Lo scorso week-end ho fatto vita mondana. Più precisamente sociale.
Durante i tre mesi in crisi di astinenza da internet, mi sono lasciato trascinare dalla moda del reality, dopo essermeli passati tutti in rassegna pensavo di aver provato il massimo del brivido televisivo, invece scopro che la febbre per il telefilm impazza nelle case della massa.
Proprio venerdì sera sono stato redarguito perché inconsapevole dell'esistenza di titoli come "Lost", "Il mio nome è Earl" che entrano a far parte del patrimonio etere italiano.
La moda del telefilm americano non è sopita. Sono vent'anni che ci rubano mezz'ora alla volta della nostra vita (vi rubano) con telefilm sempre più attraenti; adesso vengo a scoprire che il bello dei telefilm moderni è che la trama si dipana per decine di puntate.
Mostri, nemici, amici, criminali delle puntate precedenti tornano per vendicarsi con il solo scopo di tenerci incollati per mesi alla tele, insinuando nelle teste più o meno inconsciamente ore ed ore di pubblicità.
Fortunatamente internet, che aiuta il mondo distribuendo conoscenza, aiuta anche la televisione ma purtroppo distribuendo materiale protetto da copyright.
Dal preziosissimo calderone globale si possono infatti ottenere tramite circuiti P2P le intere serie dei telefilm preferiti, decine di puntate senza pubblicità ed eventualmente per i più maniaci, l'ultima puntata trasmessa negli Stati Uniti "proprio ieri", già sottotitolata.
Incredibile. Ecco spiegato il perché del susseguirsi frenetico di telefilm dedicati a: poliziotti, pompieri, carabinieri, infermieri, ladri, dispersi, eccetera.
Anche se non sono riuscito a convincere la platea di increduli visionatori folli di telefilm raccolti in DVD, almeno voi credeteci: il mio massimo son state alcune puntate di CSI, che non è un partito politico ma una squadra investigativa (vabe ve lo sto anche a spiegare
).
Il mondo è bello fuori dalla televisione. Ed è su internet.