Se non mi fossi appassionato già di computers, informatica e tecnologia, mi sarei appassionato di psicologia sociale.
Attualmente, nella società di massa dedita al consumismo, credo che sia un obbligo per chiunque voglia essere trasgressivo distinguendosi dalla massa conoscere le strategie di comunicazione pubblicitaria.
Per evitare di cadere nei tranelli che i creativi cercano per attrarre la nostra attenzione su prodotti che in realtà non servono nè alla sopravvivenza dell'individuo, nè alla perpetuazione della specie.
Quando a scuola, mi furono spiegati gli Stili di vita sinottica dapprima li odiai per via dei nomi insulsi (i Liceal, i Delfini, gli Accorti, le Colleghe) dopo però conoscendoli meglio, tra gli studenti scattò una specie di corsa alla identificazione del target delle comunicazioni pubblicitarie più famose che aveva come obiettivo un buon voto in Comunicazione pubblicitaria.
Infatti per sviluppare una campagna pubblicitaria, bisogna conoscere a menadito il target in generale, ma nello specifico quello a cui ci si vuole rivolgere. Per poter di conseguenza produrre il messaggio appropriato che faccia scattare un desiderio che altrimenti non avrebbe avuto necessità di esistere.
In sostanza, i creativi pubblicitari, anche se non sanno il nostro nome ci conoscono perfettamente, grazie alla categorizzazione creata dallo studio di Sinottica svoltosi intorno all'inizio degli anni 80.
Tale studio ha redatto una mappa dei consumi che classifica i consumatori italiani (da 14 anni in su) mediante le loro abitudini, gli interessi, il sesso e l'età.

Credo che per tutti sia importante conoscere, almeno a grandi linee le tecniche di comunicazione pubblicitaria per non cadere in trappole del tipo "Actimel" che sono l'emblema di una campagna pubblicitaria ben riuscita.
Questo famigerato prodotto, che conoscerete benissimo, non è altro che uno yogurt allungato, di cui si può benissimo fare a meno. Come recita l'ultima versione di comunicazione pubblicitaria: "Perché 18 milioni di italiani (consumatori) hanno scelto Actimel?"
Si tratta di una domanda retorica, uno degli strumenti di comunicazione strausati nella comunicazione pubblicitaria.
I dirigenti ed i creativi in realtà lo sanno benissimo il perché: 18 milioni di polli sono cascati nella trappola, e fregiarsi di questa affermazione come un trofeo da proporre agli stessi consumatori, a scherno; a parere mio indica che nemmeno se l'aspettavano un successo così clamoroso.
Ecco quindi che una cosa di cui non c'era bisogno, ottiene diversi valori aggiunti che nella realtà dei fatti non possiede.
Il nostro vantaggio è che il consumismo non ha mai conosciuto il periodo della guerra, quando c'era la miseria e qualsiasi bene primario valeva anche quanto l'oro.
Di certo non ho mai conosciuto la guerra nemmeno io, ma fortunatamente mi basta pensare che se dovessi sopravvivere ad una guerra bevendo solo Actimel, farei prima ad andare in trincea a mangiare il rancio e morire per la patria, mi sentirei sicuramente meglio di quanto dichiarino loro propinandomi la loro idea preconfezionata.
Insomma se la fantasia ce l'hanno i creativi, che riescono a prendere per il culo migliaia di persone, ricordate che l'abbiamo anche noi, se loro mettono la realtà in situazioni surreali, perché noi al contrario non dovremmo mettere le situazioni surreali in una realtà diversa?
Ecco spiegato quindi il meccanismo per smontare i messaggi pubblicitari. Divertitevi a levare dal loro contesto i messaggi che vengono propinati con chiappe culi, massaie felici e contente, e vedrete che non sono credibili.
Per alcuni potrà sembrare una banalità quel che ho appena scritto, ma credo che per almeno 18 milioni di persone, non lo sia di certo.

commenti
A me Actimel fa cagare. nel senso ch epoi vado proprio in bagno. per il resto, il fatto che tu abbia già degli interessi (computer et similia) non ti impedisce di averne altri e coltivarli (sociologia). Sicché la tesi dalla quale parti, prime due righe, crolla di fronte all'evidenza che l'uomo è di fatto un essere multitasking. E tu sei gay. o mon(o)tasking.
Per avere molti interessi bisogna NON essere pigri (o guerrafondai, nel vostro caso...)
E tu l'analisi del target di questo blog l'hai fatta o no? I tuoi utenti te l'han detto già più volte: TETTE & CULI COME SE PIOVESSE! e basta con 'ste robe da zzio arteriosclerotico!
Infatti i risultati statistici sono pessimi, ma non è detto che il mio stile di vita imponga la necessità che il mio ego abbia un determinato inserimento nel contesto sociale, o l'accettazione da parte degli altri, o del diverso, dell'estraneo, in questo caso quel ghei del visitatore.
In senso generico si intende. :O
Tanto muori sempre. A Opf.
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