lu mare, lu sule, lu ientu

Al culmine delle vacanze salentine, mi prendo qualche minuto per scrivere sul blog. La cultura della taranta, della pizzica è la linfa pulsante delle vacanze pugliesi anche se, sfogliando il giornale locale si leggono pagine di cronaca che narrano di disservizi e malfunzionamenti. Effettivamente la puglia descritta nella canzone di Caparezza c’è e si sente.

Mi hanno colpito le sagre della taranta, dove le ragazze scatenate nei balli a piedi nudi, non trovano partner all’altezza della loro carica sensuale. La tradizione si sta diluendo nel commerciale che va di moda, ogni anno dopo l’altro bisogna soddisfare sempre più turisti con le stesse infrastrutture.

Mi ha colpito l’irriverenza nei confronti dell’istituzione, nonostante in vari comuni sia messo a disposizione wifi gratuitamente, il senso civico non è la caratteristica dominante di tutti.

Onore e rispetto corrono sulla linea di mezzeria, il traffico ha dinamiche particolari, forme e consuetudini dall’odor di codice della strada ma che di regolamentato hanno ben poco. Come mi faceva notare Pino: «La loro macchina è troppo preziosa per essere rovinata, col tuo corpo».

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