Tra le motivazioni che spingono a diventare blogger per il 56% la principale è la possibilità di poter rappresentare creativamente sé e i mondo. Il 50% dei blogger che hanno risposto sostiene di rivolgersi a un lettore ideale e di non limitarsi a uno sfogo personale e il 48% dichiara di sentirsi condizionato dal fatto di avere lettori contro un 38% che ritiene di non farsi condizionare da questo. Il 73% dichiara che il blog è un ambiente "sincero" e che il blog rappresenti un modo per esercitarsi nella scrittura.
Peccato che non siano stati analizzati i contenuti dei blog. Sono quelli che dovrebbero interessare veramente ai lettori, non il blogger in quanto a entità a se stante.

commenti
Mah... per me il blog risponde solo al desiderio umano di comunicare i propri pensieri. Pensieri personali, beneinteso, che se non sono espressi da grandi pensatori o note personalità, suscitano di norma solo gli interessi di una cerchia di amici. Sicchè il blog è, come dire, una forma di esibizionismo mentale.
Naturalmente! Converrai con me quindi che Blogging humanum est.
Dagli albori della nascita del WWW (World Wide Web), il sito nasceva come necessità per combinare fonti di diversa natura in documenti ipertestuali (immagini e files da scaricare tramite ftp), nasce quindi dal presupposto di voler comunicare un messaggio.
Il messaggio, per essere veicolato, deve avere necessariamente un emittente, ed un ricevente. Pertanto il blogger è soltanto emittente del messaggio, inoltre il blog è il veicolo su cui viene divulgato il messaggio.
Quindi il protagonista, o l'attore (come va di moda dire ultimamente) è il messaggio, non il veicolo, tanto meno l'emittente.
Che prende valore in quanto tale (di essere emittente del messaggio, quindi blogger) come conseguenza della sua azione di comunicazione.
Ecco spiegata la mia teoria dell'importanza del contenuto, piuttosto che del blogger.
Ne convengo. Ma sono dell'idea che dei messaggi dei blogger non gliene freghi un cazzo a nessuno. Sono 'significanti' individuali che sperano di assurgere a pensieri collettivi, ma che vivono nel brodo (già primordiale) della frustrazione. Pericolosissimo. Inoltre, sono veicoli di ignobile disinformazione. E portatori di innovazioni sintattiche troppo pretestuose e fini a se stesse.
Nulla a che vedere con il tuttlog, che proprio per questi motivi si è evoluto.
Sempre per così dire merito del sottoscritto blogger, denominato Tassoman.
Il tuttolog è un blog. Il mio, che è frutto per lo più di copiaeincolla, è il vero e l'unico antiblog. tiè
totalmente asettico e impersonale, per lo più inutile in quanto riporta notizie già presenti in altri blog o siti
chi tiene un blog di copia incolla ha poco da dire o paura di mettere in piazza i propri pensieri?
Non sono così esibizionista da considerare di interesse collettivo i miei pensieri. Non mi piace (ma non ho detto che sia sbagliato, ognuno si sceglie la psicoterapia che più gli aggrada), non mi piace, dicevo, informare il mondo di quanto sono scontroso, lunatico, felice, sognatore, bolognese, disilluso, pigro, sagace, annoiato, ansioso, disponibile, calmo, triste, casinista, iperattivo e freddo.
mah, penso che si possa scrivere anche senza scriver per forza dei propri sentimenti o di se
io son dell'idea che scrivi bene ed è un peccato vederti fare un blog di copia/incolla, tutto qui
Eh Silvia, scrivere di sé stessi costa troppo caro. Almeno a me.
Anche a me, infatti la tuttologia include tutto fuorché me. Ma lo maschero abilmente.
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