August 2010

Noi, qui, adesso

Submitted by tassoman on Mer, 25/08/2010 - 21:32

Persone, spazi e tempi generano i momenti unici della vita, indimenticabili, se piacevoli o al contrario da rimuovere dalla testa.

Il “fascino dell’inatteso” è il risultato della combinazione dei tre elementi e può essere vissuto soltanto una volta sola.

Potrebbe sembrarvi una banalità ma per me non lo è affatto. Sono assuefatto da internet e dalla comunicazione mediatica che tende ad annullare gli spazi ed anche i tempi. Si perde la capacità di assaporare i momenti unici che compongono la vita stessa; inoltre, ora che internet è pure social, anche le persone tendono ad essere annullate.

Quest’estate in vacanza da me stesso, come l’anno scorso, ho vissuto tanti momenti unici condivisi con persone a me molto care che hanno reso la vacanza fantastica.

Qualcuno s’è meravigliato che fossi l’unico a non leggere libri durante la tintarella, ho passato infatti maggior parte del tempo ad osservarmi intorno. Ad osservare l’ambiente stupendo che mi circondava: il Salento. Ad osservare i loro movimenti, gli sguardi e immagazzinando nella mente i loro dettagli. Ho respirato il profumo del mare che ho desiderato tanto proprio prima di partire da Bologna.

Forse, come succede a me, questo racconto fa sorridere ma questo è quanto. Sorriso Ed è stato sufficiente per farmi uscire definitivamente un periodo buio durato anni, che mi aveva segnato nel carattere negativamente.

lu mare, lu sule, lu ientu

Submitted by tassoman on Mar, 17/08/2010 - 16:49

Al culmine delle vacanze salentine, mi prendo qualche minuto per scrivere sul blog. La cultura della taranta, della pizzica è la linfa pulsante delle vacanze pugliesi anche se, sfogliando il giornale locale si leggono pagine di cronaca che narrano di disservizi e malfunzionamenti. Effettivamente la puglia descritta nella canzone di Caparezza c’è e si sente.

Mi hanno colpito le sagre della taranta, dove le ragazze scatenate nei balli a piedi nudi, non trovano partner all’altezza della loro carica sensuale. La tradizione si sta diluendo nel commerciale che va di moda, ogni anno dopo l’altro bisogna soddisfare sempre più turisti con le stesse infrastrutture.

Mi ha colpito l’irriverenza nei confronti dell’istituzione, nonostante in vari comuni sia messo a disposizione wifi gratuitamente, il senso civico non è la caratteristica dominante di tutti.

Onore e rispetto corrono sulla linea di mezzeria, il traffico ha dinamiche particolari, forme e consuetudini dall’odor di codice della strada ma che di regolamentato hanno ben poco. Come mi faceva notare Pino: “La loro macchina è troppo preziosa per essere rovinata, col tuo corpo”.

Andiamo a ballare in puglia

Submitted by tassoman on Ven, 06/08/2010 - 20:02

Mancano poche ore alla partenza per le ferie in puglia. Sarà colpa di Caparezza? Sembra che quest’anno tutti siano in salento, o all’estero in generale, almeno, i bolognesi (acquisiti e non)!

Anche per quest’anno l’accoppiata vincente è aereo low cost ed auto a noleggio, si ripete anche il pellegrinaggio in visita parenti, visita prof, e visita… Insomma metà vacanza è già pianificata. Potrei accodare anche un pellegrinaggio alla casa che diede i natali a Jason Jeans, sarebbe soltanto un quarto d’ora di macchina.

Cosa manca? Mancano poco più di 12 ore e non ho ancora preparato la valigia… Tutto sotto controllo!

PS: è tutto il giorno che sento in lontananza la canzone di Little Tony, Profumo di mare… Saranno allucinazioni? o.O?

Silver Sirotti, eroe dei ferrovieri

Submitted by tassoman on Lun, 02/08/2010 - 20:23

Oggi è il due agosto il trentesimo anniversario della strage di Bologna, avvenuta alla stazione centrale delle Ferrovie dello Stato. Quel giorno mio padre era ferroviere, quel giorno era sulla linea di Piacenza. Mia madre invece era in casa a Bologna che mi accudiva. Due giorni dopo ma sei anni prima l’eroe dei Forlivesi e dei ferrovieri Silver Sirotti s’mmolava per salvare diverse vite umane.

Controllore in servizio, in occasione del criminale attentato al treno Italicus non esitava a lanciarsi, munito di estintore, nel vagone ov’era avvenuta l’esplosione per soccorrere i passeggeri della vettura in fiamme. Nel nobile tentativo, immolava la giovane vita ai più alti ideali di umana solidarietà. Esempio fulgido di eccezionale sprezzo del pericolo e incondizionato attaccamento al dovere, spinti fino all’estremo sacrificio.”

Oggigiorno nessuno affronterebbe un vagone in fiamme armato solo di un estintore del 1974. Oggi col cellulare si chiamerebbero rinforzi che arriverebbero in quel punto in 20 minuti sia da Bologna che da Firenze. Oggi i controllori non esistono più, le porte sono elettriche e si chiudono da se. Quel che chiamate controllore spesso è anche (e il solo) capo treno, formato ed istruito come si deve, è il vostro eroe per quel viaggio.

In questi giorni ferroviari mi torna in mente quanto successo un paio d’anni fa quando mio padre, attaccato alle ultime speranze di vita mi confidava degli anni 70, quanto abbia amato ed odiato il suo lavoro. In quel periodo s’alzava all’alba per partire da Bologna e prendere servizio a Piacenza, col terrore che scoppiasse una bomba e non tornasse più a casa. Forse pensano la stessa cosa i ferrovieri di oggi.

Oggi i treni sfrecciano a 300km all’ora, a quella velocità la fermata d’emergenza impiega circa due chilometri prima di arrestare il convoglio. Non so quantificare quanto tempo sia, ma indubbiamente: quanto basta…

Forse in trent’anni non son cambiate poi tante cose, forse non ci avevi pensato, forse sono soltanto troppo ipocondriaco.

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