L’evoluzione dei software per blog

Prima di conoscere Silvia non sapevo nemmeno cosa fossero i blog, anche se inconsciamente già ne avevo uno. All'epoca sentivo l'esigenza che una homepage dovesse contenere delle news raggruppate per giorno, e quando uno se la sentiva poteva scrivere poche righe o immensi paragrafi.

All'epoca il programma prescelto fu Greymatter, il concetto era di automatizzare la creazione delle pagine html inserendo il contenuto tramite interfaccia web, graficizzato secondo una maschera (template) prestabilita.

Era anche il periodo in cui di PHP non conoscevo nulla. Ma esclusivamente alcuni rudimenti su CGI di PERL (upload ascii in cgi-bin, chmod 775 e via).

Dopo venne Movable Type, che pur non essendo software libero, all'epoca era ancora gratuito. Il concetto di ricostruzione del sito in CGI diventava più complesso e laborioso, al punto da richiedere diversi minuti di lavorazione nel caso si cambiasse qualche minima cosa nel layout. Si doveva ricostruire tutte le pagine del sito.

La procedura di ricostruzione completa era lenta e laboriosa, ma garantiva una indicizzazione perfetta nei motori di ricerca per via della generazione vera e propria di files html.

Quindi si pensò di "dinamicizzare" la cosa. Così facendo, si passò ad usare PHP, gli indirizzi URL diventarono inaccessibili e ci volle un po' per ritornare a standard elevati di performance.

PHP4 iniziava ad essere di moda ed anche io iniziai a studiare. Era l'epoca in cui B2 Cafelog creò lo status "trendy" dei blog software.

Lo sviluppo di B2 ad un certo punto si bloccò di punto in bianco e la comunità di pioneri blogger rustici rimase piuttosto spaesata. Nacquero quindi B2evolution, che offriva caratteristiche migliori di B2 e WordPress che inizialmente era semplicemente un editing di B2 piuttosto attraente.

Ovviamente quel che salta all'occhio sono le apparenze. WordPress iniziò quindi la sua scalata delle classifiche di gradimento ma soltanto dalla versione 1.5 divenne tecnicamente realmente appetibile, più di B2evolution (che non ha mai raggiunto livelli di notorietà, pur gestendo i multi blog da anni).

Arriviamo quindi al presente, in cui WordPress si afferma tra i software per blog per le caratteristiche che hanno reso celebre anche Firefox: la presenza di API potenti, la possibilità di personalizzare il software con (oramai migliaia di) plugins, ed una buona documentazione per sviluppatori.

Attualmente credo che WordPress sia oramai arrivato allo status di software maturo che si affaccia quindi alla fase di declino. Per quante novità possano essere inserite, l'architettura è oramai ben definita: blog, links e pagine.

Blog link e pagine oramai al blogger pioniere vanno strette. Ha sempre più spesso la necessità di inviare multimedia, di creare contenuti sempre più particolari.

Installare WordPress con decine di plugin e dover poi mantenere tutto aggiornato, non è proprio il mio passatempo preferito, anche perché non riesco a trovare tempo per scrivere nel blog.

Il blogger pionere quindi ora evolve in una sorta di distributore di contenuti di ogni tipo, ed ha bisogno di un CMS degno della sua elasticità.

Drupal 6 è stato rilasciato in questi mesi e la nuova versione promette bene. Ancora poche settimane per avere l'aggiornamento alla nuova versione di due dei moduli più potenti: CCK e views.

Poi un'altro capitolo della dell'evoluzione dei software per blogger sarà concluso.

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