Ubuntu Gutsy Cannot connect to ICQ ("The client version you are using is too old.")

Da diversi giorni succede(va) una cosa strana... Su Ubuntu Gutsy, Pidgin, il software per la chat ha smesso di collegarsi ad ICQ.

Molto probabilmente è stato aggiornato il protocollo... Comunque sia la connessione non avviene mostrando il seguente errore:

Cannot connect to ICQ ("The client version you are using is too old.")

Rivoglio il mio cestino!

Passato l'hype e la ressa da aggiornamento, ieri in un'oretta ho provveduto a ringiovanire Ubuntu Gutsy per la versione LTS Hardy 8.04.

L'aggiornamento ha funzionato in modo piuttosto soddisfacente e le configurazioni in linea di massima sono rimaste funzionanti. Nel ripulire dalla roba vecchia mi sono trovato dei files appartenuti a root dentro al cestino.

Il cestino di Gnome quindi non ne voleva sentire di svuotarsi, allora mi son dovuto adoperare per la procedura a mano: rm -rf, se non fosse stato per il fatto che ... Il cestino è sparito!

È stata un'esperienza traumatica, come buttare l'immondizia senza beccare il buco...

Se cercate il cestino, non lo troverete semplicemente dentro ~/.Trash, come ogni human being si aspetterebbe, perché si trova in ~/.local/share/Trash !

Bazaar: software per gestire il controllo di versione distribuito

Bazaar (bzr) è un recente distributed versioning system sviluppato da Canonical per lo sviluppo del codice sorgente di Ubuntu.

Tra le caratteristiche che lo differenziano dal famoso Subversion (SVN) che a sua volta ha soppiantato Concurrent Versions System (CVS) ci sono: la facilità di installazione e manutenzione delle "repository", possibilità di gestire versioning non centralizzati e la leggerezza dei programmi scritti in Python.

Come sviluppatore autonomo ho preferito usare BZR per gestire i miei repository in modo da trovarmi su ogni mio PC il lavoro che non avevo concluso su un altro come mio solito.

Con poche operazioni è possibile installare Bazaar sulla maggiorparte degli hosting che permettono di avere un terminale remoto SSH. Come gli hosting professionali offerti da Bologna Informatica. Ma questa questione tecnica l'affronteremo nel prossimo articolo.

Home server casalingo fanless in una scatola da scarpe

Avere un mini server in casa, acceso 24 ore su 24 è un must per ogni geek rispettabile.

Dopo la tragica morte di cubotto, il mini server mac Cube G4, ora ho riciclato la mini-itx acquistata per il progetto CarPC che ho definitivamente archiviato. Con 300€ si trovano dei bellissimi DVD player doppio DIN, senza sbattimento.

Per un server fanless, silenziosissimo, di solito è bene usare qualche scheda mini-itx, ma quando i fondi monetari non lo permettono, riutilizzare vecchio hardware riposto in soffitta può risolvere comunque il problema.

Cercando informazioni sul Pentium III Coppermine in definitiva è emerso che down cloccando al minimo la ram ed il FSB della scheda madre, la temperatura si attesta su un onorevole 30-40°C. di cui abbiamo una foto:

Pentium III coppermine downcloccato: 30-40° C.

Le prestazioni non sono notevoli, ma l'unico rumore che si sente è quello dell'hard disc che essendo piuttosto vecchio fa un discreto ronzio, comunque ci sono ampi margini di miglioramento.

Altra fonte di rumore è l'alimentatore ATX. Per avere l'alimentatore più silenzioso, o si spendono soldi (inutilmente per un Pentium III) comprando un alimentatore fanless, o con ventolazze enormi che vanno a velocità ridotta.

L'ideale invece è recuperare un vecchio alimentatore ATX, smontarlo e rimuovere la ventolina malefica. Se l'involucro di metallo non dispone di sufficienti aperture è necessario farle con un trapano, a volontà.

L'alimentatore ATX fanless va tenuto in una posizione ventilata dove ci sia ricircolo di aria, con i fori verso l'alto. Non eccedete con la potenza, potrebbe non bastare. Io ho usato un vecchio 250W.

Il server casalingo fanless a costo zero quindi serve i soliti servizi: DHCP, DNS, PROXY e FILES; in più ho installato anche il server di boot over network in modo da poter inviare la distribuzione MiniMyth alla mini-itx riciclata dal progetto CarPC in PVR per avere la media box casalinga libera e silenziosa. Ma questo è un altro articolo...

Skype 2.0 per linux

Skype ha rilasciato la versione 2.0 beta per Linux. Si narra, con il supporto V4L (video for Linux) che permetterà quindi tutti i geek di accedere al mondo delle video chat porno.

Listen music player e iPod su GNU/Linux Ubuntu

Listen Music Player sta a Gnome come Amarok sta a KDE.

Per abilitare Listen Music Player a riconoscere il lettore di MP3 iPod della Apple, è sufficiente aggiungere le librerie libere usate per gestire il lettore sulla vostra installazione di GNU/Linux Ubuntu: sudo aptitude install libgpod-common libgpod2 python-gpod libgpod-common

Listen Music Player permette di indicizzare tutti i propri MP3 tramite gli ID3 tags in essi contenuti. Risulta quindi facile mantenere un ordinato database musicale, con statistiche di ascolto, copertine, testi (lyrics), e documentazione sugli artisti raccolta da Wikipedia.

Gli stessi ID3 tags sono quelli che danno il nome agli MP3 contenuti dentro al vostro iPod e le stesse copertine scaricate da Listen Music Player sono quelle che appaiono nel "Now playing" del vostro iPod.

È possibile modificare i tag ID3 direttamente dentro Listen Music Player, ma quando il gioco si fa duro, ci aiuta EasyTAG, che ad esempio permette di scrivere i tags in automatico leggendo il nome del file che li contiene.

Attenzione però! Gli ultimi iPod in vendita (quelli orrendi, quadrati), non sono supportati! In questi ultimi infatti il database musicale interno è stato crittografato da Apple!

Massimizzare la velocità di Ubuntu

Ubuntu, come ogni sistema basato su Debian che si rispetti, configura il sistema per la massima compatibilità con i più vari sistemi e dispositivi hardware. Questo si traduce in calo di prestazioni, ma in un aumento della compatibilità.

Una volta installato il sistema operativo libero di base quindi risulta sicuramente utile effettuare alcune modifiche ai files di sistema, in modo da migliorare le prestazioni.

Ecco un elenco delle cose utili a massimizzare la velocità del sistema operativo GNU/Linux Ubuntu:

Processi paralleli al boot (Parallel Booting): Tramite questa procedura la sequenza di boot non si esegue in modo seriale, ma in modo parallelo per il numero di CPU a disposizione del sistema, in linea teorica il tempo di boot è inversamente proporzionale al numero di CPU.

Modificare il valore della stringa CONCURRENCY nel file /etc/init.d/rc come segue:

CONCURRENCY=shell

Disabilitare il supporto ipv6: nella maggior parte dei casi non si usa mai ipv6.

Aggiungere "off" alla riga già presente alias net-pf-10 ipv6 nel file /etc/modprobe.d/aliases alias net-pf-10 ipv6 off

Abbassare la swapposità (swappiness): si intende, in percentuale, quanto usare la memoria sul disco per allocare la memoria cache del sistema. Per aumentare la velocità l'ideale sarebbe non accedere al disco per ottenere memoria, quindi avere lo 0% di swappiness. Ma non è il caso di essere estremisti, specie se si dispone di molta ram. sudo sysctl vm.swappiness=10

Fermare i servizi inutili al boot: Su Ubuntu Gutsy è stato inserito il comodo Boot-up Manager il quale aiuta a gestire i servizi da attivare e disattivare al boot. Fate molta attenzione nel bloccare i servizi, potreste privarvi di parti essenziali del sistema. Un elenco interessante si trova sul forum ubuntu.

Quel che è nuovo per te non è detto che lo sia anche per me

L'altra mattina pensavo a quando le grandi software house sfornavano innovazioni. Quando Internet Explorer prima di essere insinuato dentro a Windows era davvero una innovazione, installabile e scaricabile separatamente (versione 2 e basta) quando lo era anche Netscape... E tante altre innovazioni che le imprese di software commerciale proponevano.

Poi mi sono soffermato a pensare a cosa succede adesso: Windows Vista è nato indietro, effetti 3D già visti da mesi su tutte le distribuzioni Linux, navigazione a tabelle, già vista da anni su Firefox, filesystem crittati già in opera dalla notte dei tempi. Oggi è il turno di Apple, che propone un Changelog di 300 "novità" che poi così nuove non sono...

  • Ensure that your edits aren't lost. Have TextEdit automatically save copies of your document at a specified time interval.
  • OpenDocument and Office2007 formats
  • Make your document look more professional with curly (“smart“) quotes. TextEdit can automatically substitute smart quotation marks for straight quotation marks as you type.
  • Combine all your open Terminal windows into a single window with multiple tabs
  • Customise the look and feel of Terminal with new window settings. You can set the background colour, text colour and opacity of your windows.
  • Empty the Trash from the Trash itself with the Empty Trash button.
  • You may be able to gain disk space without losing data. If a volume is running out of space, simply delete the volume that comes after it on the disk and move the volume's end point into the freed space.

Va be basta mi sono già annoiato. Sentite, ma chi volete prendere in giro? Forse l'utente medio di Windows Vista, che per quanto ne so è dentro al target del 50enne medio "point and click" piuttosto "clueless", per il quale già il mouse è una novità.

La comunicazione alle masse, per quanto riguarda l'innovazione, cerca di ignorare completamente quello che sta fuori dal mercato del software proprietario. Per loro il software libero non esiste.

Esiste invece, ed è un buon esempio, però quando si tratta di prendere ispirazioni a piene mani e copiare codice sorgente!

Forse significa che il software libero sta diventando davvero un problema. Siamo quindi nella situazione dell' "ignoriamo il problema" e vediamo se sparisce; quella che precede la fase "estirpiamo il problema alla radice".

Le persone importanti non lo possono dire perché sono sotto gli occhi di tutti, ma io che sono soltanto un tuttologo sapientone, posso ancora permettermi di insinuare che le "innovazioni" che Apple e Microsoft spacciano per nuove, oramai sono spudoratamente copiate dal software libero, sbandierate con una mano e protette con la pistola dei brevetti nell'altra mano.

L'avete sotto gli occhi la pubbicità dei bambini che non vendono nemmeno una fetta di torta ad 1€ mentre invece ne vendono in sequenza soltanto mettendo il cartello "Trionfo di Mele 10€".

Abbiamo il software libero come bene non rivale e non escludibile, di proprietà della collettività, tutto fatto per tutti. Funzionante, libero, gratuito e la gente lo snobba dicendo: "A cosa serve installare un nuovo sistema operativo se ho già questo?".

Quando non sarà più utile, il software libero sarà debellato ed estirpato tramite le cause giudiziarie relative ai brevetti software. Quando non ci sarà più nulla da copiare non sarà più necessario lasciarlo sopravvivere e saranno fatte esplodere tutte le bombe "brevetti software" piazzate in questi anni.

Ma il software libero ha alla base il potere di Wikipedia, l'enciclopedia che ha rivoluzionato il concetto del sapere. Alla cui base ci sono le persone che stanno all'interno della massa, il cui potere ne deriva dalla solidarietà sociale che riescono ad instaurare tra loro.

Sarà difficile distruggerlo a meno che non si voglia sparare sulla folla e colpire anche i civili inermi. Che seppur inutili dal punto di vista della programmazione, favoriscono la causa anche soltanto inserendo nuove idee dentro ai progetti e segnalando errori prima d'ora sfuggiti all'occhio degli sviluppatori.

GNU Linux Ubuntu Gutsy Gibbon su Toshiba Satellite A100-170

Continuano gli appuntamenti-aggiornamenti sullo status di GNU/Linux installato sul portatile Toshiba Satellite A100-170.

Nonostante abbia dichiarato di recente che preferisco effettuare l'installazione da zero con il cd, partizionando /home a parte, ammetto di aver aggiornato tramite upgrade-manager in maniera piuttosto pigra.

Per aggiornare quindi la vostra installazione da Feisty a Gutsy, semplicemente disabilitate tutte le righe dedicate a Feisty nel file sources.list lasciando attive esclusivemente quelle ufficiali e quelle di Canonical.

Dopo di che lanciate Ugrade Manager (Sistema » Amministrazione » Gestore aggiornamenti), effettuate eventuali gli ultimi aggiornamenti di Feisty dopo di che cliccate il bottone "avanza a 7.10".

Saranno necessari più o meno 1Gb di spazio per scaricare pacchetti, dipende a quante applicazioni avete installato, la procedura durerà quanto basta, il sistema sarà aggiornato correttamente.

Serve l'intervento umano, perché di tanto in tanto viene richiesto che fare dei files di configurazione. Vi consiglio di aggiornarli, di sovrascrivere quelli attuali, tanto poi le modifiche si possono rimettere tranquillamente a mano, se serve.

Compiz non mi funzionava su Feisty perché mancava l'estensione "Composite" ma probabilmente non avevo configurato bene ma soprattutto non c'avevo lo sbattimento di starmi a smenare.

Su Gutsy, con la scheda video ATI X1400 del Toshiba, se compiz non funziona, dovrebbe essere sufficiente installarlo e riavviare GDM.

sudo apt-get install xserver-xgl compiz compizconfig-settings-manager

Il volume dell'audio risulta un po' basso. Per ovviare a questo inconveniente è sufficiente aggiungere una riga al file /etc/modprobe.d/alsa-base:

sudo echo "options snd-hda-intel model=3stack" >> /etc/modprobe.d/alsa-base

Come ha segnalato un lettore del blog qualche mese fa.

Il lettore di schede di memoria Smartmedia XD viene riconosciuto, ed il kernel logga come evento l'inserimento e la rimozione della scheda XD:

[24692.480000] tifm0 : demand removing card from socket 0:0
[24700.580000] tifm_core: SmartMedia/xD card detected in socket 0:0

Probabilmente l'unico problema è che non viene gestita dall'automount.

Webilder random wallpaper

Se siete stanchi del solito sfondo per la scrivania, allora dovreste procurarvi Webilder.

Webilder funziona come wallpaper rotator sia su Gnome che su KDE, permette di scaricare da internet sempre nuovi wallpaper. Sfrutta i tags di Flickr ed il vostro account di Webshots, se l'avete.

Attualmente non sembra possibile inserire anche gli sfondi già presenti sul proprio computer, a meno che da veri h4x0r non create un link simbolico alla directory in cui li conservate:

ln -s ~/images/wallpapers ~/.webilder/Collection/Local

Gli utenti GNU/Linux Ubuntu Gutsy e Feisty possono scaricare i pacchetti necessari dal sito GetDeb mentre sul sito ufficiale sono presenti sia i sorgenti che i pacchetti RPM.

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