Knoppix sbarca su Mac Intel

Dopo i pionieri di Gentoo, anche Knoppix conquista il Mac Intel.

Questa volta si tratta non di una distribuzione mirata alla configurazione estrema, ma alla capostipite delle distribuzioni "Live", quelle che si masterizzano e partono da CD/DVD senza dover installare / formattare il computer ospite.

WengoPhone l’estensione VoIP per Firefox

OpenWengo presenta una estensione VoIP per Firefox che permette di sfruttare lo standard SIP, piuttosto che protocolli proprietari sonosciuti come fa Skype.

I dieci lettori mp3 più strani del mondo

Ultimamente sono un po' più grave e ipocondriaco tecnologico del solito.

Per stemperare allora vi propongo l'elenco dei dieci lettori MP3 più strani del mondo.

Riservatezza e sicurezza, una questione privata.

Dopo gli avvenimenti accaduti ai siti che ritrasmettevano le partite di calcio online, il parlamento a camere sciolte ha approvato con iter d'urgenza, e senza che l'opinione pubblica assuefatta dalla campagna elettorale abbia potuto accorgersene, una direttiva del parlamento europeo. Tradotta in maniera errata, ed applicata misteriosamente in maniera ambigua alla proprietà intellettuale piuttosto che alla proprietà industriale (marchi e brevetti).

Premesso che ai commercanti è stata concessa anche la detenzione di armi all'interno del locale commerciale, e che usarle per evitare minacce criminali non comporti reato, implicitamente lo stato ci esorta a difendere in prima persona due diritti estremamente importanti: sicurezza e riservatezza.

Per quanto riguarda l'uso delle armi, purtroppo (almeno per ora) non posso essere d'aiuto. Ma sicuramente qualche ricerca su Google potrà sopperire a questa mancanza.

Per quanto riguarda invece l'anonimato online, ed il diritto alla riservatezza invece posso consigliare a tutti di usare semplici strumenti di crittografia per comunicare con i net interlocutori, ed un proxy per rendere anonima la navigazione nel WWW.

GnuPG e TOR sono i due software liberi a cui mi riferisco. Il primo permette di crittografare qualsiasi file, (anche le email sono dei file) per evitare che i dati memorizzati non finiscano sotto occhi indesiderati.

Il secondo permette di sfruttare una rete di proxy anonimi per la navigazione. Strumenti che sarà possibile utilizzare fino a quando un'altra legge non lo vieterà, cosa che accadrà quando la Cina sarà la potenza economica più potente del mondo.

Sfruttare la navigazione anonima sarà utile nei casi in cui, il governo deciderà per noi, censurando contenuti ritenuti non di dominio pubblico.

Linux Gentoo su Apple Intel

A meno di un mese di distanza dalla distribuzione dei nuovi PC Apple Intel, il software libero è già approdato sulla nuova piattaforma hardware.

Un hacker autonomo prima ancora della RedHat, è riuscito ad installare GNU/Linux Gentoo su Apple Intel, completando l'avvio del sistema.

Appuntamento nel weekend per la divulgazione della documentazione. Nel frattempo attendiamo gli altri esploratori conquistatori del "nuovo mondo".

Perché non installare Windows 2003 SBS

Nel messaggio precedente denunciavo come Microsoft aggredisce la concorrenza, a maggior ragione se si tratta di open source.

In questo messaggio voglio mettere a confronto due sistemi operativi in modo che sia facile capire come Microsoft ancora una volta (dopo aver copiato il sistema GUI da Apple, ed altri eventi) copia le cose fatte da altri e le spaccia come innovazioni tecnologiche che in realtà non sono, chiedendo di pagare tanti soldi per ottenere software che in realtà è inutile. Perché c'è già, e perché quello già esistente è open e migliore.

La premessa da fare è che la presentazione di Windows 2003 SBS a cui ho assistito ieri, era incentrata sul fatto che tale software proprietario sia vendibile alle piccole medie imprese come strumento di migrazione da un sistema di rete intranet primordiale P2P, a sistema centralizzato all in one, con il vantaggio di poter proporre (è un consiglio esplicito che è stato dato dal relatore) ai piccoli imprenditori una centralizzazione progressiva dei servizi, nonostante siano essi tutti inglobati in un unico sistema operativo e, guardacaso la licenza vieta che i servizi siano installati su macchine diverse devono stare tutti sulla stessa macchina.

Questo significa che ad una piccola media impresa viene richiesto di acquistare un computer aggiuntivo (ad esempio questo ingrato compito di diventare server non può essere svolto da due vecchi pc che si dividono i carichi), fiammante, con questo famigerato software. Tra i cui compiti ci sono anche essere firewall.

Potete già immaginare che fine faccia il concetto di sicurezza, ma non è tutto. Il concetto di base è che questo server debba poter essere gestibile anche senza la presenza di un amministratore di sistema, altro calcio alla sicurezza.

Possiede quindi strumenti facilitati (wizard per qualsiasi cosa, e pannelli che chiamano widgets) in modo che lo smanettatore della piccola impresa possa mettere a repentaglio l'integrità di tutta la posta dell'impresa, dei files condivisi, e dei backup... con un click, o una serie di click.

Possiede diversi strumenti per il recupero dei dati cancellati "volontariamente o accidentalmente" (è retorica, son comunque dati cancellati) e ancora diversi sistemi per le connessioni mobile. Ovvero minisiti web di gestione da remoto.

Per farla breve cmq è possibile leggersi la pagina con le caratteristiche direttamente dal sito del produttore.

Per fare davvero il proprio interesse bisogna vedere il problema (centralizzazione LAN) dal punto di vista della piccola media impresa, che è il target di riferimento della soluzione server.

Installare un server è il modo con cui risolvere il problema. Avremmo potuto metterci 10 persone di colore che costruivano fogli di papiro e li portavano da un impiegato ad un altro se ci fosse capitato lo stesso problema 200 anni fa, ed avremmo comunque trovato una soluzione. Ma siamo nel 2006 e bisogna essere consapevoli delle potenzialità offerte dal software libero che in questo caso non è una alternativa a Windows, ma è lo standard de facto.

È sbagliato concepire un server per una piccola media impresa gestibile dallo smanettone della stessa. È sbagliato concepire un server che sia allo stesso momento firewall, e soprattutto che si affacci su internet contenendo tutti i nostri dati centralizzati.

Ora mi chiedo come mai Microsoft cerca di sovvertire le più basilari regole di amministrazione di rete? La risposta è piuttosto semplice, vendere licenze (ricatti).

Quindi installare un server Windows, non ha più come scopo centralizzare i dati, la soluzione al problema della piccola impresa, ma vendere licenze di Windows che è la soluzione ad un problema diametralmente opposto, di cui tra l'altro c'importa 'na sega.

Torniamo nei panni della piccola impresa che vuole centralizzare i propri dati. Si rivolge all'installatore, il quale propone software che a sua volta deve acquistare e rivendere. Naturalmente il povero installatore è vittima di una concorrenza spietatissima (dettata da queste regole di mercato) e deve comunque tirare a campare, quindi il risultato è un ricarico sul software inutile e già costoso di per se.

Moltiplicazione della spesa per la piccola impresa, moltiplicazione dei rischi connessi alla gestione e manutenzione (ricordate lo smanettone che può accedere ad un server di backup connesso ad internet).

Sembra uno scenario apocalittico, infatti lo è per davvero. È la realtà. Per fortuna, se soltanto ci fermiamo ed usiamo un briciolo di buon senso, è possibile leggere il post successivo, nel quale spiego come risolvere il problema usando software libero che è nato per fare queste cose.

Presentazione di Windows 2003 Server Small Business

Sono appena tornato da un seminario di due ore firmato Microsoft.

Il relatore si è prodigato per due ore a spiegare come sia facile installare e migrare ad un nuovo fiammante Windows Server 2003. A fare vedere con quale facilità sia possibile condividere ed eventualmente recuperare i dati e tanti amenicoli e gingilli vari.

Sono stato zitto e tranquillo per tutte le due ore, poi quando alla fine ha chiesto: "Ci sono domande?"

Sono intervenuto: partendo dal presupposto che tutte queste cose che ci ha spiegato si fanno da anni con sistemi operativi liberi, che vantaggi ci sono per le piccole imprese ad acquistare costose licenze per usare Windows 2003 Server?

Silenzio di gelo in sala. Il relatore Microsoft ha iniziato ad affermare che la grande differenza è il supporto d'assistenza, che invece GNU/Linux non ha (cosa non vera tra l'altro).

Insomma alla fine c'era un misto di panico generale, lui che non sapeva più come rispondere ed ha iniziato a denigrare GNU/Linux affermando oscenità del tipo che per installare una scheda wireless si dovesse ricompilare il kernel.

Alcuni si chiedevano cosa fosse il software libero, altri che mi spronavano a proseguire la mia argomentazione mentre invece il relatore tentava in tutti i modi di azzittirmi, di confodermi e di farsi ascoltare.

Forse c'è riuscito, perché è la mia prima esperienza come boicottatore dell'indottrinamento Microsoft, e non me la aspettavo una aggressione psico-verbale di questo tipo. Io ho fatto una banalissima domanda che mi ha macinato in testa per due ore.

Comunque il risultato è che Microsoft ha trovato un nuovo modo non per vendere una sola licenza, ma cinque, venti licenze alla volta, una per il server e il resto per tutti i client connessi.

La gente abboccava come pesci, quando poi ho detto "beh risparmiando sull'investimento delle licenze, uno può ricavare un margine maggiore vendendo l'assistenza" il tipo proprio non c'ha più visto, avrebbe voluto menarmi...

Avrei voluto arrivare e distribuire ad ogni astante una copia di Ubuntu GNU/Linux copiata, ma il fatto è che non sono di certo Stallman, non è che mi metto lì a fare la crociata.

Oramai la frittata è fatta. Come ha detto uno dei commercianti presenti: "una volta che ci si fa incastrare, non se ne esce più fuori".

Un po' come il canone della rai oserei dire. Infatti il metodo intimidatorio è pressapoco lo stesso.

Gmail hosting per il tuo dominio

Google ha lanciato la beta di Gmail for your domain.

Se gestisci una community e vuoi dotare tutti i tuoi utenti di una casella email super capiente (2Gb) fai richiesta a google.

Il servizio è valido per tutti gli iscritti a Gmail che è un servizio ad inviti. Se non avete ancora Gmail lasciate un commento e vi manderò l'invito.

Attenzione però, non dimenticate che google regala un bel servizio, ma in cambio fornisce pubblicità mirata leggendo le parole contenute nelle vostre email tramite particolari algoritmi automatizzati.

Il mondo del lavoro

Due vecchi amici si incontrano dopo tanto tempo. Dopo un festoso abbraccio e i convenevoli di rito, uno chiede all'altro:

"Senti, ma sei ancora vicepresidente di quella grossa ditta?"

"Si, certo, perché?"

"Ecco, vedi, mio figlio si è appena diplomato e vorrei che si forgiasse e cominciasse a guadagnarsi qualche soldino. Te lo raccomando, vedi che puoi fare."

"Beh... Potrei farlo entrare come Consigliere di amministrazione, non deve sapere nulla di particolare; basta che sia presente quando lo chiamo e dica un paio di cazzate. 10.000€ mensili più le spese. Andrebbe bene?"

"Uhm... non so... Troppi soldi, e un posto troppo elevato. Non avresti
qualcosa di più semplice, per cominciare?"

"Revisore dei conti! Deve solo trovare errori ai rapporti che gli passano e qualche altra stupidaggine. 7.000 Euro mensili più vitto."

"Sei matto? Qualcosa di più umile. Sta appena iniziando"

"Uhm... Vediamo... Direttore! Un paio di ordini al giorno e rompere il cazzo ai dipendenti. 4.000€ mensili più viaggi."

"No, no, troppo troppo..."

"Allora Project Manager: 2.500€ mensili e non deve fare assolutamente niente: dare quello che gli chiedono e passare le carte che gli arrivano."

"Ma non c'è niente di più basico, un gradino più basso da cui iniziare la gavetta?"

"Beh, l'unico posto che resta è quello dell'impiegato, dell'assistente amministrativo o del programmatore. Deve maneggiare con attenzione molta documentazione tecnica o finanziaria, lottare con i capi, coi Project Manager, i direttori, gli altri impiegati e a volte anche con gli operai. Deve fermarsi oltre l'orario senza che gli vengano pagati straordinari e lavorare come un mulo in modo che i suoi capi possano poi vantarsi dei risultati raggiunti. 1.000€ mensili e lavorare duro da 8 a 12 ore giornaliere".

"Ecco, si, questa sarebbe una gavetta adatta per mio figlio!"

"Impossibile. Mi dispiace. Deve essere laureato, avere un master e avere già molta esperienza."

Mouse Verticale la nuova moda

Vertical Mouse 2 Il mouse verticale è la nuova trovata per evitare la sindrome da tunnel carpale.

In pratica è un mouse ribaltato a 90° che costa il quadruplo di quelli normali.

Rappresaglia IBM nei confronti di Apple

Si vocifera che Apple abbia commesso un passo falso nel cambiare architettura per le proprie CPU.

Da quando infatti sono stati proposti sul mercato i nuovi prodotti Mac Intel, la IBM se ne è uscita con il processore Power G6 ed inoltre ha annunciato una nuova tecnologia che permetterà di spingere i microprocessori fino a frequenze di 5 GHz.

Personalmente non ho ceduto alla tentazione di acquistare subito il MacBook. Principalmente perché attualmente non posso permettermelo, inoltre perché ancora non è chiaro come il bootloader elilo possa interagire con il sistema EFI introdotto nei nuovi portatili.

A marzo usciranno gli iBook con monitor a 12", inoltre ci sarà anche il mio compleanno. La vedo brutta... Rolleyes

Olympic Rights Management

Come segnala questo articolo, è completamente vietato esporre anche solamente i 5 cerchi olimpici in pubblico, sia ai commercianti che ai privati.

Infatti i diritti sono stati riservati soltanto agli sponsor, ovvero le multinazionali mondiali.

Perché non basta vietare di esporre loghi e merchandising non autorizzati relativi al logo Torino 2006, ma estendere il divieto a tutti, e per giunta al simbolo olimpico dei 5 cerchi che dovrebbe essere di dominio pubblico? Non si sa. Ma le multinazionali hanno già pagato, quindi le istituzioni sono assoggettate al dovere di non mancare al contratto.

La stessa cosa accade per il DRM, la gestione digitale dei diritti. Il dispositivo che impedisce agli apparecchi elettronici di ultima generazione di riprodurre alcuni tipi di files non permessi (da chi l'ha costruito, non da chi lo possiede).

Il produttore investe per costruire un nuovo dispositivo e decide a quali files puoi accedere. Il consumatore acquista il dispositivo, di cui può fare qualsiasi uso perché è diventato di sua proprià, eccetto reverse engeneering, per aggirare la funzione DRM, non segnalata adeguatamente all'atto di acquisto.

Il produttore allestisce un servizio di blog, quindi ottiene il diritto di possedere i contenuti che vengono immessi. Allo stesso tempo declina ogni responsabilità per quanto riguarda i contenuti diffamatori, o lesivi.

Insomma siamo in una fase di transizione, si tratta di una transizione lunghissima che potrà durare anche decine di anni, e ci porterà al consumo esclusivo di servizi. La proprietà privata non esisterà più, tantomeno la privacy. Una sorta di comunismo rivisitato.

Qualche diritto riservato (tutti)

BicoccaNET, un portale di informatici dell'università Milano Bicocca segnala che accettando le condizioni d'uso del servizio blog Microsoft spaces, tutti gli utenti che pubblicano gli affari loro, tipo le foto del compleanno, il racconto di cosa abbiano fatto oggi etc... Perdono qualsiasi diritto sul "materiale", in sostanza qualsiasi cosa pubblicata diventa di proprietà Microsoft.

Al contrario invece, se pubblicate il vostro blog su un sito personale, potrete usare la licenza creative commons che è stata creata in base alla GPL della Free Software Fondation

Un bel parcheggio.

Questo sì che è un parcheggio fatto bene!

Email certificata, email raccomandata

Il caro Martin, mi segnala un articolo comparso su Repubblica, che spiega ai "vessati dallo spam" una innovazione tecnologica senza precedenti, in cui l'Italia eccelle come primatista.

La posta elettronica certificata, o meglio... raccomandata!

Il decreto, ha spiegato il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca, "disciplina l'utilizzo della posta elettronica certificata non solo nei rapporti che cittadini ed imprese intrattengono con la pubblica amministrazione, ma anche nelle relazioni tra uffici pubblici, come pure tra privati". "Il provvedimento - ha aggiunto - è un atto di modernità e siamo tra i primi paesi al mondo ad aver varato una simile disposizione".

Per forza! All'estero chi sarebbe così scellerato da approvare una legge che regolamenti lo 0.1% delle email spedite in tutto il paese?

Ma non è finita, perché si tratta di posta raccomandata? È presto detto nelle prossime righe.

"La posta elettronica certificata - ha commentato ancora soddisfatto Stanca - è una grossa innovazione perché l'e-mail è sempre più diffusa [...]". Ovviamente non avranno valore legale le "semplici" mail ma solo quelle certificate da uno speciale software e da speciali gestori. "Il servizio - ha spiegato ancora Stanca - sarà acquistabile sul mercato e fornito da operatori qualificati e certificati".

Ecco che sorgono i primi dubbi: Chi certifica che il software non sia stato manomesso? -_-'

Per esserne completamente certi, che rimanga intonso, sarebbe necessario che si trattasse di software libero, a sorgente aperto. Ma come è facile presumere, ci stiamo sbagliando.

Ovviamente sarà software proprietario, costruito dalle imprese certificate, le quali avranno già da tempo fatto il diavolo a quattro per accaparrarsi "i diritti" di distribuzione del servizio.

Il decreto regolamenta i due momenti fondamentali nella trasmissione dei documenti informatici: l'invio e la ricezione. "Certificare" queste fasi significa che il mittente riceve dal proprio gestore di posta una ricevuta che costituisce prova legale dell'avvenuta spedizione del messaggio e dell'eventuale allegata documentazione. Allo stesso modo, quando il messaggio perviene al destinatario, il suo gestore di posta invia al mittente la ricevuta di avvenuta (o mancata) consegna, con l'indicazione di data ed orario, a prescindere dalla apertura del messaggio.

Wow! Che innovazione... Ma non è da oltre quindici anni che funziona così? ghghgh

Forse i messaggi d'errore inviati dal Mailer-Daemon sono spam scritto in una lingua blasfema incomprensibile (inglese), redatti da un adulatore di satana (daemon)!

Il problema è che non possiamo saperlo, perché non ci siamo mai presi la briga di leggerli, o tradurli. Solo cestinarli. Quindi non possiamo sapere che i server di posta, se non riescono a spedire la mail, rispondono già da più di dieci anni con un messaggio di errore.

Inoltre ammettendo che la posta certificata arrivi a destinazione dopo aver pagato una cifra aggiuntiva per fare la stessa cosa che fanno le email normali (anche gratuitamente). Non sapremo mai se il destinatario ha letto il nostro messaggio. Ehi ma è la stessa cosa che succede adesso! EEK!

Quanto ai rischi che importanti comunicazioni possano andare perdute per colpa dei virus informatici, Stanca ha assicurato che verrà creato un doppio filtro da parte dei gestori (del mittente e del destinatario), obbligandoli a bloccare l'invio e la ricezione in caso di presenza di virus e a segnalarlo al mittente.

Ormai credo che qualsiasi amministratore di rete assennato abbi il dovere di installare sempre un antivirus ed un antispam su qualsiasi server di posta.

Forse do per scontate troppe cose, come ad esempio che qualche ISP privilegiato con amicizie politiche sia stato ben raccomandato.

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