Come anticipato, le mie vacanze si sono svolte in luoghi remoti del nostro Bel Paese proprio come si usava fare a scuola al rientro dalle vacanze, cercherò di raccontare gli episodi salienti.
Taranto e Trieste iniziano entrambe per T come anche terroni, e trombe d'aria.
È più facile che un terrone si ambienti in una città del nord, piuttosto che uno del nord lo faccia in una del sud. Ma come mai? Ci sarà mai una spiegazione?
Convivere con la sporcizia urbana, il caos su ruote, i decibel vocali, l'abuso edilizio, l'ipocrisia, la superficialità e la bigotteria dell'essenza terrona infatti è davvero difficile. Credo che debba essere una qualità innata, ottenuta alla nascita, fatta propria e residente nell'inconscio di ogni terrone.
I triestini invece han quel fare da triestini che solo i triestini possono avere. Parlano esclusivamente in triestino, di cose triestine, o al limite accadute ad un triestino.
Entrambe le mentalità hanno come caratteristica comune, il rammarico verso il governo, o l'italia degli altri in generale, sostanzialmente perché il governo si è dimenticato di loro.
Sembrerebbe quasi una caratteristica dell'abitare ai margini geografici, tant'è che io bolognese dalla nascita, non ho mai lamentato e riconosco soltanto adesso come realtà altrui.
La mia Rover 214 ha ripreso il nomignolo di CESSNA, produce infatti vibrazioni e rumori abbastanza importanti, pur non sviluppando velocità di crociera abbastanza elevate da impensierire gli autovelox disseminati in autostrada. Perde olio dalla guarnizione di testata del motore, tant'è che sarà meglio che mi decida a farla controllare.
Viaggiare infatti alla martellante ed incessantemedia di 120Km/h in autostrada, senza sorpassi da film, senza scene mozzafiato genera una discreta rottura di palle che unita al suono roboante del motore, genera idee strampalate. Precisamente nei riguari di due nuovi abitanti che hanno preso possesso delle superfici piane più ampie dell'abitacolo: Otto Von Gufotto auf Cruscotto e Samantha The Manta.
Si tratta di due pelouches, il primo acquistato al Famila di Trieste, un triste giorno nuvoloso e pressoché piovoso. Ha le sembianze, e l'etichetta del gufo di Harry Potter, ha un valore di poco più di 6€ che è aumentato esponenzialmente ogni giorno grazie alle sue qualità anti sfiga.
Silvia ed io, stanchi infatti di sentirci dire "Ehi ma avete portato il brutto tempo!? Era bello fino a ieri!", lo abbiamo acquistato con lo scopo di usarlo come catalizzatore della sfiga, posizionato infatti sul cruscotto diffonde la nostra sfiga a tutti gli automobilisti che ci sorpassano o ci incrociano, in modo da rendere il nostro cammino apparentemente più roseo.
Da notare che le previsioni meteo narravano di pioggie e maltempo, dopo l'acquisto Trieste era una isola felice soleggiata in mezzo ai temporali che hanno devastato le aree di Grado e Monfalcone.
Al contrario di Otto Von Gufotto, Samantha The Manta ha una personalità più elevata, non crede alla jella, parla soltanto in Inglese, ha modi snob ed aristocratici, infatti ha preso posto in bella mostra sull'ampio pianale posteriore vetrato, che somiglia vagamente ad un acquario e che di certo la tiene sotto gli occhi di tutti (quelli che si fermano dietro, al semaforo). Il tutto soltanto perché è stata aquistata all'acquario Di Londra come souvenir, e successivamente regalata a Silvia.
Avevo promesso che avrei spedito foto delle vacanze, ma in realtà non avevo voglia di toccare alcun computer per due settimane di fila. Le foto poi ve le mando, a richiesta se proprio ci tenete.

commenti
Carina come cronaca, peccato che stasera morrai
Hai provato a prendere il cappuccino a trieste? Io sì, e m'han portato un caffè macchiato, ma al prezzo di un normale cappuccino.
"Signora, s'è sbagliata, ho chiesto un cappuccino" ho fatto gentilmente notare.
"Quello è un cappuccino: se lo voleva più grande doveva dire 'cappuccino in tazza grande'" mi fa.
Ho fatto notare che anche a new york se ordini un cappuccino te lo portano in tazza grande, e che mi sfuggiva il motivo per cui sul listino prezzi ci fosse scritta anche la voce "caffè macchiato".
Poi ho capito: sono dei coglioni.
Il cappuccino triestino è comunemente conosciuto altrove come caffè macchiato.
Mentre i non triestini chiamano cappuccino quel che loro chiamano latte macchiato.
Per non sbagliare e per non creare dissapori, visto che è saporito in entrambi i casi, io lo prendo sempre nero ovunque.
:O
Resta quindi l'interrogativo epocale:
Se "Il cappuccino triestino è comunemente conosciuto altrove come caffè macchiato", allora il caffè macchiato che compariva nel listino prezzi, che cacchio è?
Ah già, magari una spremuta d'arancia, usanza locale pure quella...
Il caffè macchiato è il capuccino :P
Allora, non ci siamo capiti.
Entro nel bar, mi siedo.
Listino prezzi: "caffè", "caffè macchiato", "cappuccino".
Ordino il cappuccino.
Mi porta un caffè macchiato.
Dico che ho ordinato il cappuccino.
S'incazza perchè dice che a trieste il cappuccino è il caffè macchiato.
D'accordo.
Ma allora se il cappuccino del listino è il caffè macchiato, il caffè macchiato CHE C...O E'?
Per inciso, il cappuccino nella tazzina da nano me lo fa pagare come un cappuccino a bologna.
Se poi 'sto delirio lo vogliamo definire "usanze locali", contenti voi...
Non c'entra molto ma per cronaca: a bologna, in via oberdan c'e' un "negozio" specializzato in caffè, dove lo propongono in diverse decine di varianti. si chiama Terzi, da fuori si nota poco ma può valere la pena provarlo.
In questo blog diventano più importanti i commenti degli argomenti.
Preparo un forum allora. Così mentre scrivo le mie cazzate vi passate il tempo
lavora
in miniera
poveri minatori! già lavorano in un ambiente malsano...
paese che vai usanza che trovi
MAMMA MIA IO AVEVO KIESTO UNA COSA PIU' SIGNIFICATIVA MA A QUANTO PARE NN E' POSSIBBLE
ke skifo di cronaca
:-X
wwwooooooowwwwwwwwwwwwwww :-X
forse il nord farà cagare solo nebbia e poi????????bohhhhhh
il sud è caldo accogliente ospitale caliente e poi concordo che schifo di cronaca
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