Flickr sta diventando sempre più una moda più vorticosa nel panorama del fighismo italiano.
La digitalizzazione permette a chiunque di diventare fotografo con un click, programmi di fotoritocco permettono di manipolare colori e dimensioni in pochi attimi, e le arti visive vanno a farsi friggere.
Chiunque per quanto mediocre, per quanto non abbia nulla da raccontare diventa fotografo, creativo, alternativo, diverso; ma non unico.
Perché, assecondato dalla comunità di simili che lo circonda, l'utente, per quanto si sforzi di essere creativo, lo sarà sempre quanto gli altri, con un gusto condiviso di un autoincensamento degno di una qualsiasi community, anche di programmatori C#.
Ha ragione la mia professoressa di tecnica pubblicitaria: "se non hai nulla da raccontare, non importa come lo racconti, non avrai comunque raccontato nulla".
La moda di pubblicare foto su flickr infatti esula dal raccontare qualsiasi cosa, se non un millesimo di secondo, colorato col fotoritocco, fine a se stesso, vettore di figosità, senza la necessità di raccontare nulla, ma di apparire.
È per questo che il mio account di flickr, registrato più di sei mesi fa, non ha una dico una foto. L'ho capito fin da subito dove si voleva andare a parare.
