Ci sono voluti 5-6 anni, ma finalmente gli standard web sono una realtà. Sono standard.
Il 27 agosto è stata rilasciata la versione Beta2 di Internet Explorer versione 8. Si tratta della versione dimostrativa disponibile gratuitamente al pubblico (non solo agli sviluppatori).
Microsoft è stata l'ultima grande impresa produttrice di software che ha "ceduto" all'evidenza: milioni di sviluppatori web e web designer da almeno cinque anni hanno iniziato ad adottare una strategia unificata quanto più misurabile in termini di qualità e caratteristiche dei siti internet.
Questo grazie agli sforzi fatti dal WebStandards Project, la coalizione organizzata che ha permesso tutto questo.
Microsoft quindi, vuoi per la pressione esercitata dalla concorrenza (Apple per il sistema operativo, Mozilla per il browser, OpenOffice per l'ufficio), come promesso sta cercando di scendere su un piano "misurabile" con la concorrenza, l'operazione è paragonabile all'adozione del software libero nella pubblica amministrazione (altro fattore che sta contribuendo alla trasformazione).
Dal 2012 la comunità europea intende aver completato la migrazione verso il codice opensource nelle pubbliche amministrazioni europee.
Si tratta di un cammino lento e graduale ma inesorabile: in linea di massima la tendenza è quella di adottare protocolli, standards comuni e quando possibile anche il software libero.
Tornando a IE8 e gli standards web, vi segnalo che Pietro Brambati sta pubblicando molte notizie interessanti sul suo blog. Sia per sviluppatori, sia per chi è soltanto interessato all'argomento.
Personalmente ritengo che IE8 non introduca delle grandi novità tecniche, perché in linea di massima e tranne per un paio di eccezioni si tratta di caratteristiche già viste sui prodotti della concorrenza, bensì la novità sta nel fatto che per la realizzazione di IE8 i tempi si siano notevolmente ristretti (circa un anno rispetto alla versione precedente), ma soprattutto che gli sviluppatori siano stati "aiutati" dal team dei WebStandards.
