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Da Drupal a Jekyll passando per Tttrack

Ho abbandonato il CMS dinamico in favore di un generatore di pagine statiche per il mio blog e vi spiego come

giovedì, 27 novembre 2014

Di ritorno dal Drupal Day 2014 ho seguito con grande interesse tutte le informazioni importanti relative all'imminente lancio di Drupal8.

Oramai che il CMS ha acquisito quelle parti di programmazione ad oggetti che lo relegavano in un limbo di «prodotto di qualità ma non enterprise» è anche vero che sia diventato una applicazione troppo imponente per gestire un semplice blog che tral'altro nessuno oramai commenta più.

La moda del blog che ha rivoluzionato l'interwebz oramai lascia il passo all'immediatezza dei social network, altra innovazione dell'interwebz.

Ad oggi è molto più facile ricevere un tweet in risposta ad un argomento, anziché intavolare una discussione a suon di commenti, si trasformi in un forum di troll che litigano tra uno spammer e l'altro che commenta «Fantastic website!».

Poiché gli unici siti che si giovano dei commenti sono quelli che ne fanno la funzionalità principale, vedi ad esempio Reddit e StackOverflow

Decido quindi di tornare alle origini, all'era dei blog statici come erano nati all'alba del millennio.

Come staticizzare sito Drupal

Occorre innanzitutto il Httrack e si può ottenere tramite apt-get install httrack su GNU/Linux Debian.

Attenzione a non confondersi con webhttrack che dispone anche di interfaccia web che in questo caso è inutile.

Per costruire la copia statica del proprio blog su Drupal, occorre prima di tutto preparare l'installazione:

  • disabilitare i moduli non essenziali
  • disabilitare i moduli interattivi
  • togliere le navigazioni ajax
  • chiudere tutti i form
  • rimuovere i messaggi di sistema

Quando il blog è pronto, lanciare il comando httrack http://domain.tld -O . -N "%h%p/%n/index%[page].%t" -WqQ%v --robots=0, quando l'interfaccia CLI chiede che fare con le risorse esterne (ad esempio i css e js in nelle CDN), ignorare tutto premendo il tasto asterisco *.

Questa procedura è stata descritta dettagliatamente in un articolo comparso su Lullabot.

Installare Jekyll e qualche plugin

Jekyll è il CMS scritto in Ruby che si occupa di generare il blog partendo da file statici scritti in sintassi Markdown.

È sufficiente posizionare i post nella directory _posts e configurarne vari parametri per ottenere nuovamente la stessa struttura di navigazione utilizzata nel vecchio blog.

La configurazione dettagliata e la documentazione essenziale sono disponibili sul sito ufficiale di Jekyll

I plugin che ho installato inizialmente:

  • oembed, per «embeddare» automaticamente contenuti multimediali da altri siti
  • jemoji per sfruttare le faccine comuni alle chat :smile:

Conclusione

Sto ancora sperimentando, l'obiettivo di questa nuova «traslazione» è concentrarsi sempre più sui contenuti. Scrivere Markdown effettivamente è molto più immediato e semplice rinunciando al «rich-editor» per rimanere in un ambiente più familiare come «l'editor di testo».

«Ognuno ha l'editor di testo che si merita», in effetti costui è il miglior amico del programmatore, quindi perché non sfruttarlo anche per generare i contenuti da pubblicare online?

Il layout grafico l'ho rimaneggiato, per l'occasione mi sono rimesso a scrivere personalmente l'html necessario sebbene sfruttando un framework per il frontend (Bootstrap3) è assottigliato molto non dovendo utilizzare temi complicati ed il markup html ripetitivo di Drupal.

È un po' come fare un salto indietro nel passato, che sia nostalgico degli anni novanta? Può darsi! :wink: