Tempo fa, alla divulgazione del progetto, rimasi perplesso per quanto riguarda alcune dinamiche del progetto FON.
Il progetto FON consiste nell'acquistare un router wifi particolare e nel devolvere volontariamente la propria connessione a chiunque si trovi nel raggio d'azione, circa una cinquantina di metri.
Raccontata così sommariamente in due righe sembrerebbe una idea innovativa per "portare" internet in ogni luogo, ma in realtà il progetto nasconde numerose "magagne" irrisolte che ne minano l'attendibilità.
Cito essenzialmente le tre più macroscopiche:
- Condividere la propria rete wireless su territorio pubblico è espressamente vietato dal codice civile italiano.
- Fare pagare la connessione a terzi, è il lavoro degli ISP (internet service provider), si tratta quindi di imprese che hanno anche dei doveri nei confronti della legge anti terrorismo (vedi i log d'uso)
- La gestione del progetto FON non è di una associazione no profit, bensì di una impresa privata di cui si è anche interessato Google tempo fa.
Gli altri problemi sono altrettanto gravi, di sicurezza e vulnerabilità, ma non sono così macroscopici perché risolvibili tramite aggiornamento software, se l'impresa volesse, visto che sui forum della community è tutto messo un po a tacere e cade nel dimenticatoio.
Tutto è ben descritto in un articolo di punto informatico dedicato al caso. Chi di voi fosse un minimo interessato dal progetto FON, o se siete già tra i 2000 utilizzatori, vi invito caldamente a prendervi due minuti per leggerlo.
