cazzate
Il mondo si divide in due parti, quelli che mettono gli strappi della carta igienica in alto e quelli che li mettono in basso.
Ti sei mai chiesto in che modo posizionare la carta igienica? Gli strappi devono essere posizionati sopra o sotto?
Probabilmente no, altrimenti non staresti a perdere tempo leggendo questa cazzata, infatti il problema è stato ampiamente discusso ed argomentato, la risposta è apparentemente semplice ma per arrivarci è stato necessario avvalersi di diversi illustri studi e sondaggi socio logistici.
Produrre tanta cacca generalmente è sintomo di buona salute, potete addirittura misurarla sfruttando il metodo Bristol Stool Scale ma successivamente sarete vittime dell’annoso problema.
Assodato che almeno un rotolo di carta igienica d’emergenza debba stazionare stabilmente entro cinquanta centimetri (50cm) dal raggio di azione del prodigioso sedere, in modo posizionare il rotolo?
Su Wikipedia in inglese è presente un trattato scientifico intitolato Toilet paper orientation, “Orientamento della carta igienica” corredato da statistiche sull’uso della carta igienica.
Brevemente possiamo dire che l’interesse comune è quello di posizionarla con lo strappo superiore, a maggior ragione se avete acquistato quella con gli orsetti oppure se siete in una struttura ricettiva che usa carta igienica personalizzata con griffe. Tra l’altro per avvalorare la tesi dello strappo superiore abbiamo proprio a disposizione una lezione di autoapprendimento sul modo in cui posizionare la carta igienica.
Il problema vero e proprio sorge in presenza di bestie pelose moleste, altresì note come cani o peggio, gatti. In questo caso dovreste orientare la carta igienica con lo strappo posizionato nella parte inferiore, in modo da sconfiggere la forza di gravità se il vostro fidato animale domestico dovesse entrare in contatto con l’oggetto rotante.
Chi intendesse liberarsi del problema in modo elegante allora potrebbe prodursi un utilissimo iToilet, derivato dall Apple Mac-mini.
Gentile lettore,
oggi, in compagnia di due aggraziate signorine e un cortese gentiluomo ho avuto il piacere di frequentare l’ennesima sagra di paese. L’ennesima folla brulicante l’ennesima sfacchinata.
L’autocontrollo è alla base del vivere civile, il rispetto per gli altri inizia al confine del rispetto per se stessi. Quella che segue è una lista di osservazioni che i suindicati ed il titolare di codesta pagina web hanno stilato al fine di contribuire alla migliore riuscita di qualsiasi sagra e/o fiera.
Vogliate quindi prendere nota delle seguenti severe norme:
- E’ fatto divieto di accesso a qualsiasi essere umano di altezza inferiore a 150cm indipendentemente dall’età
- E’ fatto assoluto divieto di portare con se nei luoghi della calca animali domestici di piccola taglia ivi compresi cani e gatti
- E’ severamente vietato indicare col dito indice
- E’ estremamente volgare vociare al telefono e/o prodursi in grida e schiamazzi per recuperare astanti perduti
- Limitare al nulla improvvisi e repentini cambi di direzione, aggravati dal fermo della marcia senza apparente motivo
- Mantenere la destra del selciato, in modo da favorire due flussi omogenei di persone che intendono liberamente andare dal lato opposto
- Vietato zigzagare in cerca della cosiddetta bazza, peraltro inesistente
- Le comitive debbono circolare in fila indiana rispettando l’assoluto divieto di tenersi per mano formando catene umane
- E’ vietato leccare gelati di qualsiasi gusto, siano essi sfusi o confezionati. Sono tollerate le palette di colore fluorescente pur sempre mantendo il controllo ed evitare che siano usate come catapulte
- E’ immondo e spregevole pratica appoggiare patatine fritte sulle spalle del cittadino adiacente
- Divieto assoluto di circolazione con oggetti muniti di ruote di qualsiasi taglia. In particolar modo passeggini, biciclette, carrelli. Sono tollerate le carozzine per deambulazione, nei giorni riservati a costoro signori (si introduce il concetto di parasagra alla stregua delle paraolimpiadi)
- Vietati ombrelli, anche chiusi
- Vietato alzare i gomiti al di sopra delle orecchie
- Vietato fare commercio e scambio di oggetti che arrecano intralcio al camminamento dei più
- In fine, è fatto obbligo categorico di dare la precedenza a fotografi e all’occorrenza fermarsi, senza sorridere
Seguendo le precedenti norme il mondo sarà migliore, soprattutto nella calca, soprattutto durante le feste di paese e/o patronali.
Se lor signori visitatori avessero qualcosa da integrare e/o-bbiettare sono invitati a compilare il sottostante modulo di inserimento commento.
Così si è detto. Andate, alle sagre, in pace.
C’è una cosa che bisogna sapere se si visita Roma, la capitale del mondo.
Bisogna imparare ad apprezzare il Supplì, per uno svariato numero di motivi.
Gli indigeni danno per scontato che nello stomaco di ogni persona ci sia sempre posto per il Supplì, mentre invece al di sopra della capitale ciò non avviene; vuoi per ignoranza, vuoi per diverse usanze gastronomiche.
Il Supplì, oltre a possedere una pagina su Wikipedia dedicata, è senza dubbio un ottima via di mezzo tra L’arancino meridionale e la cotoletta nordista, il che lo rende più appetibile, di quanto non lo sia per sua natura.
Il Supplì è un alimento sostenibile, salva in corner alimenti che altrimenti contribuirebbero ad alimentare la catena del rifiuto riciclato.
Il Supplì è scalabile, al contrario dell’Arancino, per il quale non sono disponibili «mezze misure».
Il Supplì è estendibile, la ricetta infatti prevede oltre agli ingredienti di base, estendibilità verso il basso implementando le verdure, estendibilità verso l’alto implementando le carni grasse.
Il Supplì ha una elevata portabilità, il che lo rende ideale per la massimizzazione, sia dei tempi che dei costi del pranzo.
Purtroppo non è possibile abusarne se non a discapito della linea e del colesterolo.
Il consiglio, per chi non sia romanoderoma, è quindi di cibarsi di Supplì almeno una volta durante la propria visita presso la capitale. Cosa che farò presto anche io.
Lascia la tua opinione è un bottone proprio riuscito bene.
Ti fa pensare. Prima di scrivere, ti invita a riflettere e poi subito dopo quasi come un’ordine imperativo: ti indica La Via: lascia la tua opinione!
Liberati della tua opinione, quando discuti, quando porti avanti le tue crociate, quando cerchi di convincere qualcuno, quando vendi.
Allontanarsi dai pregiudizi, dagli stereotipi e dai modelli di pensiero già impostati nel nostro cervello è una attività dispendiosa.
«Alla facciaccia del bicarbonato di sodio» era una vecchia battuta di Totò (il noto comico anni 60).
Questa sera ho ritenuto doveroso scrivere un articolo relativo ad alcuni dei 1000 modi di usare il bicarbonato.
Il modo più utile è senz’altro usarlo per lavare a fondo la frutta e la verdura, purificandola da diserbanti e residui chimici.

















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