponevano.

Poi mi sono soffermato a pensare a cosa succede adesso: Windows Vista è nato indietro, effetti 3D già visti da mesi su tutte le distribuzioni Linux, navigazione a tabelle, già vista da anni su Firefox, filesystem crittati già in opera dalla notte dei tempi. Oggi è il turno di Apple, che propone un Changelog di 300 "novità" che poi così nuove non sono...

  • Ensure that your edits aren't lost. Have TextEdit automatically save copies of your document at a specified time interval.
  • OpenDocument and Office2007 formats
  • Make your document look more professional with curly (“smart“) quotes. TextEdit can automatically substitute smart quotation marks for straight quotation marks as you type.
  • Combine all your open Terminal windows into a single window with multiple tabs
  • Customise the look and feel of Terminal with new window settings. You can set the background colour, text colour and opacity of your windows.
  • Empty the Trash from the Trash itself with the Empty Trash button.
  • You may be able to gain disk space without losing data. If a volume is running out of space, simply delete the volume that comes after it on the disk and move the volume's end point into the freed space.

Va be basta mi sono già annoiato. Sentite, ma chi volete prendere in giro? Forse l'utente medio di Windows Vista, che per quanto ne so è dentro al target del 50enne medio "point and click" piuttosto "clueless", per il quale già il mouse è una novità.

La comunicazione alle masse, per quanto riguarda l'innovazione, cerca di ignorare completamente quello che sta fuori dal mercato del software proprietario. Per loro il software libero non esiste.

Esiste invece, ed è un buon esempio, però quando si tratta di prendere ispirazioni a piene mani e copiare codice sorgente!

Forse significa che il software libero sta diventando davvero un problema. Siamo quindi nella situazione dell' "ignoriamo il problema" e vediamo se sparisce; quella che precede la fase "estirpiamo il problema alla radice".

Le persone importanti non lo possono dire perché sono sotto gli occhi di tutti, ma io che sono soltanto un tuttologo sapientone, posso ancora permettermi di insinuare che le "innovazioni" che Apple e Microsoft spacciano per nuove, oramai sono spudoratamente copiate dal software libero, sbandierate con una mano e protette con la pistola dei brevetti nell'altra mano.

L'avete sotto gli occhi la pubbicità dei bambini che non vendono nemmeno una fetta di torta ad 1€ mentre invece ne vendono in sequenza soltanto mettendo il cartello "Trionfo di Mele 10€".

Abbiamo il software libero come bene non rivale e non escludibile, di proprietà della collettività, tutto fatto per tutti. Funzionante, libero, gratuito e la gente lo snobba dicendo: "A cosa serve installare un nuovo sistema operativo se ho già questo?".

Quando non sarà più utile, il software libero sarà debellato ed estirpato tramite le cause giudiziarie relative ai brevetti software. Quando non ci sarà più nulla da copiare non sarà più necessario lasciarlo sopravvivere e saranno fatte esplodere tutte le bombe "brevetti software" piazzate in questi anni.

Ma il software libero ha alla base il potere di Wikipedia, l'enciclopedia che ha rivoluzionato il concetto del sapere. Alla cui base ci sono le persone che stanno all'interno della massa, il cui potere ne deriva dalla solidarietà sociale che riescono ad instaurare tra loro.

Sarà difficile distruggerlo a meno che non si voglia sparare sulla folla e colpire anche i civili inermi. Che seppur inutili dal punto di vista della programmazione, favoriscono la causa anche soltanto inserendo nuove idee dentro ai progetti e segnalando errori prima d'ora sfuggiti all'occhio degli sviluppatori.

Skype legge le password di GNU/Linux

È emerso che il famoso software proprietario per video conferenza nato dalla stessa impresa produttrice del famigerato Kazaa, ovvero Skype genera un problema di sicurezza della privacy: legge il file /etc/passwd in cui sono salvati i dati di tutti gli utenti del sistema.

Non sazio, Skype per GNU/Linux legge anche tutti i files contenuti dentro ~/.mozilla/firefox dove sono contenuti i dati di Firefox, tra cui le password dei siti memorizzati, i cookies e quant'altro.

Il movente ovviamente non si conosce. I più paranoici, tipo me, potrebbero pensare al furto di informazioni sensibili.

Potrebbe essere una notizia sensazionale, ma pensandoci in realtà non lo è. Primo perché fortunatamente Skype non gira con privilegi di amministratore, secondo perché è il classico esempio del pessimo risultato ottenuto dal cedere alle lusinghe del software proprietario: ovvero la contaminazione del software libero.

CVD, la mia teoria sulla contaminazione del software libero è sempre più fondata. Inoltre aggiungo che sorridere o farsi spallette degli estremisti del software libero, è un atteggiamento superficiale nei confronti della propria privacy, soprattutto se ci si fida ciecamente delle grandi imprese multinazionali del software che se sono tali è perché hanno a cuore il proprio interesse piuttosto che quello delle comunità. Un po' come fumare pur sapendo che nuoce alla salute.

Grafica vettoriale professionale su GNU/Linux con Xara Extreme LX

Xara LX free software per grafica su GNU/LinuxXara LX è un ottimo software per la grafica vettoriale su GNU/Linux; le sue qualità sono nella velocità e leggerezza nella gestione dei tratti anche complessi.

Xara LX, era precedentemente conosciuto come Xara Extreme. Si trattava di software proprietario disponibile solo per Windows.

Da quando è stato rilasciato come software libero sotto licenza GNU GPL è diventato a mio avviso il miglior software di grafica vettoriale, anche meglio di Inkscape.

Purtroppo la comunità ancora lo ignora ed alcuni si producono in accrocchi del tipo Crossover Office + Fireworks, che tanto fanno rimpiangere il vecchio sistema operativo proprietario, o peggio quello nuovo.

Xara LX in lingua italiana è la traduzione più avanti di tutte. Grazie al contributo di Sandro Sigala su Launchpad.

Se siete webmastri, graphic designers, grafici, oppure no, provatelo e rimarrete sicuramente soddisfatti. Se ciò non dovesse succedere, un bel remove --purge è sempre quel che ci vuole.

Per installare Xara LX su GNU/Linux Ubuntu Feisty Fawn: sudo aptitude install xaralx-examples

Neo1973 è un iPhone con GNU/Linux

Ok ora che è stato messo in vendita, basta parlare dell'iPhone. Parliamo invece di Neo1973 che ne ha bisogno.

Neo1973 è il primo telefono cellulare libero che sarà in vendita il prossimo autunno, ottobre 2007. Mancano infatti soltanto pochi mesi alla sua diffusione e in Italia se ne parla soltanto appena, o per nulla.

L'Italia tra i paesi europei è tra i migliori produttori di software libero, e sempre tra i paesi europei è il paese con la più alta percentuale di telefoni cellulari per abitante.

Se sommiamo le due cifre, è altamente probabile che la fetta di mercato italiana (geek cellulari) possa essere un mercato appetibile per qualche piccola o media impresa italiana che voglia investire in software libero.

Neo1973 è lo smartphone che al suo interno usa software libero, precisamente una distribuzione di GNU/Linux chiamata OpenMoko, sviluppata appositamente per i dispositivi mobili. Sarà distribuito in due versioni, rispettivamente al prezzo di 300$ e di 450$.

La versione più costosa, meno economica, prevede nella confezione oltre alla presenza doppia di tutti gli accessori, quindi due batterie, due cavetti, due schede di memoria, anche un cacciavite ed un plettro (da chitarra) per smontarlo. Non per nulla si tratta del cellulare libero, o se volete open...

Neo1973 sarà dotato di due accelerometri 3D che sono gli stessi componenti che consentono all'iPhone di sapere se è in orizzontale o verticale. Il che accelererà anche la fantasia dei programmatori che vorranno cimentarsi a produrre software per OpenMoko.

La CPU è di produzione SAMSUNG, precisamente del tipo S3C2442 che non so se sia un bene o un male, ma di certo è la stessa marca dell'iPhone.

Se iPhone è il migliore iPod mai costruito, OpenMoko sarà la migliore distribuzione mobile progettata.

Free Software Foundation rilascia la Licenza GPL 3

La licenza GPL è stata definitivamente aggiornata alla versione numero 3.

Richard Stallman: “Da quando abbiamo fondato il movimento software libero, più di 23 anni fa, la comunità del software libero ha sviluppato migliaia di programmi utili che rispettano la liberta dei loro utilizzatori. I programmi sono contenuti nel sistema operativo GNU/Linux: nei computer, nei cellulari, nei server internet, nei router wireless, nei sistemi "embed", e quant'altro. La maggiorparte di questi programmi usa la licenza GNU General Public License per garantire ad ogni utilizzatore la libertà di eseguire, studiare, adattare, migliorare e ridistribuire il software, [...]"

GPL3 free software La versione 3 della licenza migliora le garanzie assicurando che l'utilizzatore possa modificare il software libero contenuto nel proprio computer personale, assegnandogli le autorizzazioni d'uso dei brevetti.

Jeremy Allison, parlando a nome degli sviluppatori di Samba, dichiara: "secondo noi la nuova licenza è un grande miglioramento della vecchia GPL v2", e che "è necessario aggiornarsi per avere a che fare con le nuove minaccie al software libero che sono emerse da quando la versione 2 è stata pubblicata".

In 18 mesi la bozza è stata aggiornata quattro volte:

Dopo aver ascoltato tanti gruppi diversi durante il processo di pianificazione, siamo stati capaci di scrivere una licenza che incorpora un largo spettro di necessità. Ma cosa anche più importante, questi diversi gruppi hanno avuto l'opportunità di trovare un accordo su problemi comuni alla comunità del software libero di oggi: brevetti software, "tivoizzazione", e Informatica perfida (n.d.T.: DRM e TCPA)

La Tivoizzazione e l'Informatica Perfida sono pratiche che inibiscono l'utente nell'uso e nella modifica del software. In pratica bloccano l'esecuzione del software modificato. Entrambe sono pratiche che introducano l'uso di caratteristiche hardware maligne, come il DRM.

La licenza GPL3 non limita le caratteristiche del software, in particolare non proibisce l'uso del DRM ma proibisce l'uso delle pratiche maligne che inibiscono l'utente.

Karl Berry, un esperto sviluppatore del sistema operativo GNU e del software Texinfo, afferma che: "la GPL è la licenza fondamentale mantenere unita la comunità del software libero, e la versione 3 è un eccellente lavoro di aggiornamento della licenza per assicurare i diritti del software libero, nella realtà del mondo informatico attuale."

Già più di quindici grandi progetti che fanno parte di GNU hanno già adottato la nuova licenza, e nei prossimi mesi seguiranno altri.

Anche per mezzo dell'arroganza di Richard Stallman la FSF incoraggia i responsabili dei progetti di software libero, e le persone coinvolte nello sviluppo del sistema operativo GNU ad adottare la nuova licenza: "Molto tempo è stato speso e tanto lavoro è stato fatto nei confronti di questa licenza, ora è compito degli sviluppatori adottare la licenza GPL 3 con lo scopo di migliorare la protezione delle proprie libertà intellettuali, e di quelle degli utilizzatori del software libero.

Copyright e comunità nell’era delle reti di computer

Domenica 10 giugno, presso il grande auditorium Modigliani sito all'interno del Liceo Artistico Modigliani situato in via degli Scrovegni 30 a Padova, si svolgerà il Pluto Meeting 2007; una conferenza sull'importanza del Software Libero, della libertà intellettuale e della condivisione libera della conoscenza.

Parteciperanno, oltre a Renzo Davoli, Richard Stallman in persona; il quale terrà un intervento relativo alla relazione tra il Copyright e la società nell'era informatica.

Copyright developed in the age of the printing press, and was designed to fit with the system of centralized copying imposed by the printing press. But the copyright system does not fit well with computer networks, and only draconian punishments can enforce it. The global corporations that profit from copyright are lobbying for draconian punishments, and to increase their copyright powers, while suppressing public access to technology. But if we seriously hope to serve the only legitimate purpose of copyright--to promote progress, for the benefit of the public--then we must make changes in the other direction.

©MMVIII Bologna Informatica - p.i. 0123456789