Breve guida a Bazaar versioning system dei siti su DreamHost

Dicevo nei precedenti articoli di come sia facile gestire i progetti sotto sistema di versioning Bazaar, al contrario di SVN che tra l'altro inserisce una directory nascosta all'interno dei nostri file e ci obbliga ad "esportare" il prodotto finito.

La comodità di usare Bazaar su DreamHost è che si possono mettere i propri siti all'interno del sistema di versioning ed averli sempre (quasi in diretta) aggiornati, dopo aver testato gli update in locale sul proprio PC (lamp/wamp).

Prima di tutto occorre identificarsi: bzr whoami
bzr whoami "Tassoman "

Una volta identificati si può creare una repository: bzr init

La repository viene creata nella home directory dell'utente dreamhost, la quale contiene le root di ogni sito. Quindi per tenere sotto controllo un sito: bzr add 2nd-ld.tld

Per confermare le azioni si committa come su svn: bzr commit -m "Second Level Domain at Top Level Domain added into versioning system"

Ora abbiamo una copia del nostro sito in produzione. Per averne una copia locale bisogna fare il checkout sul proprio PC: bzr checkout sftp://2nd-ld.tld/home/username

Il sito produttivo sarà scaricato in locale, sulla directory prescelta potremo configurare un server di sviluppo locale e testare le nostre modifiche che saranno poi inviate tramite commit.

touch test.txt
bzr add test.txt
bzr commit

Una volta che gli aggiornamenti al sito locale saranno completati, potremo importare le modifiche facendo update sulla console remota dell'hosting:

ssh 2nd-ld.tld
Password:
bzr update

Ricordate, così facendo il DB non viene aggiornato e rimane fuori dal sistema di versioning. Per tenerlo all'interno del sistema si dovrà prevedere il dump del database.

La documentazione di Bazaar è piuttosto chiara anche se disponibile soltanto in inglese. Vi consiglio: Bazaar in five minutes oppure Bazaar Switching per chi già usa altri sistemi di versioning.

Come installare Bazaar su un hosting con console remota SSH tipo DreamHost

Se si dispone di un hosting in cui è stato installato e reso disponibile python2.4 si può procedere all'installazione del sistema di versioning Bazaar (BZR).

Il sistema distribuito di versioni Bazaar è disponibile per qualsiasi sistema operativo tra i più diffusi: Linux, Mac, ed anche Windows.

Se non si dispone di un hosting con console remota, si può chiedere un preventivo a Bologna Informatica, offre hosting professionale per le piccole e medie imprese. Oppure registrarsi su DreamHost approfittando dello sconto offerto dal codice invito: BOINFO07

Prendiamo come esempio DreamHost come sistema di hosting. Ma credo che un qualsiasi altro hosting con console SSH possa andare bene.

  1. Prima di tutto è necessario preparare l'ambiente creando le directory utente necessarie:

    cd
    mkdir bin
    mkdir lib
    mkdir lib/python
    mkdir man

  2. In secondo luogo è necessario istruire la console remota ad utilizzare le proprie directory utente con priorità su quelle di sistema:
    nano -w ~/.bash_profile
    nel file ~/.bash_profile vanno inserite le seguenti variabili. export PATH=$HOME/bin:$PATH
    export MANPATH=$HOME/man:/usr/share/man
    export PYTHONPATH=$HOME/lib/python:/usr/lib/python2.4:/usr/local/lib/python2.4:/usr/include/python2.4

    Su DreamHost $PYTHONPATH e $MANPATH non sono definite quindi vanno forzate. Per sapere se le vostre variabili sono già definite: echo $PYTHONPATH

    Nel caso in cui siano già definite, è meglio riprenderle ed inserire il valore a quelle esistenti come ho fatto in $PATH che appunto era già definita.

  3. Dopo aver controllato che tutte le variabili siano di sistema, bisogna crearsi un link simbolico che punta esplicitamente a python2.4 perché su DreamHost di default è installato python2.3.
    cd ~/bin
    ln -s /usr/bin/python2.4 python

    Per controllare la versione di python: python -V
  4. Se i percorsi sono corretti e le variabili configurate a dovere dovreste avere la versione 2.4.x. Lanciate python e provate ad includere qualche modulo default per essere certi che tutto funziona
  5. Se tutto funziona allora è possibile scaricare le librerie necessarie per usare Bazaar tramite SFTP (ssh):

    Scaricare i sorgenti delle librerie in una directory di appoggio. Estrarre i files usando tar zxf. Il comando per installare la libreria è il seguente: cd pylibrary-0.1.2
    python setup.py install --home=$HOME

    Le librerie saranno compilate ed installate nella home directory: /home/username/lib/python. Per accertarsi che siano correttamente caricate: python -c "import Crypto"
    python -c "import paramiko"
    python -c "import cElementTree"

    Se non si verificano messaggi di errore tutto funziona correttamente. Se il messaggio di errore segnala la mancanza della libreria, controllate che la variabile $PYTHONPATH sia corretta.

    Per ripetere l'installazione dei moduli python: rm -rf ~/lib/python/* Per ogni libreria inviare il comando: python setup.py clean

  6. A questo punto rimane da installare BZR, effettuate il download dei sorgenti di Bazaar nella directory di appoggio, ed inviate il comando di installazione. Potrebbe mancare il modulo Pyrex, nel caso installate anche quello.
  7. Test finale: cd
    bzr help
    Se ricevete il riepilogo dei comandi, tutto funziona correttamente. Se ricevete qualche messaggio di errore che reclama librerie... Le variabili Path non sono corrette.

Buon divertimento con Bazaar! Nel prossimo articolo vi scrivo come usarlo brevemente dopo di che... DIY!

Listen music player e iPod su GNU/Linux Ubuntu

Listen Music Player sta a Gnome come Amarok sta a KDE.

Per abilitare Listen Music Player a riconoscere il lettore di MP3 iPod della Apple, è sufficiente aggiungere le librerie libere usate per gestire il lettore sulla vostra installazione di GNU/Linux Ubuntu: sudo aptitude install libgpod-common libgpod2 python-gpod libgpod-common

Listen Music Player permette di indicizzare tutti i propri MP3 tramite gli ID3 tags in essi contenuti. Risulta quindi facile mantenere un ordinato database musicale, con statistiche di ascolto, copertine, testi (lyrics), e documentazione sugli artisti raccolta da Wikipedia.

Gli stessi ID3 tags sono quelli che danno il nome agli MP3 contenuti dentro al vostro iPod e le stesse copertine scaricate da Listen Music Player sono quelle che appaiono nel "Now playing" del vostro iPod.

È possibile modificare i tag ID3 direttamente dentro Listen Music Player, ma quando il gioco si fa duro, ci aiuta EasyTAG, che ad esempio permette di scrivere i tags in automatico leggendo il nome del file che li contiene.

Attenzione però! Gli ultimi iPod in vendita (quelli orrendi, quadrati), non sono supportati! In questi ultimi infatti il database musicale interno è stato crittografato da Apple!

Le linee guida per creare siti accessibili per le pubbliche amministrazioni

Sul sito della Regione Emilia-Romagna sono pubblicate le linee guida sull'accessibilità dei siti internet dedicati alle pubbliche amministrazioni.

Il documento redatto a più mani, a cura del sistema informatico regionale, è suddiviso in quattro categorie principali:

  • Tutti, contiene indicazioni utili alla collettività degli informatici
  • Responsabili, contiene consigli destinati ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni che richiedono ai propri colleghi, o per mezzo di forniture esterne da privati, la redazione di un sito internet accessibile
  • Redattori, è il capitolo destinato ai creatori di contenuti, ovvero gli utilizzatori dei siti accessibili, ai quali è richiesto di produrre contenuti conformi alle regole di accessibilità per non pregiudicare la qualità dei siti
  • Tecnici, è il capitolo con i consigli pratici (stile howto scimmietta) per realizzare layout correttamente accessibili. Utile ai webmaster ed ai programmatori.

Non si tratta di un documento definitivo. Chi ha a cuore l'interesse della collettività può partecipare alla redazione inviando i propri consigli e suggerimenti.

Il gibbone è libero!

Un gibbone libero nel suo habitat Tutti sotto quindi ad aggiornare il sistema con update-manager. Io però preferisco installare da zero completamente nuovo, da CD.

Per aggiornare GNU/Linux Ubuntu Gutsy Gibbon il mio consiglio è innanzitutto avere la directory /home montata su una partizione a parte.

Fare un elenco delle applicazioni comunemente usate, in modo da poterle ripristinare poi in seguito.

Formattare la partizione di sistema, mappare la propria partizione di /home su quella rimasta, in modo da non compromettere i dati personali degli utenti e quindi installare da CD

Così si ha un sistema nuovo fiammante senza doversi scaricare pacchetto per pacchetto gli aggiornamenti da internet.

GNU/Linux Ubuntu Fiesty Fawn su Toshiba Satellite Pro A100-170

Aggiornamento: Toshiba Satellite A100-170 con Ubuntu Gutsy Gibbon

Chi avesse già letto il precedente articolo relativo ad Ubuntu sul computer portatile Toshiba Satellite A100-170 troverà di certo interessante leggere a riguardo dell'attuale distribuzione Fiesty Fawn sul Toshiba Satellite A100-170.

Ecco come ho installato oggi pomeriggio GNU/Linux Ubuntu Feisty Fawn sul portatile Toshiba Satellite A100-170.

Semplicemente basta inserire il CD della versione Desktop a 32 bit ed il PC avvia Ubuntu in versione live.

Si scelgano: tastiera italiana, layout 1024x768 e si proceda all'avvio.

Dopo aver caricato Ubuntu Feisty Fawn Live, se l'antenna wireless Intel è attivata (modulo ipw3945) verranno caricati anche i drivers proprietari Intel per la scheda wireless. La connessione ad internet avverrà per mezzo della applet NetworkManager che si collegherà alla rete wireless soltanto in presenza di un server DHCP (se impostata in modo roaming).

Una volta collegati si proceda a cliccare l'icona install.

Saranno chieste varie informazioni e poi si procederà alla formattazione del disco.

Dopo la formattazione, molto probabilmente sarà rilevato il Windows XP preinstallato, dal quale potranno essere facilmente importate le impostazioni di Firefox e Thunderbird (se installati), Internet Explorer, cache, cookies, sfondo della scrivania ed altre robe utili e noiose da recuperare.

Detto questo, si avvierà l'installazione che avverrà senza problemi. Come di consueto saranno scaricati i pacchetti per la lingua italiana, dopo di che sarà richiesto il riavvio senza CD.

Riavviare ed attivare i Legacy Drivers, o "Driver con restrizioni" nella tray in alto a destra. Saranno scaricati i moduli del kernel per la scheda video montata e sarà installata (ATI X1400) una configurazione di base.

Dopo aver riavviato con i moduli proprietari si potrà procedere all'aggiornamento del sistema. Io ho scaricato 346 pacchetti e mi è venuto il dubbio di aver installato usando un CD Beta o RC1. Comunque sia, si ottiene sicuramente un kernel aggiornato, quindi eventualmente si potrà riavviare nuovamente e per l'ultima volta, oppure continuare ad usare tranquillamente il portatile usando il kernel intermedio.

L'unico difetto lo dà la scheda audio che ha un volume poco soddisfacente. E la scheda di memoria xDigital che non viene riconosciuta nè montata automaticamente.

Dieci cose che gli ex utenti Windows possono disimparare

Gli utenti windows sono stati da sempre abituati a brutte abitudini. Tipo riavviare il computer troppo spesso, dilapidare fortune in software costosissimi, o peggio scaricare da internet software copiato e crackato illegalmente.

Chi passa a GNU/Linux può tranquillamente scordarsi di:

  1. Riavviare: quando una applicazione è buggata, di solito si chiude da sola. Senza bloccare il sistema. Quando questo non avviene, basta semplicemente "killarla". Significa terminare il processo impazzito, usando kill, o xkill per i cliccatori.
  2. Chiudere tutte le applicazioni prima di... Non c'è alcun motivo di chiudere applicazioni. GNU/Linux è un kernel multitasking per davvero. Si può tranquillamente aggiornare il sistema ascoltando la musica preferita. (CPU permettendo)
  3. Aggiornare l'antivirus: non serve spendere soldi inutilmente. Virus non ce ne sono, e lo spamming è battuto oramai da tempo, sia sul server che sul client di posta. Per quel che riguarda il Phishing... Rolleyes è sufficiente leggere le email in formato testo, come è stato dichiarato quando si inventò il protocollo.
  4. Acquistare: non ci sono tanti programmi per GNU/Linux in vendita. Tutto quel che serve è già "impacchettato" nella distribuzione che hai installato. Inoltre scordate di riavviare dopo aver installato, è sufficiente lanciare il programma per provarlo subito.
  5. Registrarsi per... Non bisogna registrarsi a nulla. Al limite se proprio volete essere avvisati delle nuove release potete iscrivervi alle mailinglist dei progetti. Ma di solito non serve perché quasi tutte le distribuzioni chiedono di aggiornarsi, quando sono disponibili gli aggiornamenti necessari.
  6. Scaricare drivers aggiornati: non importa. E' sufficiente avere una versione recente del kernel, ed i drivers son tutti lì. Inoltre il kernel di GNU/Linux è sempre avanti e ben curato da questo punto di vista. Quando le periferiche sono di qualità e compatibili con Linux, i driver esistono già da tempo.
  7. Utility di manutenzione/anti spyware: dimenticate la necessità di installare qualsiasi tipo di PC doctor, o di anti spyware, magari costoso. Nessuno vi spia, il registro di sistema non si rompe (perché non esiste) e la memoria è sempre gestita ottimamente dal kernel.
  8. Defrag e scandisk: non esistono. I vari e ultra collaudati filesystem di GNU/Linux si auto mantengono ordinati. Inoltre se si stà rompendo il disco il kernel avverte al boot, ma è difficile che succeda a meno di materiali difettosi, perché l'hardware è utilizzato soltanto per l'indispensabile.
  9. Icone disordinate: i menu dei programmi sono organizzati logicamente: internet, ufficio, sistema, etc. Non si riempe il desktop di roba inutile che rallenta l'avvio.
  10. Nessuno ti controlla il tuo computer è davvero tuo (TCPA permettendo), e sei libero di usarlo senza usare programmi crackati, non devi registrare le applicazioni, nessuno ti chiede noiosi numeri per telefono se ti capita di aggiornare scheda madre e processore, inoltre non è necessario essere collegati ad internet a tempo pieno, per scaricare questo o quel codec o autorizzazione.

Il tutto a quale costo? Al costo del tempo impiegato RTFM. "Leggendo il Famoso Manuale", sembrerebbe voler dire arrangiati, ma dipende come viene detto. E soprattutto dipende cosa viene chiesto.

Consigli per velocizzare l’avvio di windows xp

Sul sito Microsoft, ero alla ricerca di qualcosa che spiegasse l'uso dei temi grafici (visto che ogni volta che accendo il portatile si autoconfigura con quegli odiosi bordi blu caramellosi) durante la ricerca ho trovato una pagina che spiega come levare la scritta WindowsXP durante l'avvio e la gestione dei programmi che vengono lanciati automaticamente all'avvio.

Linux sull’iPod

Per tutti i felici possessori di iPod è disponibile un articolo che spiega come installare GNU/Linux sull'iPod.

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