Prima dell'invenzione della stampa a caratteri mobili il sapere era cosa di pochi. Soltanto le élite nobili potevano avere accesso alla conoscenza e giocare un ruolo chiave nel processo evolutivo dell'uomo. Chi voleva studiare entrava in convento ed otteneva l'accesso al sapere custodito dagli ordini clericali.
Tenendo in mente le regole di microeconomia, fin da allora le informazioni venivano trattate come beni privati rivali ed artificialmente escludibili.
Il primo libro stampato da Gutenberg fu la Bibbia che venne venduta proficuamente a Francoforte.
L'informazione (La Bibbia) divenne quindi un bene privato, a disposizione esclusivamente di chi si poteva permettere i soldi per comprarlo, ed artificialmente escludibile, perché ne furono pubblicati solo un numero limitato di copie.
Per fare ciò Gutemberg si avvalse dei capitali di un banchiere, il quale dopo aver finanziato il progetto rivolle indietro i soldi con gli interessi "pignorando" le macchine da stampa.
Naque quindi la necessità di tutelare gli autori delle opere di ingegno. Nel 1941 in Italia si decise per la legge sul diritto d'autore, la quale tutela ancora oggi gli scrittori, i musicisti, gli artisti; autori di informazioni che vengono trattate come beni rivali artificialmente escludibili.
Stessa cosa accade per il software proprietario. Le informazioni contenute nel software, che non è un prodotto tangibile come il media in cui è contenuto (il cd, il dvd, il manuale cartaceo, il libro) bensì è un prodotto di informazioni.
Un caso particolare sono invece Wikipedia ed il software libero in generale: sono le basi della cosidetta "rivoluzione del nuovo rinascimento digitale", una teoria che sto approfondendo e realizzando proprio in questi mesi, mentre si vocifera di una ipotetica Terza guerra mondiale scaturita da USA-IRAN.
Grazie alla diffusione delle informazioni in formato digitale, lentamente stiamo uscendo da un periodo oscuro, quasi medievale, in cui le informazioni avevano il prezzo del media in cui erano contenute (un cd musicale, piuttosto che una licenza software, piuttosto che un libro).
Duplicare informazioni digitalmente è immediato e in linea di massima gratuito. Il sapere e la conoscenza sono a portata di tutti, potenzialmente gli strumenti evolutivi possono essere utilizzati da qualsiasi persona.
È questo il nuovo rinascimento dell'evoluzione umana, scindere il valore dell'informazione dal supporto su cui è contenuta. L'informazione, le idee, sono un bene pubblico non rivale e non escludibile. Vanno condivise e migliorate dalla comunità che ne ha bisogno.
A maggior ragione il software, strumento per convogliare flussi di informazioni, deve essere a sua volta un bene pubblico non rivale e non escludibile.
Il software deve essere libero, non di proprietà.

commenti
concordo pienamente, anche se penso che ancora più importante sia lottare per avere degli standard aperti.
Cioè se si conoscessero le specifiche dei file .doc di microsoft (per fare un esempio a caso), a me non importa niente se microsoft word è closed, io uso openoffice o koffice o chi per lui.Se però ognuno cerca di imporre il suo standard proprietario, allora pure se uso sw open source non ci faccio molto.
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