Bloggare, dopo più di dieci anni

La schermata di CheDueMaroni.Com catturata dal web

Tanto tempo fa, anzi inizio con «C’era una volta… Un sito denominato CheDueMaroni.com, in principio era una installazione di GreyMatter, il primo CMS per blog scritto in Perl da Noah Grey.

In quel periodo non sapevo nemmeno cosa volesse dire «bloggare», avevo soltanto la smania di «collezionare» script e personalizzarne la grafica, sicché brevemente nacquero altre sezioni: la storia interattiva: ogni pagina era generata dagli utenti e la storia proseguiva a caso; la sezione links: era una mini directory in stile Dmoz o Yahoo; Poi c’erano le cartoline da inviare per email agli amici, tra cui anche quelle porno con culi e tette in primo piano.

Dopo venne fuori il sito BastardiDentro, in cui ci misero più impegno e copiarono ben bene l’idea fino a farne un certo business.

L’accozzaglia di script che era allora il blog CheDueMaroni.com si trasformò in un muro, una specie di prototipo di Facebook. Anno 2003. Che Mark abbia copiato? Non lo sapremo mai.

Il Wall, che altro non era che un GuestBook che fu poi il trampolino per la mini comunità Figa Fattanza e Fratellanza che in seguito divenne Tele King Freak …

In seguito venne il mio blog, prima pubblicato timidamente sulle primordiali piattaforme gratuite che andavano molto di moda: Splinder, ioBloggo.

Successivamente il blog Tassoman, cioé questo, si trasformò in una installazione di WordPress, quando ancora Drupal non era abbastanza utile (mi pare che fosse la versione 5).

In fine abbandonai anche WordPress in favore di Drupal importando all’epoca il file xml con tutti i post.

Durante l’ultima transazione però iniziò la fase moblog esattamente si trattava di mobile-blogging, ovvero sproloqui itineranti. Anche se di sproloquio non c’era nulla poiché in quel periodo l’unico modo per scrivere dal cellulare era inviare una email ad un proprio indirizzo email che a sua volta veniva scaricato da un plugin WordPress per mezzo di una operazione pianificata che importava i messaggi in articoli.

Molto artigianale ma funzionava. Mi sembra che in quel periodo usassi il Nokia 9110 per spedire email, in GPRS, a costi esorbitanti ovviamente.

Verso il 2005/06 blogging diventò micro editoria, i più scaltri assoldavano sprovveduti che scrivessero per loro articoli, ad esempio sull’opensource di cui io personalmente non ho mai visto una provvigione o promessa di diventare pubblicista…

Questo fino al 2006/07 anno in cui durante la PHP Conf di Francoforte venni a conoscenza di Facebook e Twitter. Nel 2007 tradussi anche qualche stringa dell’interfaccia in italiano ma nel 2008 il fenomeno dei social network esplose davvero e il resto della storia probabilmente la conoscete già.

Erano anche gli anni dei primi smartphone, in particolare il 2009 fu l’anno di Android, HTC G1 che mi procurai acquistando in Repubblica Ceca. Da quel momento consumare, pubblicare, swippare, swisshare condividere, era diventato un turbine sempre più veloce e frenetico, sempre più persone sempre più cose da fare con lo smartphone (che all’epoca era davvero smart).

Secondo me oggi la maggiorparte delle persone soffre di dipendenza dai social network, dalle chat e da tutto quel che ti salta in mente.

Chi guida la macchina inviando messaggini, chi cammina sulle piste ciclabili con cuffie auricolari guardando in basso, chi dorme col cellulare e quant’altro potresti aggiungere.

Anche io ero così ma dopo circa tre anni di smartphone mi sono stufato poiché mi veniva fatto notare quanto stessi diventando una persona più brutta. Che perdeva l’attenzione per chi aveva di fianco al fine di «fuggire» dalla realtà e tuffarsi nello schermino.

Armato di tanta forza di volontà e grazie alla morosa che favorisce il culto del «Facebook solo a casa, non in giro» (poi in realtà adesso vuole un tablet 3G, ma questa è un’altra storia)», dei social network me ne sono liberato e ritorno a bloggare, come si faceva dieci anni fa, quando tutto questo non esisteva.

Come disse un tale di nome Augusto alcuni millenni fa: Festina Lente, affrettati lentamente.

Mi auguro che presto arrivi un giorno in cui anche tu ti stancherai di farti dire da un algoritmo programmato in california cosa ti piace e cosa potrebbe interessarti. E magari riscoprirai quel libro che giace impolverato nella libreria oppure i vecchi articoli pubblicati sul tuo blog.

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1 commento

cambiano le esigenze :) 5

Cambiano le esigenze ) 5 anni fa andavo in giro con una borsa minuscola, adesso durante la settimana giro con una zavorra!

Per 10 anni ho navigato solo a casa o abusivamente in sala studio e ogni tanto mi rendo conto che mi sarebbe utile un affarino per andare sul webbb quando serve, da lasciare a casa quando posso farne a meno! Sorriso