Nessuno mi vuole bene!

Un breve riassunto dell'umore odierno, si può tranquillamente riassumere in uno di quei film tragi distruttivi dove scoppia tutto e i protagonisti sopravvivono, ma il primo che muore è sempre il pianista.

  • Moriremo tutti!
  • È l'inizio della fine!
  • Non aprite quella porta!
  • Allontanatevi dalle finestre!
  • Spegnete tutte le luci
  • AAAAAHH!
  • AIUTOOOOOO!
  • Presto di qua!
  • Più svelto!!!
  • Ci sta raggiungendo!
  • Lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo!
  • Sarà il filo rosso?

Ho dimenticato qualcosa?

Storia dei telefoni cellulari, secondo me

Quanti telefoni usi in questo momento? Due tre? Ma soprattutto, quanti telefoni cellulari hai avuto?

  1. Italtel Nibbio Italtel Nibbio: prezzo N/D. Usato.

    Questo telefono era uno dei vecchi Micro-TACS. Il GSM ancora era una novità. Si diceva servisse per non dover mai cambiare scheda/numero/identità dovendo cambiare telefono.

    Il display era composto da due righe di led a cristalli liquidi retro illuminati.Funzionava quindi tramite abbonamento, che all'epoca la Sip suddivideva in Family e Business. I prefissi telefonici per l'utenza privata si riconoscevano dal 0330 mentre quelli dell'utenza affari 0337.

    Ricordo che mi cascò e si aprì in due pezzi. Scoprii che era fatto da due gusci di lega di metallo (alluminio?). Rimontai i gusci tra loro e riaccesi il telefonino. No problem.

    Fine? Conto vendita in un negozio che ora è fallito (non credo che l'abbiano mai venduto ma ricavai uno sconto di 50.000 Lire per acquistare il successivo).

  2. Nokia 6150 Nokia 6150: prezzo 450.000 Lire (?). Nuovo.

    Questo è stato il telefono più longevo ed anche quello di qualità migliore. Era perfettamente hackabile, sia nel display che nelle suonerie. Ha servito la patria per diversi anni, fino a diventare per altri anni il telefono di mia madre. Era piuttosto resistente ed affidabile.

    Fine? È tutt'ora funzionante e me lo tengo stretto, potrebbe tornare utile come modulo GSM per un viva voce o per un server SMS.

  3. Nokia 6210 Nokia 6210: prezzo 800.000 Lire. Nuovo.

    Questo telefono cellulare lo vidi per la prima volta allo SMAU (o al FuturShow?). Costava un'esagerazione ma era l'evoluzione del precedente. Vantava come principale caratteristica il display più ampio e la tastiera più resistente. Inoltre era senza antenna, una innovazione per l'epoca.

    Questo telefono dopo aver servito la patria con onore (86H di volo) ha servito anche mio padre, che lo usava per chiamarmi ogni giorno. Le batterie erano compatibili con il precedente.

    Fine? Deve essegli cascato. L'antenna fa un falso contatto e per farlo funzionare ho dovuto rimuovere la cover.

  4. Nokia 9110i Nokia 9110i: prezzo 150€ (?). Usato.

    Questo telefono lo acquistai da Karlo fu il primo cellulare con tastiera completa QWERTY. Piuttosto ingombrante ma anche resistente, nelle dimensioni era simile al primo Italtel. Però questo fù per anni il top di gamma di casa Nokia. In realtà erano due telefoni in uno, funzionava egregiamente sia chiuso che aperto come viva voce e per scrivere email di cui potevo fare tranquillamente a meno.

    Fine? Rivenduto per 50€ con tutti gli accessori.

  5. Sony Ericsson T610 Sony Ericsson T610: prezzo N/D. Nuovo.

    Per un certo periodo decisi di provare telefoni che non fossero Nokia. Vuoi perché la concorrenza iniziava ad essere agguerrita, vuoi per voglia di cambiare. T610 lo comprai la vigilia di Natale.

    Il 31 dicembre era già tornato in negozio (la garanzia entro 8gg sostituisce i prodotti difettosi). Dopo aver ricevuto un MP3 dal Motorola di Mrs. Robinson si spense e non si accese mai più. Lo riportai immediatamente al negozio i quali mi resero un buono sconto con il quale acquistai un lettore cd mp3 ed il prossimo cellulare.

    Fine? Reso al venditore dopo meno di 8 giorni.

  6. Telit G83Telit G83: prezzo 99€. Nuovo.

    Col buono recuperato dal precedente reso acquistai un cellulare italiano spinto da uno spirito patriottico, da uno stato inverosimile di refrattarietà alla tecnologia e dalla necessità impellente di avere comunque un cellulare con comunicare.Di questo cellulare mi ricordo che i materiali erano piuttosto scadenti (joystick e tastiera erano materiali diversi), il software crashava appena si ricevevano chiamate, al punto che un pomeriggio in cui aspettavo una chiamata importante si bloccò e lo sfrombolai contro l'unica colonna presente nell'ufficio (distanza 5 metri), il cellulare si aprì in due ed ovviamente smise di crashare. Del gesto inconsulto fu partecipe Tinto, il quale chiamerei a testimoniare se capitasse su queste pagine.

    Fine? Spiaccicato su una colonna vittima di un raptus di ira.

  7. Nokia 6600Nokia 6600: prezzo 249€ . Nuovo.

    Questo Nokia lo acquistai alla Coop, in offerta al prezzo più basso della storia. Si trattava infatti di un modello importato dalla Germania. Quando applicai l'aggiornamento software scelsi poi la lingua inglese. Di questo ho almeno una decina di cover acquistate su ebay da questo o quel cinese. Alcune mai usate, alcune molto chic.

    Anche questo, come tutti gli altri Nokia precedenti è un muletto. Anzi una saponetta. Su internet si trovano decine di temi e di applicazioni. Unico difetto, poca memoria per la sua portata. Ma è un difetto risolto sul successivo modello.

    Fine? Da riporre nell'armadio per usi futuri.

  8. Nokia 6630Nokia 6630: prezzo 150€. Usato.

    Questo telefono l'ho acquistato da un amico di Silvia, alla quale ho girato l'altro 6600. Ha il vantaggio che dispone di una fotocamera con risoluzione più alta, riproduce MP3 fedelmente (con auricolari stereo mai usati per giunta), è più maneggevole della saponetta e dispone anche di più memoria.

    Fino all'altro giorno era la mia prima scelta (l'ultimo senza DRM, dopo il 6680 tutti i cellulari nokia Montano il DRM).

    Fine? Ancora in servizio. Attualmente la mia seconda scelta.

  9. Nokia E61iNokia E61i: prezzo 0€. Nuovo.

    Il ciabattone dispone di un display grande il doppio del 6630 e la tastiera completa QWERTY. Diciamo che per le mie sottili ditina da manicure è piuttosto inadeguato, ma considerando la robustezza ed il display si può sorvolare agilmente. Questo l'ho ottenuto a noleggio con l'offerta business della TIM, me lo terrò altri 23 mesi, se durerà due anni.

    È un compromesso tra un cellulare Nokia serie 6xxx e un Communicator. Ce l'ho da poco ed ancora devo provare tutte le funzioni. Mi sono accorto che il tasto "email" (un tasto con l'icona di una busta) mi obbliga ad installare Alice Mail a cui non sono nemmeno iscritto. Credo che quella troia di Alice non si possa rimuovere dal cellulare a meno che non si operi un aggiornamento del firmware (il sistema operativo installato), cosa che immagino sia contraria al contratto firmato. Non credo quindi ci sia soluzione, se conoscete qualche combinazione di tasti ninja, per disinstallare Alice Mail, fatemi sapere.

    Fine? In uso.

I cellulari Nokia sono piuttosto longevi. Il tutto sta nel evitare di farli cadere e comunque attutire gli urti sfruttando le parti mobili del proprio corpo (più di una volta mi son trovato a "stoppare" tipo terzino le cadute accidentali.

È piuttosto utile dotare il cellulare di un robusto laccetto di emergenza. Ma ahimé il E61i non dispone di apposito orefizio.

Prossimamente credo che opterò per uno splendido Communicator e poi per la seconda versione di iPhone. Anche se sul secondo ho i miei dubbi perché nel frattempo anche i cellulari Nokia saranno migliorati di molto e magari sarà facilissimo installare la propria distribuzione GNU preferita.

Nokia E61i Tim

Oggi è finalmente arrivato il cellulare distribuito a noleggio gratuito da Tim alle imprese che sottoscrivevano un contratto telefonico entro i primi mesi dell'anno. Si tratta del Nokia E61i, di cui in molti hanno già scritto e già recensito, di cui non starò ad aggiungere molto.

Si tratta di uno splendido ciabattone con centinaia di funzioni che non credo che userò mai, meno che le email ed il calendario sempre a portata di mano nelle "icone veloci" presenti nella schermata iniziale.

Documentazione gratuita sulle API di Microsoft

Con una conferenza stampa Microsoft ha annunciato quello che loro definiscono una "svolta epocale" verso l'interoperabilità nelle strategie di business notoriamente piuttosto chiuse e monopolistiche.

Entro breve termine prevedono di rilasciare gratuitamente alla comunità di sviluppatori (MSDN) tutta la documentazione delle API dei prodotti largamente diffusi, in particolare Office2007, in modo da garantire il massimo della trasparenza ai produttori di software di terze parti.

Proprio come Google prima, e Yahoo poi e vista oramai la inesorabile tendenza di massa a creare API per qualsiasi software per allungarne la longevità, anche Microsoft ha deciso di aprirsi agli sviluppatori, ammettendo in un certo modo inconscio di volersi aprire verso l'utente finale.

Nella conferenza si è parlato anche dell'open source (ma mai del software libero), in particolare è stato fatto esplicito che in Microsoft non intendono minimamente rinunciare ai brevetti software acquisiti e che soltanto i brevetti coinvolti nel progetto di interoperabilità (quelli collegati all'uso delle API) non saranno minimamente fonte di grattacapi per la comunità open source in quanto la licenza d'uso dei brevetti sarà rilasciata gratuitamente a chi li sfrutterà in modo non commerciale.

Al contrario si è fatto notare che i progetti software commerciali dovranno procurarsi le relative licenze d'uso dei brevetti incriminati, come già hanno fatto grandi nomi citati: Novell e Turbo Linux.

In particolare mi ha colpito la frase di Ballmer:

STEVE BALLMER: Patents will be, not freely, will be available.

Già durante un acceso dialogo avvenuto l'anno scorso durante la cena del phpDay2007 con Pietro Brambati, egli m'aveva accennato dell'inversione di tendenza strategica di Microsoft, allora ero piuttosto scettico, e ad oggi lo sono ancora.

Scrivere software libero, o anche solo open source è piuttosto diverso di che scrivere la documentazione per le proprie API e renderla gratuita.

Anche se si tratta di un piccolo passo per avvicinarsi alla comunità di sviluppatori, doveroso per rimanere al passo con la concorrenza (che proprio non ne vuol sapere di essere fagocitata, vedi acquisizione mancata di Yahoo); l'avvicinamento è rivolto solo alla propria comunità, non di certo a quella internazionale del software libero che per'altro non è stata nemmeno citata durante la conferenza (Ballmer è uno dei più accaniti avversari del software libero).

Avremmo modo di approfondire l'argomento la settimana prossima alla presentazione di Windows Server 2008. Fullo ed io saremo presenti allo spettacolo in qualità di rappresentanti della comunità Free Software, naturalmente le consulenze saranno available, not freely but available... Okkiolino

L’evoluzione dei software per blog

Prima di conoscere Silvia non sapevo nemmeno cosa fossero i blog, anche se inconsciamente già ne avevo uno. All'epoca sentivo l'esigenza che una homepage dovesse contenere delle news raggruppate per giorno, e quando uno se la sentiva poteva scrivere poche righe o immensi paragrafi.

All'epoca il programma prescelto fu Greymatter, il concetto era di automatizzare la creazione delle pagine html inserendo il contenuto tramite interfaccia web, graficizzato secondo una maschera (template) prestabilita.

Era anche il periodo in cui di PHP non conoscevo nulla. Ma esclusivamente alcuni rudimenti su CGI di PERL (upload ascii in cgi-bin, chmod 775 e via).

Dopo venne Movable Type, che pur non essendo software libero, all'epoca era ancora gratuito. Il concetto di ricostruzione del sito in CGI diventava più complesso e laborioso, al punto da richiedere diversi minuti di lavorazione nel caso si cambiasse qualche minima cosa nel layout. Si doveva ricostruire tutte le pagine del sito.

La procedura di ricostruzione completa era lenta e laboriosa, ma garantiva una indicizzazione perfetta nei motori di ricerca per via della generazione vera e propria di files html.

Quindi si pensò di "dinamicizzare" la cosa. Così facendo, si passò ad usare PHP, gli indirizzi URL diventarono inaccessibili e ci volle un po' per ritornare a standard elevati di performance.

PHP4 iniziava ad essere di moda ed anche io iniziai a studiare. Era l'epoca in cui B2 Cafelog creò lo status "trendy" dei blog software.

Lo sviluppo di B2 ad un certo punto si bloccò di punto in bianco e la comunità di pioneri blogger rustici rimase piuttosto spaesata. Nacquero quindi B2evolution, che offriva caratteristiche migliori di B2 e WordPress che inizialmente era semplicemente un editing di B2 piuttosto attraente.

Ovviamente quel che salta all'occhio sono le apparenze. WordPress iniziò quindi la sua scalata delle classifiche di gradimento ma soltanto dalla versione 1.5 divenne tecnicamente realmente appetibile, più di B2evolution (che non ha mai raggiunto livelli di notorietà, pur gestendo i multi blog da anni).

Arriviamo quindi al presente, in cui WordPress si afferma tra i software per blog per le caratteristiche che hanno reso celebre anche Firefox: la presenza di API potenti, la possibilità di personalizzare il software con (oramai migliaia di) plugins, ed una buona documentazione per sviluppatori.

Attualmente credo che WordPress sia oramai arrivato allo status di software maturo che si affaccia quindi alla fase di declino. Per quante novità possano essere inserite, l'architettura è oramai ben definita: blog, links e pagine.

Blog link e pagine oramai al blogger pioniere vanno strette. Ha sempre più spesso la necessità di inviare multimedia, di creare contenuti sempre più particolari.

Installare WordPress con decine di plugin e dover poi mantenere tutto aggiornato, non è proprio il mio passatempo preferito, anche perché non riesco a trovare tempo per scrivere nel blog.

Il blogger pionere quindi ora evolve in una sorta di distributore di contenuti di ogni tipo, ed ha bisogno di un CMS degno della sua elasticità.

Drupal 6 è stato rilasciato in questi mesi e la nuova versione promette bene. Ancora poche settimane per avere l'aggiornamento alla nuova versione di due dei moduli più potenti: CCK e views.

Poi un'altro capitolo della dell'evoluzione dei software per blogger sarà concluso.

Aggiornamento della ADSL di Tiscali a 8 mega

Da poco meno di un anno sono abbonato alla adsl flat pìù economica offerta da Tiscali. Ieri ho telefonato al call center 130 chiedendo se fosse possibile aderire all'offerta 8 mega che scade il 21 febbraio.

Nessun problema, basta dire il proprio codice fiscale ed identificativo cliente e la procedura viene attivata. Stesso prezzo senza disconnessione prolungata, oserei dire: giusto il tempo di cambiare plug nel dslam.

Breve guida a Bazaar versioning system dei siti su DreamHost

Dicevo nei precedenti articoli di come sia facile gestire i progetti sotto sistema di versioning Bazaar, al contrario di SVN che tra l'altro inserisce una directory nascosta all'interno dei nostri file e ci obbliga ad "esportare" il prodotto finito.

La comodità di usare Bazaar su DreamHost è che si possono mettere i propri siti all'interno del sistema di versioning ed averli sempre (quasi in diretta) aggiornati, dopo aver testato gli update in locale sul proprio PC (lamp/wamp).

Prima di tutto occorre identificarsi: bzr whoami
bzr whoami "Tassoman "

Una volta identificati si può creare una repository: bzr init

La repository viene creata nella home directory dell'utente dreamhost, la quale contiene le root di ogni sito. Quindi per tenere sotto controllo un sito: bzr add 2nd-ld.tld

Per confermare le azioni si committa come su svn: bzr commit -m "Second Level Domain at Top Level Domain added into versioning system"

Ora abbiamo una copia del nostro sito in produzione. Per averne una copia locale bisogna fare il checkout sul proprio PC: bzr checkout sftp://2nd-ld.tld/home/username

Il sito produttivo sarà scaricato in locale, sulla directory prescelta potremo configurare un server di sviluppo locale e testare le nostre modifiche che saranno poi inviate tramite commit.

touch test.txt
bzr add test.txt
bzr commit

Una volta che gli aggiornamenti al sito locale saranno completati, potremo importare le modifiche facendo update sulla console remota dell'hosting:

ssh 2nd-ld.tld
Password:
bzr update

Ricordate, così facendo il DB non viene aggiornato e rimane fuori dal sistema di versioning. Per tenerlo all'interno del sistema si dovrà prevedere il dump del database.

La documentazione di Bazaar è piuttosto chiara anche se disponibile soltanto in inglese. Vi consiglio: Bazaar in five minutes oppure Bazaar Switching per chi già usa altri sistemi di versioning.

Come installare Bazaar su un hosting con console remota SSH tipo DreamHost

Se si dispone di un hosting in cui è stato installato e reso disponibile python2.4 si può procedere all'installazione del sistema di versioning Bazaar (BZR).

Il sistema distribuito di versioni Bazaar è disponibile per qualsiasi sistema operativo tra i più diffusi: Linux, Mac, ed anche Windows.

Se non si dispone di un hosting con console remota, si può chiedere un preventivo a Bologna Informatica, offre hosting professionale per le piccole e medie imprese. Oppure registrarsi su DreamHost approfittando dello sconto offerto dal codice invito: BOINFO07

Prendiamo come esempio DreamHost come sistema di hosting. Ma credo che un qualsiasi altro hosting con console SSH possa andare bene.

  1. Prima di tutto è necessario preparare l'ambiente creando le directory utente necessarie:

    cd
    mkdir bin
    mkdir lib
    mkdir lib/python
    mkdir man

  2. In secondo luogo è necessario istruire la console remota ad utilizzare le proprie directory utente con priorità su quelle di sistema:
    nano -w ~/.bash_profile
    nel file ~/.bash_profile vanno inserite le seguenti variabili. export PATH=$HOME/bin:$PATH
    export MANPATH=$HOME/man:/usr/share/man
    export PYTHONPATH=$HOME/lib/python:/usr/lib/python2.4:/usr/local/lib/python2.4:/usr/include/python2.4

    Su DreamHost $PYTHONPATH e $MANPATH non sono definite quindi vanno forzate. Per sapere se le vostre variabili sono già definite: echo $PYTHONPATH

    Nel caso in cui siano già definite, è meglio riprenderle ed inserire il valore a quelle esistenti come ho fatto in $PATH che appunto era già definita.

  3. Dopo aver controllato che tutte le variabili siano di sistema, bisogna crearsi un link simbolico che punta esplicitamente a python2.4 perché su DreamHost di default è installato python2.3.
    cd ~/bin
    ln -s /usr/bin/python2.4 python

    Per controllare la versione di python: python -V
  4. Se i percorsi sono corretti e le variabili configurate a dovere dovreste avere la versione 2.4.x. Lanciate python e provate ad includere qualche modulo default per essere certi che tutto funziona
  5. Se tutto funziona allora è possibile scaricare le librerie necessarie per usare Bazaar tramite SFTP (ssh):

    Scaricare i sorgenti delle librerie in una directory di appoggio. Estrarre i files usando tar zxf. Il comando per installare la libreria è il seguente: cd pylibrary-0.1.2
    python setup.py install --home=$HOME

    Le librerie saranno compilate ed installate nella home directory: /home/username/lib/python. Per accertarsi che siano correttamente caricate: python -c "import Crypto"
    python -c "import paramiko"
    python -c "import cElementTree"

    Se non si verificano messaggi di errore tutto funziona correttamente. Se il messaggio di errore segnala la mancanza della libreria, controllate che la variabile $PYTHONPATH sia corretta.

    Per ripetere l'installazione dei moduli python: rm -rf ~/lib/python/* Per ogni libreria inviare il comando: python setup.py clean

  6. A questo punto rimane da installare BZR, effettuate il download dei sorgenti di Bazaar nella directory di appoggio, ed inviate il comando di installazione. Potrebbe mancare il modulo Pyrex, nel caso installate anche quello.
  7. Test finale: cd
    bzr help
    Se ricevete il riepilogo dei comandi, tutto funziona correttamente. Se ricevete qualche messaggio di errore che reclama librerie... Le variabili Path non sono corrette.

Buon divertimento con Bazaar! Nel prossimo articolo vi scrivo come usarlo brevemente dopo di che... DIY!

Bazaar: software per gestire il controllo di versione distribuito

Bazaar (bzr) è un recente distributed versioning system sviluppato da Canonical per lo sviluppo del codice sorgente di Ubuntu.

Tra le caratteristiche che lo differenziano dal famoso Subversion (SVN) che a sua volta ha soppiantato Concurrent Versions System (CVS) ci sono: la facilità di installazione e manutenzione delle "repository", possibilità di gestire versioning non centralizzati e la leggerezza dei programmi scritti in Python.

Come sviluppatore autonomo ho preferito usare BZR per gestire i miei repository in modo da trovarmi su ogni mio PC il lavoro che non avevo concluso su un altro come mio solito.

Con poche operazioni è possibile installare Bazaar sulla maggiorparte degli hosting che permettono di avere un terminale remoto SSH. Come gli hosting professionali offerti da Bologna Informatica. Ma questa questione tecnica l'affronteremo nel prossimo articolo.

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