La guerra dei browser si inasprisce
Alcuni giorni fa è stato presentato Internet Explorer 8, il nuovo browser di casa Microsoft che promette più attinenza agli standard web, una gestione modulare delle schede (ogni scheda è un processo a se stante, grazie alla implementazione dei multi processi Loosely Coupled IE), vari amenicoli per sviluppatori e migliorie sulla gestione della sicurezza.
Ieri Google ha presentato il suo primo browser Chrome basato su software opensource: Chromium, il quale a sua volta ha preso a piene mani dai progetti WebKit e Firefox.
Tra i milioni di pagine scritte in queste ore che spiegano chi come dove e quando, le più interessanti ritengo siano quelle che spiegano perché si è scelto di sviluppare codice open source, e cosa si accetta cliccando “accetto il contratto di licenza” di Chrome.
Brevemente la prima pagina descrive i punti di forza del software libero sottolineando che le ultime innovazioni tecnologiche (quelle vere, che arrivano dalla ricerca accademica) sono dovute proprio al proliferare del software libero.
La seconda invece descrive alcuni punti della licenza EULA approvata durante l’installazione di Google Chrome:
“By submitting, posting or displaying the content you give Google a perpetual, irrevocable, worldwide, royalty-free, and non-exclusive license to reproduce, adapt, modify, translate, publish, publicly perform, publicly display and distribute any content which you submit, post or display on or through, the services. This license is for the sole purpose of enabling Google to display, distribute and promote the services and may be revoked for certain services as defined in the additional terms of those services.”













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