Siamo nella merda Mr Brown

Submitted by tassoman on Gio, 21/08/2008 - 03:16

La missione era semplice, cena, saluti, partenza. Un gioco da ragazzi, se non fosse stato per quella chiavica (per quanto beveva) di Mr Brown.

La mattina seguente i cinque comunque salparono in orario. Anche se Mr White stava scancherando con il mondo (ma in particolare con Mr Brown) per aver dimenticato la sua valigetta alla base.

Mr Blond, nonostante quella sua aria giovanile era la persona più saggia del gruppo, la sua principale premura era quella di fare in modo che Mr White potesse dare il meglio di se nella guida, nonostante la Cadillac fosse piuttosto malconcia e sfasciata.

Mr White provava un piacevole sollazzo nell’essere così vezzeggiato, tanto da apparire saltuariamente gay agli occhi degli altri membri del gruppo.

Nonostante questo Mr White aveva dimenticato la sua preziosa valigetta, il cui contenuto rimase sconosciuto ai più. Egli inoltre soffriva di una fastidiosissima sindrome da raffreddamento che lo forzava a smoccolarsi in un fazzoletto di carta sudicio ed umidiccio al punto di bagnare le tasche.

La sindrome gli era stata passata da Mr Red, che a sua volta scatarrava fuori dal finestrino della macchina proprio come un vecchio rincoglionito arteriosclerotico mentre cercava di decifrare i nomi contenuti nella mappa acquistata per pochi dollari all’area di servizio.

Mr Black a sua volta era piuttosto malconcio, la sorpresa organizzata da Mr Brown la sera precedente gli aveva giocato un brutto scherzo alla bocca dello stomaco, stava per vomitare, ma stoicamente resisteva ad ogni conato, curva dopo curva, soltanto esortando Mr White ad una andatura che non desse nell’occhio comunque non inferiore alle 55 miglia orarie.

Quella sera fu la più difficile di tutte, Mr Red, Mr Black e Mr Brown non chiusero occhio per tutta la notte, mentre per gli altri due la notte fluiva tranquilla, erano talmente stanchi da dormire profondamente entrambi. Mr Blond pareva essere ancor più stanco di Mr White; quest’ultimo russava come il vecchio biplano di una nota casa di whiskey ma Blond si svegliò comunque all’ora X meravigliandosi di esser riuscito a dormire comunque tutta la notte, ora dopo ora, tutte di fila.

Mr Black sentiva addosso ancora il tremendo lezzo di Mr Brown al quale era stato parato il culo grazie all’intervento del signor Smurf.

Smurf stava piuttosto sulle palle a Brown, per via del suo accento newyorkese piuttosto marcato. I pregiudizi di Brown nei confronti dei ragazzi di città erano alquanto ridicoli agli occhi degli altri colleghi ma comunque loro lo apprezzavano così per la sua semplicità da provincialotto ed il suo attaccamento alla privacy.

Tutto stava filando liscio: Mr Black intratteneva i commensali con discorsi di dubbio interesse per i quali egli stesso rimaneva perplesso. Era palese che al primo posto egli avesse le portate che gli si paravano davanti, visto che non si faceva scrupoli di pulire meticolosamente qualsiasi piatto anche facendo scarpetta con la mollica.

Comunque la manovra di depistaggio stava funzionando, dietro di lui al riparo degli occhi dei padroni di casa, Mr Brown e Mr Red stavano accaparrandosi tutti i preziosi gradi alcolici che venivano serviti, senza scrupoli nei confronti di Mr Black stesso che comunque non era interessato a quel ben di Dio quanto invece a proteine e carboidrati.

Il modo di Mr Blond di elevarsi dagli altri attirava comunque molto l’attenzione dei padroni di casa, al punto di costringere Mr White a dover inscenare un finto mal di testa per mantenere occupate le fauci di tutti, meno che quelle di Mr Black.

La cena era ormai al termine quando Mr Brown commetteva l’unico errore della serata, cadendo nella trappola più subdola, ma anche la più conosciuta: quella della tazzina di caffè.

In condizioni pietose ed annebbiato dall’alcol, Mr Brown ingurgitava tutta la tazzina di caffè, compreso il manico senza che nessuno lo potesse fermare. Da subito lo stomaco reagì male gorgogliando a mo’ sciacquone tra l’ilarità generale dovuta a chissà quale baggianata uscita dalla bocca di Mr Black.

Subito dopo iniziò il processo di lievitazione, mentre il manipolo di squinternati stava salutando i padroni di casa ringraziando e sorridendo, la missione sembrava compiuta: proteine, carboidrati e gradazioni alcoliche erano state assimilate fino alla goccia di caffè che fece traboccare il vaso.

Percorrendo insolitamente a velocità moderata la strada che portava alla base segreta, la gang band fece tappa al negozio di liquori, esclusivamente per salutare Mary, la ragazza di tutti.

Mary era una ragazza mora ma carina, era la ragazza di tutti quando serviva ai tavoli ma diventava schiva e riservata alla chiusura del locale. Avrebbe dovuto chiamarsi Daisy, era un fiore di giorno aperto, di notte chiuso. Anzi il contrario: aperto la notte e chiuso di giorno.

Mr Red aveva già ordinato la seconda bottiglia mentre Mr Black salutava per l’ultima volta Mary facendo del suo meglio per non apparire più goffo del solito, essendo appesantito dalle innumerevoli calorie ingerite.

D’un tratto la vescica di Mr Black chiamava a gran voce; Mr Black tagliò brevemente la conversazione dirigendosi in fondo a sinistra. Man mano che percorreva il lungo corridoio un orribile fetore di merda lo pungeva. Incurante del pericolo Mr Black proseguiva verso la nauseante turca, consapevole di non trovarsi nel negozio di una fioraia, ma ben sì in direzione del bagno più frequentato del paese.

Girato l’angolo la porta del cesso era irrimediabilmente chiusa, la puzza di merda annunciava che qualcuno avrebbe potuto trovarsi in panne, infatti così era.

Cercava di aprire la porta ma dall’altra parte si opponeva resistenza, fino quando una voce simile a quella di Mr Burns gridò “occupato”, affacciandosi.

Mr Black e Mr Brown si stavano guardando negli occhi, attorno a loro una puzza di merda informe li avvolgeva. Era la merda di Mr Brown il quale non era infastidito dal suo fetore quanto invece lo era Mr Black che non era proprietario della merda ed iniziava ad avere conati di vomito.

Mr Brown sapeva che l’unica cosa da fare era chiedere immediatamente aiuto, si era cagato addosso. La tazzina ed il caffè non li aveva proprio digeriti, inoltre associati alle quantità mostruose di alcol ingerite, avevano prodotto un lerciume tale da fare invidia anche al migliore dei più potenti clisteri.

Mr Black era col conato alla gola, arraffò qualcosa alla bella e meglio, si trattava di un rotolo gigante di carta igienica industriale e un secchio col mocio. Buttò il primo in faccia a Mr Brown ed il secondo sotto al rubinetto tenendosi il mocio, poi si voltò e scappò via tenendosi una mano alla bocca correndo davanti agli occhi atterriti di Mary che nel frattempo era stata importunata da Mr Red.

Mr Red aveva finito le bottiglie, era entrato nella locanda e cercava di carpire qualche sorriso di Mary, la serata era piuttosto tesa, la puzza di merda stava per arrivare al bancone quando un uomo vestito di nero, con occhiali scuri la mano alla bocca ed un mocio nell’altra, correva davanti al bancone inorridito.

Ora le cose si erano messe piuttosto male, tutti i provincialotti del paese avrebbero riso di loro per anni, probabilmente era meglio sparire dalla circolazione immediatamente e non farsi più vedere per i cinque anni seguenti.

2 commenti

Sono approdato qui per un

Submitted by un visitatore (non verificato) on Ven, 20/03/2009 - 21:52.

Sono approdato qui per un errore… ma che risate!! :D

Anche Mr Black è approdato

Submitted by tassoman on Sab, 28/03/2009 - 00:37.

Anche Mr Black è approdato in quel gabinetto per errore … Ma che orrore!

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